Già presentato alla Festa del Cinema di Roma 2019, The Farewell – Una Bugia buona è il lungometraggio d’esordio della regista cinese d’origine, ma statunitense d’adozione Lulu Wang. Un lavoro, il presente, che, prendendo spunto da vicende personali accadute alla regista stessa, si distingue per un particolare lirismo e una delicatezza tipiche di una messa in scena dal gradito sapore orientale.

Quanta importanza può avere una bugia? Può essa, paradossalmente, salvare addirittura una vita? A quanto pare, le bugie fanno parte del quotidiano della giovane Billi (impersonata dalla cantante Awkwafina). Lo vediamo sin dall’inizio, quando la giovane – che vive a New York – parla al telefono con sua nonna rimasta in Cina, raccontandole piccole, innocenti bugie riguardanti il suo abbigliamento contro il freddo o le chiacchiere scambiate con passanti. Eppure, ben presto, la vita la metterà di fronte a una difficile condizione a seguito della quale tutta la sua famiglia deciderà di dire in accordo una grande bugia: a sua nonna viene diagnosticata una brutta malattia a causa della quale le restano, a detta dei medici, pochi mesi di vita. Dal momento che l’intera famiglia sta per riunirsi a causa del matrimonio di un cugino, approfitterà dell’occasione per fare visita alla nonna – peraltro sempre arzilla e piena di energia – senza dirle nulla riguardo le sue reali condizioni di salute.

Un lavoro – il presente The Farewell – Una Bugia buona – che tratta temi decisamente delicati, ma che, allo stesso tempo, fa della delicatezza della messa in scena il suo più grande punto di forza. Ed ecco che, incredibilmente, un evento tanto drammatico viene raccontato in modo sì realistico e razionale, ma anche ironico e leggero.

Particolarmente degna di nota, a tal proposito, la componente musicale dell’intero lavoro, la quale va a farsi sempre più importante durante i momenti dedicati ai festeggiamenti in occasione del matrimonio. Scene iperrealistiche, dunque, stanno sapientemente ad alternarsi ad attimi in cui vediamo l’intera famiglia muoversi davanti alla macchina da presa quasi come se tutti stessero facendo parte di una grande coreografia. Ad accentuare questo senso di sospensione dalla realtà, colori accesi, sgargianti che, allo stesso modo, si contrappongono al grigiore della città in cui la storia è ambientata, con tanto di alti, altissimi palazzi tutti uguali tra loro e quartieri che non sembrano più gli stessi rispetto a pochi decenni prima.

La giovane Lulu Wang, in questa delicata, personale e poetica storia ha voluto realizzare, in realtà, quasi una sorta di inno alla vita. Con tanto di messaggio di fondo secondo il quale la stessa gioia di vivere e la positività possono essere più forti di qualsiasi altro fattore esterno. Dopo una serie di cortometraggi di successo, dunque, ecco che la regista ha finalmente fatto il proprio ingresso nel mondo del lungometraggio. E lo ha fatto anche in modo decisamente memorabile. Al punto da far sì che questo suo prezioso The Farewell – Una Bugia buona si sia classificato come uno dei migliori lavori presenti all’interno della selezione ufficiale in questa ultima edizione della tanto discussa Festa del Cinema di Roma.