Due anni dopo l’uscita del film Il demone sotto la pelle, il regista David Cronenberg ha continuato la sua ossessione per le infezioni corporee con Rabid-Sete di Sangue (1977).
Rabid: una sinossi sanguinosa
Il film si apre con i giovani innamorati Hars e Rose in moto. Durante il loro tragitto però si scontrano contro un camper finendo fuoristrada. Rose viene trasportata in una clinica privata, la Keloid Clinic (che a un occhio attento non sfuggirà la presentazione sullo sfondo, prima ancora dell’incidente, dell’insegna del luogo di cura).

Qui lavora il Dottor Keloid, un chirurgo che ama conservare la pelle di alcuni pazienti morti. Dato l’incidente, il medico decide di innestarle quella pelle per ricostruirle le parti del corpo distrutte dalle fiamme. In un meschino piano che vede il Dottor Keloid nei panni dello scienziato pazzo e Rose nella cavia, si dispone la sua volontà di non far trasferire Rose in un ospedale, per sperimentare su di lei le sue “innovative e futuristiche” (ma strampalate) tecniche chirurgiche.
Al suo risveglio dal coma infatti, Rose è diversa. Qualcosa durante l’intervento non è andato bene: adesso per sopravvivere deve succhiare il sangue delle altre persone. Così facendo però li infetta e, dopo un breve periodo di incubazione, si trasformano in una sorta di zombi rabbiosi che vogliono mordere le altre persone a loro volta.
Vampirismo e Zombie

Guardando questo film, risulta subito chiaro come il contemporaneo stereotipo dello zombie mangia cervelli sia messo in crisi. Infatti, la sete di sangue tipica del vampiro emerge con prepotenza. La disturzione dei corpi e della carne è sempre volta all’ossessione per il sangue da parte degli infetti.
Per dirla in altre parole, lo zombie ha un compulsivo e patologico bisogno di bere sangue. Quindi risulta chiaro, per il piacere controverso che troviamo nelle classificazioni, chiedersi che tipo di perversione orrorifica vuole mostrarci Cronenberg con Rabid-Sete di Sangue.
Negli anni Settanta Cronenberg si focalizza sull’analisi del corpo umano. Scienziati più o meno pazzi che modificandone il funzionamento, portano alla confusione più totale fino alla distruzione dell’ordine pubblico. Quindi risulta chiaro come in realtà protagonosta dei suoi film sia la “malattia“. Silenziosa striscia in tutte le sue narrazioni distopiche, che hanno la capacità di potersi considerare realizzabili.
Rabid-Sete di Sangue è un film senza grandi effetti speciali, e questa credo sia la chiave di Cronenberg per l’immedesimazione dello spettatore nella narrazione. Chi può davvero dire con certezza che non potrebbe accadere?
La sovraesposizione del corpo

Ho deciso di giocare con il termine “sovra-esposizione” nel titolo, spogliandolo dal ruolo semantico nel contesto cinematografico, in favore di una ripresa letterale del termine per via della grande esposizione del corpo nel film Rabid-Sete di Sangue. Questo risulta evidente poichè in ogni sequenza del film, c’è almeno una scena in cui viene delapidato.
Una ossessione perversa che inizia con la protagonista Rose (Marilyn Chambers) e si chiude con i titoli di coda. Cronenberg, a mio avviso, fa un lavoro eccellente se ricordiamo proprio il titolo del film: Rabid-Sete di Sangue e svisceriamo Rabid proprio nel suo corrispettivo italiano Rabbioso/a.
In conclusione, credo sia necessario ricordare il remake cui le sorelle Soska sono state incaricate di realizzare nel 2016. Nel 2019 l’uscita nelle sale. Il film dal titolo Rabid, con molti riferimenti all’originale, non regge molto bene il confronto. Un ottimo lavoro, ma che com’era prevedibile, ancora oggi è all’ombra dell’opera di Cronenberg.
