Ultimamente al cinema vanno per la maggiore fra gli young adult le storie di malattia, spesso tratte da romanzi di successo tra i giovanissimi, in cui un membro della coppia sta male, oppure entrambi, e anche se la fine di uno o di tutti e due è tragica il gioco alla fine vale la candela.
Dal 16 novembre al cinema si fa largo nel panorama cinematografico appena descritto c’è The Big Sick, il film prodotto da Judd Apatow e tratto da una storia vera, in cui si racconta una storia romantica di tipo diverso. Ovvero l’amore nato quasi per caso fra lo stand-up comedian Kumail (Kumail Nanjiani) e Emily (Zoe Kazan), preda della “grande malattia” del titolo che, invece di essere stucchevole, mette di fronte il povero Kumail e i genitori di lei (interpretati da Holly Hunter e Ray Romano) a conoscersi nel modo e nel momento meno adatto e più doloroso della proprie vite.

Il tutto scontrandosi con la famiglia musulmana di lui, molto credente e che si aspetta un matrimonio combinato per il figlio. Questo poiché, dopo che Kumail e Emily si sono incontrati e sono stati insieme per un po’ – a insaputa dei genitori di lui – si lasciano ma si ritrovano vicini quando Emily sta male e Kumail è l’unico che può andare in ospedale prima che arrivino i genitori di lei. Più che spazio agli stereotipi però in questa commedia dal sapore palesemente indie del Sundance, proprio nello stile di Judd Apatow, si dà spazio alla vita vera, ai piccoli grandi momenti quotidiani, di coppia, fra amici, a quelle sequenze su cui in un altro film si soprassederebbe perché tempi morti e imbarazzanti e qui invece diventano una sorta di vessillo di verità raccontata. The Big Sick diviene quasi un incrocio fra le serie tv Love e Master of None di Netflix, la prima guarda un po’ prodotta proprio da Apatow. Il film mostra da un lato l’evoluzione (e involuzione) del rapporto di coppia fra i due protagonisti e dall’altro tutta l’auto-ironia dell’essere un pakistano (nella serie di Netflix un indiano) e un aspirante stand-up comedian come Aziz Ansari (un genere che sta prendendo piede anche in Italia grazie a Comedy Central) immigrato nell’America contemporanea. L’ironia che contraddistingue il film è infatti un mix dei due talenti dietro la sua realizzazione: da un lato la verità, dall’altro l’improvvisazione. D’altronde non dimentichiamoci che Kumail Nanjani viene proprio dal successo di una serie tv, ovvero la nerd-comedy Silicon Valley di HBO.

I veri Kumail Nanjiani e Emily V. Gordon hanno scritto il film basandosi sulla propria storia d’amore e sulle difficoltà incontrate lungo il cammino. Il punto di vista del regista Michael Showalter salta continuamente dal palco da cui scherza Kumail al pubblico che lo guarda, quasi fosse un eterno dialogo fra due parti coinvolte, proprio come in un rapporto di coppia. The Big Sick è un film che guarda molto alla tv per poi allontanarsene, per diventare baluardo dell’amore negli anni 2000, senza essere smaccatamente giovane ma nemmeno drammaticamente rimasto indietro. Un ritratto abbastanza veriterio e sicuramente variopinto dell’incontro e dello scontro fra due culture così diverse. Il tema della malattia non è mai trattato in modo banale ma nemmeno forzato, è una sorta di terzo incomodo fra Kumail e quelli che potevano essere i suoi futuri suoceri, uniti da una tragedia e divisi dalle conseguenze dello stesso evento.