Conan il Barbaro, Terminator, ma soprattutto tanti e tanti muscoli che lo hanno reso celebre in tutto il mondo già in giovane età. Eppure, dopo una ben avviata carriera da culturista e un’altra in campo cinematografico, il nostro Arnold Schwarzenegger ha voluto tentare di “liberarsi” da tale immagine dando prova delle sue capacità recitative anche quando si tratta di far divertire il pubblico.
Così, la figura del “gigante buono” ha immediatamente avuto grande successo dapprima grazie a Ivan Reitman (con I Gemelli – realizzato nel 1988 – e Un Poliziotto alle Elementari – diretto nel 1990), fino ad arrivare a Una Promessa è una Promessa, divertente commedia natalizia realizzata nel 1996 da Brian Levant, nonché prodotta e sceneggiata da Chris Columbus, che appena sei anni prima si era rivelato uno dei maestri dell’intrattenimento natalizio per tutta la famiglia grazie all’intramontabile Mamma ho perso l’Aereo.

Tornando al nostro Una Promessa è una Promessa, dunque, troviamo qui uno stressatissimo Schwarzenegger alle prese con l’ormai introvabile regalo di Natale per suo figlio.
Per l’occasione, infatti, l’attore interpreta il ruolo di Howard, lavoratore stacanovista che non ha mai tempo per sua moglie Liz (impersonata da Rita Wilson) e per il suo figlioletto Jamie (Jake Lloyd).
Dopo aver saltato un importante incontro di karate di quest’ultimo, per farsi perdonare l’uomo cercherà di comprargli per Natale il tanto ambito pupazzo di Turbo Man, benché sua moglie gli avesse chiesto di farlo già due settimane prima e benché, ormai giunti alla Vigilia di Natale, tale giocattolo sia praticamente introvabile.
Se a tutto ciò si aggiungono un fastidioso vicino di casa innamorato di Liz e padre modello (Phil Hartmann) e Myron (Sinbad), un postino che darebbe tutto pur di riuscire ad accaparrarsi anch’egli lo stesso pupazzo per suo figlio, ci rendiamo conto di come le cose per il nostro protagonista non siano affatto semplici.
Riuscirà il nostro eroe nella sua impossibile impresa?

A tutti è capitato almeno una volta nella vita di fare i regali di Natale all’ultimo minuto, quindi non è difficile immedesimarsi nel povero Schwarzenegger, durante la visione di Una Promessa è una Promessa.
Di fatto, partendo da una situazione di “normale quotidianità” (seppur portata all’estremo) il regista Brian Levant (e Chris Columbus insieme a lui) è riuscito a dar vita a una gradevole commedia complessivamente pulita e con un buon crescendo di adrenalina e azione al proprio interno.

Il nostro Howard corre tutto il giorno, ma infiniti ostacoli continuano a impedirgli di raggiungere il proprio obiettivo e mentre un importante discorso sul rapporto genitori-figli fa da protagonista praticamente fin dall’inizio, ecco che ben presto questo Una Promessa è una Promessa si rivela innanzitutto una travolgente satira nei confronti del consumismo, che sembra ormai muovere ogni azione dell’essere umano stesso (e pensare che il presente film è stato realizzato ben ventotto anni fa).
Siamo d’accordo: se pensiamo ad altri grandi classici natalizi realizzati dagli anni Ottanta agli anni Novanta (impossibile non ricordare quanto realizzato da John Hughes, giusto per fare un esempio), questo Una Promessa è una Promessa tende un po’ a “sparire”. Eppure, nonostante ciò, tutti si ricordano di questa bizzarra commedia, soprattutto grazie all’ottimo Arnold Schwarzenegger, le cui espressioni ci hanno fatto ridere dall’inizio alla fine, tenero papà pasticcione che pur di vedere felice suo figlio è anche disposto a “sconfiggere le forze del male”.
