C’è un’imbarazzante disarmonia nell’universo starwarsiano de Gli Ultimi Jedi, una cacofonia di premesse e intenti che non riesce a nascondere la volontà di seguire il percorso tracciato da L’impero Colpisce Ancora, pur volendone a tratti discostarsi. Il risultato è un prodotto schizofrenico quasi quanto Kylo Ren/Ben Solo (Adam Driver), il giovane posseduto dal lato oscuro della Forza, ma attratto dalla Luce, vero protagonista di una pellicola talmente satura di personaggi che non basterebbe definirla corale.

Poe Dameron Gli Ultimi Jedi“Siamo la scintilla che appiccherà il fuoco che brucerà il Primo Ordine”. È la frase con cui il pilota Poe Dameron (Oscar Isaac) richiama all’attenti una Resistenza decimata, costretta a evacuare l’ultimo avamposto. Dopo la scoperta dei fuggitivi, la vendetta viene servita al nemico su un piatto d’argento. In un fazzoletto “di spazio” si decidono le sorti della guerra, mentre sul pianeta Ahch-To, Rey (Daisy Ridley) incontra Luke Skywalker (Mark Hamill).

Primo Ordini Gli Ultimi JediLa capacità del Primo Ordine di rintracciare le navi ribelli anche attraverso l’iperspazio è il presupposto di partenza di una narrazione che oscilla a fatica tra gravitas e leggerezza. Se la prima manca di pathos e maturità, la seconda va oltre la semplice ironia e sfiora il ridicolo con alcune forzature. La sceneggiatura, curata dal regista Rian Johnson, presenta carenze nella scrittura dei dialoghi e imprecisioni nella disposizione geografica dei personaggi, privati del carisma da una meccanica ineluttabile che contraddistingue le azioni.

Rose Finn Gli Ultimi JediCon Gli Ultimi Jedi Johnson cerca comunque di rinforzare i binari della saga creata da George Lucas e sposta l’accento sul dualismo potere/schiavitù, mostrato però in maniera didascalica dalla new entry Rose Tico (Kelly Marie Tran), “buddy girl” di Finn (John Boyega) in una missione secondaria. Inoltre il regista non riesce a dare profondità alla controparte malvagia capitanata dal Supremo Leader Snoke (Andy Serkis), dal Generale Hux (Domhnall Gleeson) e dal Capitan Phasma (Gwendoline Christie), generando una grave involuzione che colpisce, ahimè, anche chi si trova dall’altra parte della galassia.

Rey Luke Gli Ultimi JediL’addestramento della nuova arrivata in cerca di un’identità e i vacillamenti di Luke occupano un posto irrisorio nella diegesi, ma il messaggio dell’inadeguatezza dell’antico sapere accademico rispetto all’esuberante energia vitale di Rey arriva forte e chiaro. Nel frattempo il conflitto più intimo tra bene e male sembra affievolirsi e prendere direzioni contrastanti, al limite del confusionario, mentre nel vuoto siderale lo scontro cresce d’intensità fino al sacrificio finale, coinvolgendo martiri, ammutinamenti e mercenari.

A sorpresa la colonna sonora di John Williams è sottotono perché brilla a comando solo per le numerose “scene madri” de Gli Ultimi Jedi che, guarda caso, funzionano perfettamente da easter egg delle precedenti trilogie. Ancora una volta, dopo Il Risveglio della Forza, l’elaboratezza dell’impianto visivo, la predilezione di set reali e l’utilizzo di animatronic rappresentano il punto a favore di una pellicola che forse rimpiange ciò da cui vorrebbe allontanarsi.