Il cortometraggio che intreccia memoria, maternità e identità attraverso una potente metafora visiva

C’è qualcosa di paradossale nell’animazione: più la sua estetica si fa semplice, più riesce ad avvicinarsi a verità difficili da nominare. Proprio perché rinuncia alla complessità visiva del mondo reale, l’animazione guadagna libertà simbolica: può mostrare ciò che non si vede, dare forma a ciò che si sente. È in questo spazio, tra il segno grafico e l’emozione, che alcune delle opere animate più potenti degli ultimi anni hanno scelto di raccontare la maternità.

Threads (2017), quarto cortometraggio della regista norvegese-canadese Torill Kove, già premio Oscar per The Danish Poet nel 2007, è uno dei migliori esempi di questo approccio. Prodotto dal National Film Board of Canada in coproduzione con lo studio norvegese Mikrofilm AS, il corto è ispirato all’esperienza personale della regista come genitore adottivo.

La storia è semplice nella sua struttura, con il suo character design inconfondibile. Come ha dichiarato la stessa regista, il suo intento era quello di suscitare dei sentimenti, più che raccontare una storia.

Una donna qualsiasi si trova ad afferrare un filo nel cielo, e questo la conduce a una bambina. Nonostante le difficoltà, la bambina si affeziona e la donna la cresce con cura e amore. Una volta adulta, seguirà il cammino della madre?

Threads: la circolarità dell’amore

Ogni generazione potrebbe cominciare con lo stesso semplice gesto. La folla, oltre a essere ricorrente nei film della regista, è un espediente per sottolineare l’universalità dell’esperienza. Kove all’inizio del corto infatti, riunisce diverse persone che condividono probabilmente lo stesso destino della protagonista: chi afferra la cordicella, viene trasportato via dal vento, fino a poter toccare l’esperienza genitoriale.

La potenza visiva di questa scena ci ricorda quanto non sia sempre necessario affidarsi ai dialoghi per ottenere dei momenti di picco emotivo. In questa sequenza la regista condensa un’intera filosofia della genitorialità: il figlio non si sceglie come si sceglie un oggetto, si intercetta, per caso e per destino insieme. Per una regista che ha vissuto l’adozione, questa non è metafora astratta ma autobiografia in due dimensioni.

L’immagine del filo non nasce per Kove da una suggestione puramente estetica o letteraria, ma da un’esperienza concreta e personale.
Prima di adottare sua figlia Runa, la regista partecipò a un incontro sull’adozione e l’attaccamento, in cui una relatrice usò due fili per spiegare cosa significa costruire un legame sano con un figlio: il primo, liscio e senza nodi, rappresentava un attaccamento integro; il secondo, interrotto e riannodato, raccontava di un legame spezzato ma ricostruito.

Il compito dei genitori adottivi, spiegò la donna, era fare in modo che sul filo non si formassero troppi nodi, tenerlo il più intero possibile, affinché i figli potessero crescere con la capacità di fidarsi e di costruire relazioni.

È questa visione, fragile, pratica, profondamente umana, che Kove ha tradotto in immagine animata. Il filo di Threads non è dunque solo archetipo o metafora poetica: è prima di tutto uno strumento pedagogico diventato linguaggio cinematografico, la traccia di una storia che la regista conosce dall’interno.

FAQ

Cos’è Threads?

Cortometraggio del 2017 firmato Torill Kov. In otto minuti e quarantanove secondi racconta cosa significa essere madre, in tutta l’esperienza di costruzione dei fili complicati del legame.

Chi è Torill Kove?

Torill Kove è una regista, animatrice e illustratrice norvegese pluripremiata (nata in Norvegia), oggi residente a Montreal. Ha debuttato alla regia con My Grandmother Ironed the King’s Shirts (1999) ed ha vinto l’Oscar per The Danish Poet (2006), dirigendo poi altri film come Me and My Moulton (2015).

Lo stile del corto

Animazione digitale 2D, semplice ed elegante. La regista consolida qui la sua estetica infantile, che l’ha portata anche ad adattare il corto al media cartaceo. Nel 2018 infatti, ha pubblicato il libro. Oggi disponibile anche in italiano.

Threads in due parole:

Essenziale ed efficace.