Petites Mains (Striking the Palace) è l’ultimo film del regista francese Nessim Chikhaoui, in concorso principale alla 17esima edizione di L’Aquila Film Festival.

Striking the Palace: una trama che scuote gli animi

Eva è una ragazza giovane un po’ atipica, senza sogni nel cassetto. Disillusa dalla vita. Ha bisogno di soldi e per questo motivo decide di lavorare come cameriera in un hotel di lusso. Aveva già esperienza nel campo, ma solo in un motel. La manager la fa formare insieme alla più anziana Simone e insieme a un gruppo di altre cameriere immigrate.

Il gruppo inizialmente non sembra affiatato, ma le difficoltà della vita e la negazione dei diritti fondamentali le porterà ad unirsi in una energica e coraggiosa lotta.
Riusciranno a essere ascoltate?

Neanche di fronte la morte siamo tutti uguali

Il film fin da subito riflette sul potere: chi lo detiene comanda e può permettersi di trattare gli altri come vuole. Petites Mains (Striking the Palace) però, nella sua narrazione da commedia, vuole rovesciare attraverso il finale questo sistema.
Nel suo piccolo infatti, il film pone agli occhi dello spettatore la contraddizione delle dualità: essere ricchi significa essere migliori? Per ogni busta di Louis Vuitton buttata per terra nelle stanze, c’è una donna la cui paga vale meno del costo di una Coca Cola nell’hotel di lusso, pronta a raccoglierle.

Chikhaoui ci invita a chiederci se tutto ciò è giusto. L’idea che mi ha colpito molto è che non c’è solo un messaggio morale a voler essere trasmesso nella mente di chi osserva, ma tutta la cultura delle immagini a supporto: il rudere al cimitero viene affiancato dalla cappella privata di una famiglia benestante, i vestiti da cameriera sono affiancati a quelli di lusso nelle stanze dell’hotel, le case delle cameriere creano un contrasto significativo con i locali che vanno a pulire durante il giorno. La visione è indirizzata dall’oggetto di lusso nelle stanze fino alla mancanza di attrezzi adeguati per pulirle. Anche per il tema dell’età: la giovane Eva si relaziona con la più anziana tra tutte, Simone che sarà estremamente importante per la ragazza. Una guida, nonostante il suo sembrare scontrosa.

Per forza di cose chi guarda entra in empatia con le donne. Vuole lottare con loro e con i sindacati contro un sistema che le vede schiave. I lavoratori senza poter dire la propria sulle condizioni cui sono sottoposti. Tematica mai più attuale.

Una breve attenzione al titolo

Il film vede il nome originale Petites Mains, tuttavia al di fuori viene presentato come Striking the Palace. Se da un lato abbiamo l’attenzione rivolta su una caratteristica fisica, metafora dell’impotenza dei lavoratori, dall’altra l’atto, il Colpire il luogo. Per questo motivo, credo sia necessario e bello (nello spirito del film!) leggere il titolo insieme. Petites Mains: Striking the Palace.