Un festival giovane nato sotto la Mole che anno dopo anno ha esplorato le connessioni profonde fra voci, luoghi, forme e suoni senza distinzioni, fino ad esportare il proprio modello a livello nazionale. Dal 21 febbraio al 1° marzo torna al Cinema Massimo il SEEYOUSOUND TORINO Music Film Festival, la rassegna internazionale di cinema a tematica musicale organizzata dall’Associazione Seeyousound, con il patrocinio di Museo Nazionale del Cinema e Città di Torino e con il contributo di Regione Piemonte e Fondazione CRT. 10 giorni di festival, 99 film e videoclip tra concorsi, rassegne e proiezioni speciali – di cui 3 anteprime assolute, una internazionale e 24 italiane – abbinati a una ricca agenda di live ed eventi collaterali che porteranno il pubblico dentro e fuori la sala per rivivere le storie di grandi artisti, scoprire talenti nascosti, lasciarsi trasportare da nuove sonorità e godere di immagini coinvolgenti. Interessanti le novità “inclusive” di questa sesta edizione: per la prima volta 2 titoli in programma (Stili Ribelli e La macchia mongolica) saranno fruibili da persone con disabilità sensoriali/visive, grazie a un’apposita sottotitolazione in partnership con Associazione + Cultura Accessibile CinemAbility; da quest’anno partirà inoltre una campagna in collaborazione con Treedom per creare la foresta di Seeyousound e del suo pubblico.

«Quando si lavora con intensità a un progetto come Seeyousound – racconta il direttore del festival Carlo Griseri – che nell’ultimo anno ha visto un’espansione in sei città italiane, oltre a svariati altri progetti e al lavoro internazionale del network di festival tematici nato lo scorso anno proprio durante il nostro, si rischia di non accorgersi del tempo che passa. Poi metti insieme i pezzi di tutto ciò su cui hai lavorato e guardi il programma completo che siamo riusciti a costruire quest’anno: un po’ di orgoglio, inutile nasconderlo, c’è».

INAUGURAZIONE

Protagonista dell’apertura di venerdì 21 febbraio alle 21 è Julien Temple, leggenda nel panorama musicale, già direttore di videoclip per i Depeche Mode e Davide Bowie nonché regista di documentari come Sex Pistols: La grande truffa del rock’n’roll. In anteprima italiana sarà presentato il suo ultimo lavoro Ibiza – The Silent Movie, realizzato in coppia con Fatboy Slim, dj simbolo dell’elettronica anni ’90 che ne ha curato anche la colonna sonora. Un’esperienza audiovisiva inedita che mescola la musica a video d’archivio e materiali originali per un film muto che ripercorre dall’antichità ai giorni nostri la storia della mitica isola spagnola divenuta la mecca del clubbing internazionale. Nell’ambito di Torino Città del Cinema 2020 la proiezione sarà anticipata dalla Masterclass con Julien Temple (ingresso gratuito su prenotazione), organizzata dal Museo Nazionale del Cinema in collaborazione con Seeyousound, che si terrà alle 18 nell’Aula del Tempio della Mole Antonelliana.

OMAGGIO A JULIEN TEMPLE

L’omaggio di Seeyousound al regista britannico Julien Temple – ospite d’onore presente in sala – prosegue sabato 22 febbraio a partire dalle 18 con la proiezione di tre titoli della sua filmografia accomunati dallo sguardo attento sull’influenza reciproca fra luoghi e musica. Oil City Confidential ripercorre la storia dei Dr. Feelgood, band inglese anni ’70 dal rock spoglio e minimale, proveniente da Canvey Island, sperduta cittadina nell’Essex dominata dall’industria petrolchimica. In anteprima italiana, Habaneros racconta L’Avana lungo i cambiamenti politici, culturali e la vibrante scena musicale che la anima direttamente attraverso la voce dei suoi abitanti. Infine, Rio 50 Degrees, proposto in anteprima italiana, è la storia di come Rio de Janeiro, con i suoi musicisti e la loro musica, ha scoperto la libertà e trovato una chance di ri-democratizzazione.

