Recensione de La Belle Époque di Nicolas Bedos, presentato alla Festa del Cinema di Roma e in uscita nelle sale dal 7 novembre.

La nostra è l’epoca della nostalgia. Il futuro sembra non arrivare mai, il presente è il tempo inafferrabile rimandato continuamente dalla spinta al cambiamento, mentre il passato resta il porto sicuro e inalterato che richiama alla giovinezza idealizzata nel ricordo. Lo sa bene Antoine, eccentrico regista-imprenditore che vende ai suoi clienti il sogno del ritorno ai “bei tempi andati” grazie a scenografie ricostruite con cura maniacale e a una squadra di attori versatili. Le possibilità sono infinite nella sua fabbrica del divertimento per nostalgici, ansiosi di rivivere non solo il passato che hanno perso ma anche quello che non conoscono perché non l’hanno mai vissuto. Si può cambiare il corso della storia sabotando un consiglio di guerra nazista, bere un bicchiere con Hemingway o ricongiungersi a un padre morto troppo presto. Il sessantenne Victor, vignettista satirico disoccupato e uomo all’antica che odia il presente digitale, sceglie di tornare al 16 maggio 1974: il giorno in cui in un café di Lione ha incontrato la donna della sua vita, la bellissima Marianne. Conquistato dal fascino dell’attrice che interpreta la moglie a vent’anni, Victor riscoprirà il rispetto per se stesso, ritroverà il sorriso e troverà la forza per fare la pace col presente.

Dopo l’esordio dietro alla macchina da presa con Un amore sopra le righe, l’ex enfant terrible della tv Nicolas Bedos torna a raccontare ne La Belle Époque il tempo e gli scompensi che l’erosione dei sentimenti provoca in una coppia sull’orlo di una crisi di mezz’età. A subire il tormento di una vita coniugale scivolata nell’abitudine e nella noia non sono più Bedos e la sua co-sceneggiatrice e compagna Doria Tillier, ma due icone mature del cinema francese come Daniel Auteuil e Fanny Ardant, che rispolverano per l’occasione la verve irresistibile degli anni migliori. Lui, misantropo e depresso, è chiuso nella sua comfort zone memoriale e non riesce a stare al passo con i tempi, con la tecnologia, con i figli; lei, mondana e affermata, fa di tutto per restare sintonizzata con la modernità, andando persino a letto con il visore per la realtà virtuale. Ormai agli antipodi, i due condividono però la stessa fragilità di fondo: la perfida freddezza che spinge Marianne a cacciare di casa il marito dopo l’ennesimo litigio è radicata nella paura del declino e della morte alla quale Victor si è già rassegnato.

Un destino apparentemente irreversibile che Bedos ribalta con grazia effervescente facendo appello all’artificio del cinema come spazio di proiezione di memorie nostalgiche. I comprimari che gravitano in sottotrama attorno alla coppia Auteuil/Ardant sono gli strumenti che danno forma alla magia di questo film nel film: da Guillaume Canet, dispotico alter-ego di Bedos talmente calato nella parte del burattinaio da non riuscire più a distinguere la realtà dalla finzione, a Doria Tillier, attrice fresca e sensuale con cui il personaggio di Canet intrattiene una relazione di amore/odio e che riaccende la scintilla nello scettico Victor quando tutto sembra perduto. Fino a Pierre Arditi e Denis Podalydès, che completano con ruoli più marginali ma non meno godibili il cast all star arruolato da Bedos.

La Belle Époque è una commedia romantica sulle intermittenze dell’amore a tutte le età (non solo quella adulta) che con una buona dose di ruffianeria alterna costantemente le lacrime alle risate, gli schiaffi alle carezze. La rinascita interiore di Victor è sostenuta da una sceneggiatura originale e incalzante in cui i continui slittamenti temporali, i cambi di costume, il ritmo serrato dei dialoghi e gli efficaci inserti musicali – su tutti (There’s) Always Something There to Remind Me di Dionne Warwick – sono orchestrati alla perfezione con sorprendente naturalezza. Il merito va certo alla lettura personalissima che Bedos offre della nostalgia, tema già affrontato nel primo film e che evidentemente gli è caro. La Belle Époque non guarda il passato come uno sterile simulacro che distrae dalle restrizioni della realtà, ma lo ancora saldamente nel presente. La nostalgia proietta nel presente le emozioni gratificanti del passato per indurci ad avere più fiducia e ottimismo nella vita futura. Precludersi la possibilità di ricordare il bello e buono che c’è stato può distruggere un amore molto più di un tradimento.

Scheda film

La Belle Epoque

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Regia:
  • Nicolas Bedos

Interpreti:
  • Daniel Auteuil
  • Guillaume Canet
  • Doria Tillier
  • Fanny Ardant
Distribuzione: I Wonder Pictures
Durata: 115 minuti min
Premiere: 7 novembre 2019

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