Presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma 2021, il Cyrano di Joe Wright rivisita un classico delle commedie teatrali portando la magnificenza del palco sul grande schermo.

Ispirato al celebre testo teatrale di fine ‘800 di Edmond Rostand, il Cyrano di Joe Wright si presenta come un musical, ma se ne discosta immediatamente; per attenersi alle parole dello stesso regista, “qui possiamo parlare di un film a tutti gli effetti, ma con parecchie musiche e canzoni che riescono a scorrere naturalmente tra i dialoghi, senza quelle tipiche cesure e insensatezze dei musical più ovvi.”

Pertanto, la pellicola riesce senza dubbio a superare la rischiosa prova di portare in sala l’ennesimo remake di un classico visto e rivisto, con una trama quantomai fedele, ma con una messinscena sorprendente.
Colori, costumi, coreografie, scenografie ed emozionanti canzoni fanno dell’attesa pellicola di Wright un racconto profondo che porta un vivissimo presente in un lontanissimo passato.

Cyrano: La trama del film di Joe Wright

Peter Dinklage è il celebre Cyrano De Bergerac, prodigioso con la spada e con le parole, ma totalmente incapace di rivelare il suo immenso e nascosto amore a Roxanne, interpretata qui da una splendida Haley Bennet. Gli attori protagonisti del film di Wright sono gli stessi che hanno riportato in vita i celebri e sfortunati amanti nel musical di Erica Schmidt, da cui la pellicola del regista prende vita.
Come da copione, l’amore di Cyrano è ostacolato dalla sua condizione fisica, se nel classico però era il lunghissimo naso dell’eroe, qui Peter Dinklage con il suo corpo rende tutto più reale, vero e vissuto. Sicuro di non meritare l’amore della donna, condizionato dal pregiudizio del suo aspetto, Cyrano si impone di amarla da lontano, dapprima in silenzio e poi prestando la sua penna, la sua voce e il suo cuore al cadetto Christian Neuvillette, affascinante giovane di cui Roxanne s’innamora a prima vista. L’enorme sentimento del protagonista si veste, quindi, di un altro corpo per potersi esprimere e vivere attraverso qualcuno che lui stesso ritiene più degno dell’amore dell’amata.

Proprio questo è quello che fa del Cyrano una storia d’amore senza tempo: la storia di un outsider rinchiuso nella sua stessa insicurezza; è un racconto d’intense connessioni umane e del loro fallimento. Wright ha quindi riportato in vita un classico longevo, in grado di parlare a qualsiasi generazione reinventandosi, musicandosi ma mantenendo viva la sua forza espressiva.
Un passato che si fa presente, con un uomo che preferisce presentare al mondo una versione migliorata di sé, nascondendosi dietro l’identità di un altro per esprimere tutto se stesso: un tema mai tramontato e vivo ancora oggi.

Il prodigioso protagonista

Il valore aggiunto del moderno Cyrano è senz’altro Peter Dinklage, il pluripremiato Tyrion Lannister de Il trono di spade, che sul grande schermo riesce a diventare immenso e magnetico, convogliando tutta l’attenzione del pubblico sulla sua interpretazione ricca di pathos ed immedesimazione. La condizione fisica di Dinklage, alto poco più di un metro, che qui sostituisce l’importante naso di Cyrano, è il suo personale ostacolo nella storia, ma decisamente il suo plus nel film. L’attore sa cosa raccontare e come raccontarlo, conosce il pregiudizio insito negli altri, il senso d’inadeguatezza e come comunicarlo al pubblico senza pietismo, ma solo con la verità.

Attuale, profondo, dinamico ed emozionante: Wright è magnificamente riuscito nell’intento di comunicare un grande sentimento in due ore di pellicola che non abbassa mai i toni, non perde la sua essenza e non risulta mai stucchevole, nonostante le molteplici canzoni che attraversano la narrazione. A rendere il tutto un prodotto ben riuscito è senza alcun dubbio anche la scenografia accuratissima e le ambientazioni sognanti che rendono il film un’esperienza degna di essere vista ed apprezzata, a coronamento dell’amore del regista per l’Italia. La location prescelta per questo Cyrano è infatti Noto, in Sicilia, usata da Wright per permettere al pubblico di immergersi in quell’atmosfera da sogno antico che lui stesso ha ritrovato nel nostro paese.