SEZIONI COMPETITIVE

I concorsi storici di SYS schierano 44 titoli – di cui 18 in anteprima italiana – fra lunghi di finzione e documentari per LONG PLAY FEATURE e LONG PLAY DOC, i corti di 7INCH e i videoclip di SOUNDIES. Ma è FREQUENCIES la novità di questa edizione, contest di sonorizzazione live lanciato nel 2019 che mostrerà al pubblico i primi frutti.

LONG PLAY FEATURE

Francesco Giugiaro, curatore della sezione, traccia un percorso in 6 lungometraggi in cui la musica è «un farmaco che può curare, anestetizzare, provocare allucinazioni o uccidere a seconda del dosaggio». In To Live to Sing di Johnny Ma, presentato allo scorso Festival di Cannes, un gruppo di attori di operetta tradizionale cinese la usa per non far soffocare il proprio quartiere fra i grattacieli e lottare contro l’incedere della modernità. Menachem, membro stimato della comunità ortodossa e protagonista di Geula – Redemption di Joseph Madmoni e Boaz Yehonatan Yaacov, ricompone invece la sua vecchia band per pagare le cure della figlia malata. Per l’adolescente David (interpretato da Earl Cave, figlio di Nick), nella commedia indie tratta dal fumetto omonimo Days of the Bagnold Summer di Simon Bird (ospite a SYS), l’heavy metal è un anestetico, una valvola di sfogo. Mentre in Esto no es Berlín di Hari Sama il punk è una droga eccitante che provoca ribellione ma anche avvelenamento per una generazione di adolescenti messicani. Con il visionario Birdsong Hendrik Willemyns mostra il lato oscuro dello showbusiness attraverso l’incubo di Asuka, giovane donna delle pulizie di Tokyo che sogna di diventare una popstar. Infine, il cantante argentino di cuarteto Rodrigo Bueno, in arte El Potro, rivive nell’omonimo biopic di Lorena Muñoz, dove la sua spavalderia e il suo carisma istrionico (indimenticabile l’hit La mano de Dios dedicata a Maradona) lo trasformano in un mito maledetto della cultura pop.

LONG PLAY DOC

I 6 documentari selezionati da Paolo Campana attraversano le diverse epoche musicali degli ultimi 60 anni, rintracciando miti e topoi dal rock alla trap. Direttamente dal Sundance, David Crosby: Remember My Name di A.J. Eaton (ospite a Seeyousound) esplora la leggenda dell’irriducibile musicista rock e ne restituisce un ritratto schietto grazie al rapporto creato tra Crosby e il produttore/intervistatore Cameron Crowe (autore di Quasi famosi). In The Changin’ Times of Ike White il regista Daniel Vernon va alla ricerca del prodigio della black music Ike White che, dopo l’insperato successo del suo debut album registrato in carcere con cui si è guadagnato l’attenzione di Stevie Wonder, è scomparso per decenni. Where Does a Body End? di Marco Porsia racconta l’avventura degli Swans di Michael Gira, band nata dal marasma noise e No wave della New York anni ’80. In Daniel Darc – Pieces of My Life Marc Dufaud e Thierry Villeneuve ricostruiscono la carriera del francese Daniel Darc, ultimo rocker-chansonnier. Una vita fatta di eccessi e di solitudine, dagli esordi negli anni ’80 come leader dei Taxi Girl al successo da solista, fino alla prematura scomparsa nel 2013. Un altro talento spezzato, quello di Lil Peep, personaggio culto della scena trap-emo americana morto nel 2017 a soli 21 anni, è al centro di Everybody’s Everything, prodotto da Terrence Malick e diretto da Sebastian Jones e Ramez Silyan. Un intero genere è infine protagonista di The Rise of the Synths di Iván Castell, viaggio visivo e sonoro narrato da John Carpenter attraverso la synthwave, un’onda spontanea di musica elettronica ispirata alla cultura pop anni ’80 nata a metà dei 2000 grazie a MySpace.

