A quaranta anni dalla scomparsa di Francois Truffaut giunge la notizia che Netflix ha siglato un accordo per distribuire i suoi film in tutto il mondo.
Dunque adesso potremo finalmente vedere in streaming le opere del più amato tra i fondatori della nouvelle vague di fine anni ’50, insomma potremo vedere vivement Truffaut per parafrasare il titolo del suo ultimo film da lui girato nel 1984.

Se tra i tre capofila del movimento che ha cambiato la storia del cinema mondiale Chabrol e Godard sono stati i più ammirati, Truffaut è stato e continua ad essere quello più amato e lo è per il modo con il quale ha saputo trasmettere a milioni di spettatori  il suo amore per il cinema e la letteratura che sta a fondamento di quella autobiografia poetica che ha composto negli anni con i suoi film affidandone il ruolo di protagonista al suo alter ego Antoine Doinel  impersonato dall’attore Jean-Pierre Leaud. 

Le opere di Truffaut sono frammenti di un discorso  amoroso nello stile  di Barthes scritti non con la penna ma con la cinepresa, frammenti dove la sceneggiatura è adottata come “traccia” e non come “testo” in virtù della scelta di un racconto aperto anche all’improvvisazione e  ambientato in luoghi naturali alla luce del giorno e non più in set ricostruiti in studio.

Questo partito preso di regia lo vediamo nell’intera filmografia di Truffaut (e in particolare nella trilogia Baci rubati, L’amore fugge e Non drammatizziamo è solo questione di corna) anche in film di derivazione letteraria come  Fahreneit 451 tratto dal libro omonimo di Ray Bradbury (con il memorabile finale degli uomini-libro che recitano i brani di romanzi famosi per tramandarne il ricordo nel futuro). Questa scrittura da adesso la possiamo godere anche su piattaforma insieme ai piani-sequenza e al le altre marche stilistiche sul quali l’iris e il frame-stop  ( celebre quello finale di I quattrocento colpi che interpella lo spettatore sul destino del piccolo protagonista), tutti procedimenti che un tempo ci avevano sorpreso sul grande schermo delle sale.

Ma non è soltanto per il suoi film che Truffaut oggi torna a vivere. I suoi meriti storici sono anche la sua attività editoriale che nel  ruolo di critico svolse sulle riviste specializzate e che lo vide autore di un libro sul cinema tuttora insuperato, qella lunga intervista al suo amato Hitchcock pubblicata nel 1967 e in Italia nel 1977 con il titolo Il cinema secondo Hitchcock dove analizza film per film e scena per scena tutte le opere del maestro del brivido rivelandone i segreti e le tecniche di regia.

Inoltre egli vive anche per essere stato il padrino del primo festival del cinema per ragazzi svoltosi in Italia a Giffoni Valle Piana e oggi tuttora in auge con opere provenienti  d a tutto il mondo  e vive anche per aver girato il miglior film sul cinema mai fatto con il meta- filmico Effetto notte che gli valse l’Oscar.

Per finire Truffaut è diventato lui stesso una icona del cinema hollywoodiano  dopo essere apparso nel film di Spielberg Incontri ravvicinati di terzo tipo nel ruolo dello scienziato che sa comunicare con gli aliene usando il codice  delle note musicali,proprio lui l’autore di L’uomo che amava  le donne che  nella vita e nel cinema aveva dimostrato di saper comunicare ricambiato anche con le   donne ( che sono poi la stessa cosa).