The Grudge di Nicolas Pesce è il reboot del remake di un altro remake di un film che uscì solo in home video ecc.. Per brevità, diciamo solo che il The Grudge dello statunitense Nicolas Pesce è l’ultimo figlio del franchise creato dal regista Takashi Shimizu ormai 20 anni fa.
Ju-On (“rancore“, in inglese “grudge“) di Shimizu è un classico del genere J-Horror, cioè gli horror giapponesi che imperniano la narrazione spaventosa sulla contrapposizione psicologico VS soprannaturale. Nicolas Pesce si inserisce in questa consolidata tradizione senza tradirla fino in fondo e ambientando il film in un’America di provincia e decisamente popolare.
Una nota importante a proposito del The Grudge di Nicolas Pesce: il film è prodotto dal caro Sam Raimi… e si vede!

The Grudge di Nicolas Pesce: una maledizione che si attacca alle persone come un’infezione
Proprio come i capostipiti giapponesi di Shimizu, il film è raccontato in un ordine non cronologico. Passando per diverse trame e differenti spaccati sociali, ci vengono mostrati gli avvenimenti (e le creature) soprannaturali radicati in un luogo in cui è avvenuta una morte violenta. Una classica storia di casa infestata dai fantasmi? Non proprio… non basteranno riti esoterici per epurare i luoghi dalle nefaste presenza. Il rancore (the grudge) è un’infezione che non si può sconfiggere e contagia chi ne incrocia lo sguardo.
L’atmosfera è tesissima, tetra e profondamente gore. Ai rimandi classici al franchise nipponico si aggiungono ispirazioni pessimiste in stile True Detective. The Grudge di Nicolas Pesce ha sangue abbondante e sangue inquietante, ma va necessariamente visto al cinema per non far disperdere quelle belle anatomie orripilanti e improvvise che ci fanno sussultare sul posto a sedere.
The Grudge di Nicolas Pesce: recensione
Il problema di The Grudge è che non aggiunge un granché a quanto già mostrato nella saga. Certo, è veramente spaventoso e la tensione verso lo spavento è portata ai limiti della sopportazione umana, ma il film di Nicolas Pesce non impone un nuovo livello estetico nell’universo horror Ju-On.
In ogni caso, questo reboot ha il merito di sorprenderci in più occasioni. Nicolas Pesce sembra guidarci verso soluzioni visive ovvie e scontate che invece si rivelano inversioni di marcia della regia per ribaltare tutti i cliché del genere horror.
Ciò che Nicolas Pesce aggiunge vistosamente al prototipo giapponese sono invece alcuni interessanti risvolti psicologici dei personaggi: ogni nucleo famigliare “contagiato” dalla maledizione possiede già un proprio dramma personale. Il maleficio e la tragedia umana si fondono inscindibilmente, creando quell’unione perfetta tra interiore e soprannaturale che porta verso l’horror psicologico.
The Grudge è un film ordinario e sorprendente al tempo stesso. Ben annoverabile nella cinematografia yūrei. Non eccelso, non innovativo ma sicuramente spaventoso.
Alla fine del film si esce dalla sala cinematografica con un loop mentale: “Ma era tutto nella psiche dei personaggi o esisteva veramente? È tutto nella mia testa o c’è davvero? Oddio me la sto facendo sotto!”