7INCH

I 12 corti in concorso scelti da Matteo Pennacchia sono spesso accomunati dalla ricerca di una redenzione attraverso la musica. Fra questi Lazarus di David Darg racconta la storia vera di Lazarus Chigwandali, musicista di strada in Malawi che, nato albino, trova riscatto da razzismo e superstizioni grazie alla musica (fra i produttori Madonna). E Darling di Saim Sadiq (miglior cortometraggio a Venezia 76), storia ideale di una donna transgender che ambisce al ruolo principale in uno spettacolo di danza erotica. Oltre la metà dei corti in concorso – 7 su 12 – porta la firma di registe donne: Journey Through a Body di Camille Degeye, Krzyżoki di Anna Gawlita, La Chanson di Tiphaine Raffier, Listen to Me Sing di Isabel Garrett, Mon Juke-Box di Florentine Grelier, Quarantine di Astrid Goldsmith e The Levers di Boyoung Kim. Impreziosisce fuori concorso la selezione di quest’anno Nimic, claustrofobica pièce dell’assurdo di Yorgos Lanthimos (autore dei pluripremiati The Lobster, Il sacrificio del cervo sacro e La favorita).

NIMIC di Yorgos Lanthimos

SOUNDIES

Il concorso dedicato al formato musicale per eccellenza, curato da Alessandro Battaglini, propone 20 fra oltre 3000 videoclip del 2019, attraverso cui guardare a nuove musiche e culture con uno sguardo trasversale. A partire dal montaggio serrato di Askjell – Autumn Autumn diretto dal duo di registi Sophia + Robert, passando dalle situazioni dolorose autoinferte a tempo di techno del video di Chehad Abdallah confezionato per Modeselektor con Tommy Cash Who, al carattere spirituale e trascendentale di Eu não te conheço della band Tuyo diretto da Fernando Moreira, fino alle testimonianze dei nuovi raver ucraini raccolte da João Retorta per Prayer di Prospa.

Si conferma il progetto fuori concorso The Real World? presentato nella scorsa edizione per analizzare la realtà circostante attraverso il linguaggio universale del videoclip. Tre i focus di quest’anno: il primo sul Regno Unito e su come la sua scena hip hop e bass ​degli ultimi 20 anni ​abbia documentato negli anni i problemi e le fratture del tessuto sociale che hanno accompagnato il paese sino alla Brexit; il secondo su filmmaker e artiste donne che grazie al videoclip rivendicano il diritto di eguaglianza ed emancipazione femminile; infine uno spazio con alcuni grandi videoclip di animazione prodotti nell’ultimo anno.

FREQUENCIES

Il nuovo contest di Seeyousound – curato da Riccardo Mazza – rivolto a musicisti, producer e sound designer under 35 per la sonorizzazione originale di un film muto presenterà i 3 finalisti scelti nel 2019 Simone Blasioli, Simone Castellan e Giovanni Corgiat che, insieme al vincitore di Solitunes Fest 02 Guglielmo Diana, parteciperanno durante il festival a una residenza artistica agli Experimental Studios di Torino con i docenti Riccardo Mazza, Marco Trivellato (Scuola APM Saluzzo), Riccardo Giovinetto (Gamma Institute) e Stefano Risso (Conservatorio Bolzano). I candidati apriranno la cerimonia di premiazione sonorizzando dal vivo 4 corti sperimentali selezionati in collaborazione con il Museo del Cinema. Il vincitore potrà presentare una propria sonorizzazione originale durante la prossima edizione di Seeyousound.

 

Sabato 29 febbraio alle 19 durante la cerimonia di premiazione di Seeyousound saranno assegnati cinque riconoscimenti: il premio Miglior Film di Fiction; il premio Miglior Documentario; il premio Miglior Corto 2020; il premio Miglior Videoclip “Nicola Rondolino”; e il Premio Torinosette per il Miglior Film.

