La serie From, creata da John Griffin è l’incontro tra Stephen King e LOST
Il 4 ottobre su Paramount+, in contemporanea con gli USA, arriva l’attesa terza stagione di From. Questa serie televisiva horror-mistery creata da John Griffin ha debuttato nel 2022 ottenendo subito un grandissimo successo fra gli amanti dell‘orrore…e non solo.
Una solida e avvincente sceneggiatura è alla base di questo prodotto di alta qualità che trasuda Stephen King molto più della stragrande maggioranza degli adattamenti delle sue opere.
Al centro della storia ci sono una serie di misteri che tengono incollati al piccolo schermo, mai banali e scontati. La trama si basa su una struttura stratificata che, un episodio alla volta, rivela un piccolo pezzo del puzzle che lo spettatore deve mettere insieme.

From è una serie corale. Proprio per i misteri su cui è basata e la caratterizzazione dei personaggi viene accostata a LOST (con cui condivide l’attore principale Harold Perrineau e il regista/produttore esecutivo Jack Bender).
Nelle prime due stagioni gli sceneggiatori hanno messo molta carne sul fuoco…
Speriamo solo che, a differenza di LOST, conceda qualche risposta in più.
Al centro della storia c’è una cittadina rurale degli Stati Uniti, apparentemente tranquilla, ma in realtà intrappolata in una dimensione parallela.
Chi arriva lì, non riesce più ad andare via.
Non solo i malcapitati sono costretti a viverci, ma quando cala la notte delle creature pericolose emergono dal bosco circostante per ucciderli.
E’ proprio questa idea di persone bloccate in una situazione inspiegabile, insieme alla sensazione di paranoia e impotenza, che crea un’atmosfera simile a LOST o a The Leftlovers. Tuttavia, il focus su elementi horror soprannaturali lo distingue da questi esempi, mantenendo un tono più oscuro e spaventoso.

Stephen King la considera la sua nuova serie preferita e invita a guardarla, perché in effetti…nonostante il discreto successo e data la sua grande qualità, questo show meriterebbe decisamente più seguito e riconoscimenti.
In attesa di scoprire i nuovi dieci episodi della terza stagione, noi di Cabiria Magazine ci teniamo a elogiare From sia per chi, come noi, segue questa bella serie dagli esordi, sia per incuriosire chi non la conosce.
Lo show più colpevolmente sottovalutato di tutti i tempi. Meriterebbe un riconoscimento globale, uno dei migliori show degli ultimi anni sotto ogni aspetto. Tanto di cappello a Harold Perrineau
Stephen King
From: la trama

Il fulcro della storia è una comunità intrappolata in una cittadina in cui si arriva sempre a seguito di una strada bloccata da un grosso albero caduto e l’incontro con dei corvi neri.
Da qualunque parte dell’America si stia viaggiando, quando si vede quel tronco, non c’è più niente da fare. Si resta bloccati in questo piccolo paese circondato dai boschi. Non ci sono strade che portano via. Chi tenta di uscire si ritrova sempre nello stesso punto.
La tensione e la disperazione tra gli abitanti crescono a causa dell’incertezza su come andare via e sulla minaccia di creature notturne dalle sembianze umane che gli danno la caccia…
Al calar delle tenebre invadono il paese e l’unico modo di proteggersi è restare al riparo muniti di misteriosi amuleti in pietra.
Una volta che si viene catturati, le creature si trasformano in orrendi mostri squarta-corpi. Non c’è modo di ucciderli… Di giorno, le persone cercano di sopravvivere e di mantenere una parvenza di normalità.
La guida ed eroe della comunità è Boyle (Harold Perrineau). Ogni sera al tramonto gira per le strade suonando una campana assicurandosi che tutti siano al sicuro prima che cali il buio. E’ un ex militare, nominato sceriffo della comunità, sempre in prima linea per aiutare tutti e cercare una via d’uscita.
From: atmosfera e tensione

