Nel 2019, in un’annata cinematografica a dir poco sensazionale, Todd Phillips ci regalò Joker. La pellicola, grazie al successo riscosso in tutto il mondo, riuscì non solo di far vincere a Joaquin Phoenix uno degli Oscar più meritati delle ultime edizioni, ma rese possibile la sua consacrazione ultima nell’olimpo di Hollywood. Ad oggi, nel 2022, il panorama supereroistico si è ampliato, alla ricerca di nuovi stimoli e di un rinnovamento inderogabile.

Il Joker di Phillips non è che uno degli esempi di maggior successo di questa inversione di tendenza, come anche la serie Amazon The Boys. È partendo da questo scenario di cambiamento, con il suo vento di freschezza ad interessare un settore in piena emergenza creativa, che si è arrivati a The Batman.

Ultima fatica del regista Matt Reeves, figura un cast d’eccellenza grazie alla presenza di Robert Pattinson, Zoë Kravitz, Paul Dano, John Turturro, Andy Serkis e Colin Farrell.
È il marchio dei nuovi cinecomic, demitizzanti, multiformi e pieni di contraddizioni, proprio come la nostra società.

È la notte di Halloween quando il sindaco di Gotham City viene trovato senza vita nella sua dimora. Durante il sopralluogo, il tenente James Gordon scorge una lettera sulla scena del crimine indirizzata a Batman, lasciata lì dall’autore dell’omicidio, l’Enigmista.
Senza mai darsi pace, l’eroe mascherato vedrà il suo cammino incrociarsi con quello di svariate personalità della città, trascinato sotto la coltre di menzogne e peccato che la pervade.

Il Bruce Wayne di Pattinson è tormentato dal suo passato, fermo in una Gotham City che rotola inesorabile verso l’oblio. Il suo operato nella città, una volta indossata la panoplia di Batman, sembra non sortire l’effetto sperato, intaccando ancor di più la sua serenità mentale e facendolo dubitare di sé.
La sfida lanciatagli dall’Enigmista, nel suo essere un pericolo per la comunità, equivale all’occasione giusta per fare davvero la differenza.

Uno dei punti di forza che viene fuori dalla disamina di The Batman è l’assoluta oculatezza nella scelta del cast.
Robert Pattinson fino a questo punto ha vissuto una carriera di successo, ma patinata da uno scetticismo ad oggi inspiegabile, nonostante film come Good Time e The Lighthouse. Con questo ruolo, così come accadde per Phoenix, è plausibile immaginare una nuova dimensione per l’attore britannico, destinato a ruoli di grande spessore.
L’azione corale del resto del cast è molto solida, a partire dalla co-star della pellicola Zoë Kravitz, volto di una Catwoman tanto affascinante quanto estrosa.

Il vero valore aggiunto tuttavia è Paul Dano, capace di dare anima ad uno dei villain meglio riusciti degli ultimi anni. Il suo Enigmista è agghiacciante, psicotico e disilluso, ma non per questo privo di raziocinio ed arguzia. Teso a stigmatizzare tutto ciò che c’è di sbagliato nel mondo, pretende che quest’ultimo paghi per le bugie e le ingiustizie perpetrategli nel corso della sua vita. L’espressività del viso non si lascia ostacolare nemmeno dalla maschera, manifestandosi negli occhi e nella modulazione scioccante della voce, a dimostrazione di un’interpretazione magistrale.

La Gotham City che viene raffigurata è in linea con i toni noir del racconto, tetra e soffocata da una pioggia incessante, proprio come la Los Angeles distopica di Blade Runner.
Il lato thriller della trama è assai intrigante, quasi rimandando ad una dimensione investigativa che poco ha a che fare con la storia del Batman supereroe, ma che, nonostante ciò, vi si sposa molto bene.

Quel poco che lascia a desiderare riguarda l’effettivo risvolto della trama, con svariati cliché disseminati qua e là, minando una storia che avrebbe potuto aspirare a qualcosa di meglio. Al di là di ciò, The Batman di Matt Reeves è un progetto fondamentale, necessario per mostrare le potenzialità all’interno di un genere raffermo, fisso sulle solite immagini.

È così che i supereroi diventano sempre più umani, con tutte le incertezze e i timori del caso, e il confine tra realtà e finzione si fa sempre più sottile.