 

RASSEGNE FUORI CONCORSO

RISING SOUND

La sezione curata da Juanita Apràez Murillo propone 6 titoli, di cui 3 in anteprima italiana, riuniti dal tema Trans-Global Express, sottotitolo mutuato dal famoso album dei Kraftwerk Trans-Europe Express. Un viaggio nel passato per immaginare il futuro, che attraversa il pianeta esplorando sonorità fra tradizione e sperimentazione, oltre i confini, gli stereotipi e le leggi del mercato. A Dog Called Money di Seamus Murphy segue il processo creativo che sta dietro al nuovo album di PJ Harvey – concepito fra Afghanistan, Kosovo e Washington – in cui la musicista britannica ha accompagnato il regista/fotografo nella realizzazione dei suoi reportage. Lisbon Beat di Rita Maia e Vasco Viana si muove nella periferia di Lisbona, città di complesse lotte identitarie con una vibrante scena musicale afro-portoghese che unisce generazioni tra passato e futuro (nel film spicca Dj Nigga Fox con la sua batida portoghese). Amazônia Groove di Bruno Murtinho dà voce alla tradizione musicale dello Stato del Pará – regione amazzonica nord-orientale del Brasile – alimentata da mitologia, misticismo e una straordinaria connessione con la natura. We Intend To Cause Havoc di Gio Arlotta (presente a Seeyousound) è un tributo ai WITCH, al loro leader Jagari Chanda e alla riscoperta di questa famosa rock band anni ’70 dello Zambia, che ha fatto conoscere in tutta Europa lo zamrock, fusione di rock psichedelico e ritmi tradizionali tribali. A Story Of Sahel Sounds di Neopan Kollektiv segue la ricerca di Christopher Kirkley, che con il suo progetto tra blog, etichetta discografica e piattaforma digitale “Sahel Sounds” dà spazio ai musicisti tuareg secondo i principi del commercio equosolidale. Il fervore musicale africano è oggetto anche della miniserie in tre documentari prodotta da Tim Vision Taxi Waves di Tommaso Cassinis, che esplora le nascenti scene elettroniche locali, capaci di influenzare anche i più importanti dj internazionali (presenta il film il co-sceneggiatore Mike Calandra Achode).