From riesce a mantenere un alto livello di tensione grazie alla sua ambientazione claustrofobica e all’elemento dell’ignoto.
Il mistero che avvolge la cittadina e le creature sono una calamita che inducono al binge watching e alla dipendenza dalla serie.
Ogni episodio svela piccoli dettagli, ma non abbastanza da fornire risposte definitive, creando un senso di urgenza nel voler scoprire la verità.
Le creature stesse, inquietanti e spietate, aggiungono una costante minaccia, aumentando la suspense.
Il set della città è stato costruito appositamente per la serie a North Beaver Bank, in Nuova Scozia. Il sito, noto come Beaver Bank Villa, ha una lunga storia e molti anni fa conteneva unità abitative, una sala comune, una stazione dei vigili del fuoco, una scuola, una chiesa, un minimarket… (tutti demoliti nel 2004) per sostenere i lavoratori di un vicina base radar militare attiva negli anni ’50 e ’60. Le strade asfaltate e i vialetti erano tutto ciò che restava. La produzione ha utilizzato ciò che rimaneva come base per costruire la finta cittadina.
Il bosco è un ambiente fondamentale per From.
Un labirinto di alberi che celano segreti, come buchi nei tronchi in grado di teletrasportare in luoghi ancora più misteriosi o contenere antichi amuleti che proteggono dalle oscure creature. In esso vi sono tunnel spaventosi in pietra sotterranei, ovvero la tana in cui riposano di giorno le crudeli creature…Non ci sono strade per andare via, ma sentieri nascosti che possono portare verso un faro segreto o all’albero su cui qualcuno ha appeso numerose bottiglie…non si sa quando e perché.
I luoghi di From sono dei veri e propri personaggi che hanno un ruolo fondamentale nella storia.
From: la sceneggiatura

Quando si realizza una serie corale ricca di personaggi, è fondamentale la bravura degli sceneggiatori nella caratterizzazione di ognuno di essi per creare il perfetto equilibrio tra realismo e interesse. Il pubblico deve trovare qualcuno con degli elementi che lo rendano umano, veritiero e, allo stesso tempo, con delle caratteristiche che lo attraggano, incuriosiscano o anche creino disprezzo e odio.
Ci devono essere gli eroi, ma anche i villain perfetti. Pensiamo a show di successo come LOST, The walking dead o Il trono di spade, ad esempio. Ognuno ha il proprio ruolo, anche quando tanti personaggi agiscono insieme, ciascuno ha la propria funzione. Lo script funziona quando sono ben approfonditi psicologicamente e che abbiano dei tratti specifici che ne determinano le azioni, i pensieri.
From, sotto questo aspetto, è una serie da manuale. I personaggi sono interessanti, ognuno ha un ruolo ben chiaro all’interno della comunità. Ma, allo stesso tempo, dato il luogo misterioso in cui vivono, è sempre presente quell’elemento di imprevedibilità che spiazza lo spettatore e porta la storia su altri sentieri. Strade che non sapevamo nemmeno che esistessero!
La chiave del successo della serie è proprio la capacità di seminare indizi un episodio dopo l’altro, permettendo al pubblico di elaborare teorie. E, la cosa più intelligente e interessante, è che sono proprio i personaggi di From a essere i primi a elaborare e dichiarare le proprie ipotesi sul posto in cui sono.
Che si tratti di un esperimento in cui sono osservati o, semplicemente, un limbo post mortem… loro danno voce ai pensieri dello spettatore. Gli sceneggiatori, comunque, sanno esattamente dove andare, si percepisce che è un progetto studiato dall’inizio alla fine. E, per ora, né dal divano di casa né direttamente dalla comunità intrappolata, nessuno ne è venuto a capo.
From: i personaggi

