Amore materno e impossibilità di adattamento
Ce ne ha regalate, nel corso degli anni, di soddisfazioni, il giovane regista e attore canadese Xavier Dolan. Già, perché, di fatto, a soli vent’anni, il cineasta di Montréal ha già esordito con il suo primo lungometraggio da regista (J’ai tué ma mère, 2009), rivelando immediatamente grande sensibilità, grande capacità nell’indagare complessi rapporti interpersonali e anche un certo coraggio per quanto riguarda la messa in scena stessa.
Come possiamo facilmente immaginare dal titolo, dunque, questa sua opera prima tratta un complicato rapporto madre-figlio. Tema, questo, ripreso dal regista ben quindici anni dopo con Mommy, presentato in anteprima mondiale in occasione della 67° edizione del festival di Cannes, dove si è aggiudicato il Premio della Giuria.
Mommy: la trama

Anche in Mommy, dunque, vediamo sul grande schermo un complicatissimo rapporto madre-figlio, qui portato addirittura all’estremo da una delicata malattia psichiatrica.
Protagonisti del lungometraggio, infatti, sono Diane (impersonata da Anne Dorval) e suo figlio quindicenne Steve (Antoine Olivier Pilon).
Il ragazzo è affetto da disturbo oppositivo provocatorio e, dopo la morte del padre, è stato mandato da sua madre presso un istituto psichiatrico, saltando, secondo una nuova legge, ogni procedura legale. Steve, tuttavia, ha sovente comportamenti violenti e dopo un ennesimo, grave episodio, viene rimandato a casa. Diane, così, dovrà imparare a convivere con lui e a gestire le sue difficoltà. Riusciranno i due a trovare un loro equilibrio?
Due binari paralleli

Steve è un ragazzo sì violento, ma anche estremamente fragile e sensibile. Nessuno sembra realmente trovare la giusta chiave per comprenderlo, e il ragazzo, inevitabilmente, finisce per sfogare con la violenza questo suo disagio.
Sua mamma, al contempo, è una donna sola, che per lui è disposta a rinunciare a tutto, pur essendo costretta, a volte, a scegliere soluzioni che un tempo lei stessa avrebbe rifiutato categoricamente.
In questo continuo rincorrersi, scontrarsi brutalmente e allontanarsi pur provando un disperato bisogno d’amore, ecco che il nostro Xavier Dolan ha trovato il vero cuore pulsante di questo suo intenso Mommy.
Un turbinio di emozioni
Mommy, di fatto, può essere paragonato a una corsa sulle montagne russe, in cui nemmeno la salita iniziale può servire a farci prendere fiato o a prepararci psicologicamente per ciò a cui andremo ad assistere.
Xavier Dolan, dal canto suo, non ha mai avuto paura, qui come in ogni altro suo lungometraggio, di calcare la mano, di inferirci pesanti scossoni emotivi (spesso e volentieri anche con twist del tutto inaspettati), di scavare a fondo nell’animo umano analizzando sotto una lente di ingrandimento ogni sua più sottile e controversa sfaccettatura.
Il potere delle immagini

Nel fare ciò, inoltre, il nostro Xavier ha anche dimostrato, nonostante la sua giovane età, una grande padronanza del mezzo cinematografico. E in Mommy questo è particolarmente evidente anche nella particolare messa in scena adottata, che prevede un copioso uso del formato 1:1, che a sua volta viene sapientemente allargato nel corso della visione.
Se a tutto ciò aggiungiamo un montaggio frenetico e una fotografia dai colori accesi e spesso accecanti, ecco che non solo l’intero mondo interiore di Steve, ma anche l’essenza del rapporto con sua madre ci raggiungono immediatamente con tutta la loro potenza visiva e comunicativa.
Per un pubblico come quello italiano (che prima non aveva visto in sala nessun altro film di Dolan) Mommy è stato, dunque, una vera e propria rivelazione. Un lungometraggio che colpisce come un pugno allo stomaco e a cui, al termine della visione, finiamo inevitabilmente per pensare ancora e ancora.
Faq su Mommy di Xavier Dolan
Di cosa parla il film Mommy?
Mommy ci racconta un complicato rapporto madre-figlio reso tale da una malattia mentale e dall’impossibilità di trovare la strada giusta per venirsi realmente incontro.
Qual è l’ultimo lungometraggio realizzato da Xavier Dolan?

A oggi, 2026, l’ultimo film per il cinema diretto da Xavier Dolan è Matthias & Maxime, realizzato nel 2019.
Quali sono gli argomenti maggiormente trattati nel cinema di Xavier Dolan?
Xavier Dolan ha sovente trattato nei suoi film relazioni famigliari e amorose piuttosto complicate, così come il tema dell’omosessualità e, più in generale, dell’identità del singolo.