INTO THE GROOVE

La sezione curata da Carlo Griseri si fa portavoce anche quest’anno di una pluralità di proposte che permettono di spaziare con lo sguardo e l’ascolto tra film eterogenei, eventi speciali e live inediti, all’insegna di un groove immediato e mai ripetitivo. Il musicista francese Christophe Chassol sonorizzerà dal vivo Ludi, film musicale da lui scritto e composto con il metodo ultrascore, nato dalla combinazione di documentario, animazione ed effetti speciali che reiterati generano ritmi e melodie coinvolgenti (in collaborazione con Jazz:Re:Found). Una nuova produzione originale SYS vedrà la rock band dei Marlene Kuntz esibirsi nella sonorizzazione di Menschen am Sonntag, film muto anni ’30 realizzato da un collettivo di futuri maestri del cinema che racconta lo svago domenicale di un gruppo di giovani berlinesi (in collaborazione con MNC e Goethe-Institut Torino). Massimo Zamboni, leader dei CCCP e CSI, accompagnerà La macchia mongolica di Piergiorgio Casotti, documentario sul suo ritorno in Mongolia insieme alla moglie e alla figlia Caterina a distanza di vent’anni dal viaggio che segnò la sua vita artistica e personale. La serata “Gioia e rivoluzione” sarà l’occasione per celebrare Demetrio Stratos e gli Area: Patrizio Fariselli, membro storico del gruppo, suonerà alcuni brani a commento delle immagini di un loro concerto del 1976 recuperate dall’Archivio Nazionale Cinema d’Impresa – CSC. Il documentario Ara Malikian: A Life Among Strings di Nata Moreno (Premio Miglior Doc ai Goya 2020), è dedicato al celebre violinista libanese d’origine armena, performer oltre che musicista, che negli anni ha portato la sua musica davanti a ogni tipo di pubblico, spaziando fra generi diversi, dai Radiohead a Paganini. La presenza di Julien Temple offrirà lo spunto per approfondire la scoperta di Ibiza con altri due titoli oltre al film d’apertura: Born Balearic: Jon Sa Trinxa and The Spirit of Ibiza di Lily Rinae, documentario in anteprima internazionale sull’inglese Jon Sa Trinxa, da oltre trent’anni alle consolle dei club di Ibiza; e It’s All Gone, Pete Tong di Michael Dowse, mockumentary sul dj Frankie Wilde, in arte Pete Tong, dalla celebrità all’oblio causato dalla perdita dell’udito. Da isola a isola, due film ci porteranno in Islanda: Rokk í Reykjavík, documentario del 1982 di Fridrik Thor Fridriksson che immortala la scena rock indie islandese di quegli anni, fra cui spicca la band Tappi Tíkarrass, capitanata da una giovanissima Björk; e The Juniper Tree di Nietzchka Keene, film del 1990 che vede protagonista una sorprendente Björk in veste d’attrice e, sullo sfondo, una potente Islanda in bianco e nero. Kate Nash: Understimate the Girl di Amy Goldstein segue invece il percorso della cantautrice britannica Kate Nash, in lotta per conservare la propria libertà creativa e il successo al di là delle leggi del mercato. Si respira un po’ di casa in New Order: Decades di Mike Christie, reportage sul palco e il dietro le quinte della tournée 2019 della band inglese, fra cui la tappa alle OGR di Torino. Anche la danza trova spazio nella sezione grazie alla proiezione di Cunningham di Alla Kovgan, poetico film sulla parabola artistica del leggendario coreografo americano Merce Cunnigham. Prosegue inoltre la relazione tra Seeyousound e Sky Arte, con l’anteprima assoluta di due episodi della serie Stili Ribelli di Lara Rongoni, sul legame tra moda e musica nella creazione di iconografie simbolo di intere correnti creative. Omaggio a Marco Mathieu, indimenticato bassista dei Negazione, con l’anteprima assoluta de Lo spirito continua di Claudio Paletto (presente a Seeyousound), cortometraggio realizzato per l’uscita di Young Till I Die, progetto discografico di Roberto “Tax” Farano e Paolo Spaccamonti a lui dedicato. Infine, l’artista torinese Marco “Zuli” Zuliani presenterà LABORATORIORAP®, progetto di rap therapy dell’associazione Large Motive per la lotta all’esclusione sociale giovanile, insieme agli youth worker provenienti da tutto il mondo che hanno vissuto l’esperienza di scambio internazionale “Out the bass”.

TALKS

Parte integrante di Seeyousound saranno i tre talk che toccheranno argomenti trasversali della proposta di questa edizione. Domenica 23 febbraio alle 15.30 si terrà un panel approfondimento sui temi di Rising Sound con Mike Calandra Achode (co-sceneggiatore Taxi Waves) e Hannes Liechti (musicologo, giornalista, membro di Norient, piattaforma per giornalisti, studiosi e artisti), moderato da Ilario Meandri (ricercatore e professore di etnomusicologia, Università di Torino). Seguirà martedì 25 febbraio alle 16 la masterclass organizzata con Sky Arte e IAAD e tenuta da Benedetta Barzini, docente, giornalista e prima top model italiana, che ripercorrerà epoche e tendenze tra stile e musica. Infine, giovedì 27 febbraio alle 16 per Frequencies spazio all’incontro sul ruolo della sonorizzazione contemporanea fra recupero di film d’epoca e evoluzione del linguaggio della musica per immagini. Interverranno Grazia Paganelli (MNC), Stefano Boni (MNC), Giorgio Li Calzi (trombettista e compositore), Luca Castelli (Corriere delle Sera), Francesco Giomi (Centro Sperimentale Tempo Reale Firenze), Marco Canavese (Scuola APM Saluzzo). Moderatore Riccardo Mazza con accompagnamento musicale di Stefano Risso (Solitunes Fest).

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