Il cast è composto da attori talentuosi che riescono a dare profondità ai loro personaggi.
Tra i protagonisti spicca il già citato Harold Perrineau nei panni dell’impavido Boyd, lo sceriffo e leader della comunità. Il suo personaggio è un uomo combattuto tra il desiderio di proteggere gli abitanti e il peso delle proprie perdite personali.
Donna (Elizabeth Saunders) , carismatica e determinata, è la leader del gruppo che vive nella casa coloniale. E’ un vero e proprio mentore per chi ha bisogno di aiuto. E’ una persona pratica e ruvida, spesso in contrasto con Boyde. Ma con il suo spirito risolutivo e il carattere forte, è una delle colonne portanti della comunità.
La famiglia Matthews: Jim, Tabitha, Julie ed Ethan sono il punto di vista e riferimento dello spettatore. E’ insieme a loro che si arriva per la prima volta in questo posto sconosciuto e ambiguo. Il padre Jim (Eion Bailey) è un ingegnere in viaggio di piacere coni suoi cari a bordo di un camper quando rimane intrappolato nella città. La sua priorità è, inizialmente, di tenere al sicuro la famiglia. Poi, il suo obiettivo si estende anche a contattare il mondo esterno e chiedere aiuto, per poter essere utile a tutti i malcapitati.
Tabitha (Catalina Sandino Moreno) è sua moglie. Oltre a proteggere i suoi cari, è ossessionata dalle visioni di bambini moribondi e dai rumori presenti nella casa in cui abita. I loro figli sono l’adolescente Julie (Hannah Cheramy) e il piccolo Ethan (Simon Webster), che fin dal suo arrivo instaura un legame speciale con uno dei personaggi più misteriosi e inquietanti della serie, Victor (Scott McCord) la persona che si trova incastrato nell’inquietante cittadina sin da bambino.
Kristi ( Chloe Van Landschoot ) è una studentessa di medicina al terzo anno pragmatica, decisa e dal buon cuore che si occupa delle emergenze sanitarie. E’ molto amica di Kenny (Rick He), il giovane vicesceriffo della città, un ragazzo premuroso e gentile, ma sicuro e coraggioso quando le cose si fanno dure. Lui è innamorato, non ricambiato, di Kristi. La madre di Kenny, la signora Liu (Elizabeth May) si occupa di preparare i pasti ai cittadini nel Diner, il vecchio ristorante locale. Parla solo cinese, ma seppur sembra avere dei modi sgarbati, in realtà è molto generosa. Con lei lavora Sarah (Avery Konrad) che manifesta segni di schizofrenia e sente delle voci che le ordinano di uccidere gli altri sopravvissuti. Tenterà di farsi perdonare avventurandosi tra i pericoli della foresta in cerca di risposte.
Fatima ( Pegah Ghafoori) vive nella casa coloniale ed è legata a Ellis (Corteon Moore), il figlio di Boyde. Entrambi, soprattutto la ragazza, sono gentili e coraggiosi. Sempre in prima linea per aiutare gli altri e proteggere la comunità. Padre Khatri (Shaun Majumder) è il parroco della città con un passato oscuro che gli crea dei grossi sensi di colpa. Crede di trovarsi bloccato in città per espiare i suoi peccati. Jade (David Alpay) è un ingegnere milionario dal carattere odioso, ma dal grande quoziente intellettivo. Inizia a dare segni di squilibrio mentale dopo qualche settimana dal suo arrivo.
Sono tanti gli altri personaggi che arrivano nel corso delle due stagioni. E diversi sono quelli che non ci sono più. In From la caratterizzazione dei personaggi è perfetta. Ognuno dei protagonisti ha il proprio spazio che gli permette di farsi conoscere, di capire la sua natura e il proprio scopo. Che sia detestabile o eroico, ogni personaggio è scritto così bene da avere la propria funzione e creare un affezione da parte dello spettatore. E, nonostante la presenza di episodi dedicati all’approfondimento dei vari caratteri, il ritmo della serie non viene mai intaccato.

From: la terza stagione
Dopo un sorprendente e shockante finale di stagione, si ritorna nella cittadina con tanti interrogativi irrisolti. Ma in questo terzo capitolo si scoprirà molto sul paese fantasma e sui boschi che lo circondano, sempre accompagnati da momenti di terrore e altri molto drammatici.
Le parole chiave dei nuovi episodi sono destino e sacrificio…Perciò, non resta che sederci sul divano e attendere le note della bellissima sigla di apertura, Que sera, sera (Whatever Will Be, Will Be) eseguita dai Pixies e gustarci queste nuove spaventose avventure con tanta curiosità. Con la certezza che alcune risposte verranno finalmente date, ma che ci sarà anche qualche inaspettata lacrima da versare.
