Delude Skylin3s di Liam O’Donnell, terzo episodio di quella saga fantascientifica nata nel 2010 grazie ai fratelli Strause che si era dimostrata in grado di recuperare elementi tra i più affascinanti e curiosi della vecchia fantascienza anni ’40 e ’50, quella popolata da giganteschi alieni insettoidi e dove l’invasione era metafora dell’olocausto nucleare.
A suo tempo, pur con soli 20 milioni di dollari, il primo Skyline ebbe un bel successo al botteghino, piacque per come univa la componente sci-fi all’horror e all’adventure di chiara ispirazione videoludica.
Nel 2017, i due fratelli ci riprovarono, con Beyond Skyline, il sequel, che introduceva le arti marziali e citava la fantascienza anni ’90, unendo una dimensione del film di genere ad un umorismo apprezzabile e non scontato.
Pur non avendo lo stesso successo del precedente, il secondo capitolo, grazie alla regia e sceneggiatura di Liam O’Donnell, convinse molto di più la critica e abbracciò una dimensione narrativa molto interessante, in cui gli omaggi e le allusioni alle pellicole di fantascienza del passato non era un limite, ma una risorsa creativa.
Purtroppo tutto questo è stato vanificato da O’Donnell in questo Skylin3s (o Skyline 3 come preferite), che pur con un cast davvero interessante (Lindsey Morgan, Rhona Mitra, Alexander Siddig, James Cosmo, Daniel Bernhardt e Yayan Ruhian) riesce solamente a fare una cosa: annoiare.

Al budget sicuramente inferiore a quelli dei precedenti capitoli, il team dietro a Skylin3s avrebbe dovuto sopperire con maggiore creatività e fantasia, ma tutto ciò che questo sci-fi movie riesce ad offrire è una lunga sequenza di deja vu, un pescare a piene mani, in modo distratto e senza vergogna da Aliens, Predator, Resident Evil, Starship Troopers e il meglio della fantascienza.
A tale sfoggio di citazioni, non si accompagna alcuna freschezza, nessuna capacità di mettere in scena qualcosa che sia anche solo paragonabile a ciò a cui abbiamo assistito nei primi due film.
Il tono è davvero troppo incostante, ondeggia tra l’epicità agognata e l’umorismo da teenager, è a metà tra un B-movie fiero di esserlo e un’opera che vorrebbe essere altro, ma che è troppo condizionata da scenografie ed effetti speciali da inizio millennio.
Per Skylin3s il vero “nemico” è quindi, senza alcun dubbio, la sceneggiatura: pretenziosa, poco incline a sperimentare e creare, con personaggi poco approfonditi e poco caratterizzati. Liam O’Donnell si accontenta di generare un mondo ideale popolato da alieni liberati ed umani boy-scout, crea una doppia linea narrativa senza alcun senso se non quello di inquadrare nuovamente Rhona Mitra che fa Rhona Mitra, cioè la Mila Jovovich di serie B.
A conti fatti sembra di assistere a certi film del genere fatti in Italiani negli anni ’70 e all’inizio degli ’80, che almeno portavano un po’ di leggerezza e non avevano troppe pretese autoriali, qua invece è evidente la volontà di reclamare un’originalità che non esiste, a partire dalla squadra di super-marines molto sui generis che inciampa costantemente nella prevedibilità del copione.
Davvero un peccato per una saga che a suo tempo portò una ventata di originalità ad un genere che stentava a rinnovarsi degnamente.
Forse provare a fare una serie TV (dati i tempi) invece di sposare la vecchia mitologia della saga cinematografica (uscita solo in home video) sarebbe stata una scelta più oculata.
Dispiace per il mesto finale (difficile immaginare un quarto capitolo), ma del resto è una manifestazione della sterilità dei tempi in cui viviamo, dove ottimi prodotti vengono cancellati e pessimi portati avanti all’estremo e dove purtroppo vengono prodotti e ristagnano meri e scontati film che hanno la pretesa di innalzarsi a manifesti ideologici in fotogrammi.
