Non ho mai più avuto amici come quelli che avevo a 12 anni. Gesù, ma chi li ha?
Gordie
Diretto da Rob Reiner nel 1986, Stand by Me – Ricordo di un’estate è un film tratto dal racconto Il corpo (The Body) che fa parte della raccolta Stagioni diverse di Stephen King edita in Italia da Sperling & Kupfer.
Il libro è composto da quattro storie differenti, una per ogni stagione.
Oltre a The Body anche altri due racconti sono stati trasformati in pellicole: Le ali della libertà dal racconto Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank e L’Allievo dal racconto Un ragazzo sveglio.
Stand by me è stato adattato per il grande schermo da Raynold Gideon e Bruce A. Evans che hanno avuto una nomination all’Oscar nel 1987 per la miglior sceneggiatura non originale ed è il terzo film diretto da Rob Reiner.

La pellicola è una grande elegia dell’amicizia e, senza ombra di dubbio, uno dei migliori film sull’infanzia mai realizzato.
Ambientato nell’immaginaria cittadina di Castle Rock nel 1959, Stand by me racconta la storia di quattro amici dodicenni che scappano di casa per attraversare l’Oregon. Vogliono andare a vedere il corpo di Ray Brower, un ragazzo scomparso e, a quanto pare, deceduto colpito da un treno.
Grazie alle penne brillanti degli sceneggiatori e alla maestria della macchina da presa di Reiner, questo film ha un ritmo perfetto: in un’ora e venti riesce a contenere tutta l’essenza e le atmosfere del racconto di King composto da poco più di 100 pagine.

In un’intervista del 2014 al Rolling Stone in cui veniva chiesto a Stephen king quale fosse il film migliore tratto dai suoi libri, lo scrittore rispose così:
Forse Stand By Me, è fedele al libro e ha la stessa intensità emotiva. Era stato girato con un budget ridottissimo, doveva uscire in cinque o sei sale e poi sparire e invece è diventato un successo. Anche Le ali della libertà, Il miglio verde e Misery sono dei gran film, L’ultima eclissi è molto bello, Cujo è fantastico.
Stephen King
Infatti, pare che dopo che il regista Rob Reiner abbia proiettato il film per Stephen King, lo scrittore fosse visibilmente scosso e taciturno. Gli confessò che la pellicola fosse il suo miglior adattamento per il cinema.
The Body, il racconto, viene considerato quasi un’eccezione nella produzione del re dell’horror. Anche se questa etichetta gli è stata cucita addosso sin dai suoi esordi, i suoi romanzi, in realtà, sono ricchi di ritratti malinconici e nostalgici dell’infanzia.
La sua più grande dote è quella di delineare la psicologia dei personaggi con pochissime righe. E’ in grado di catapultare il lettore all’istante nel mondo dei suoi protagonisti.
In questo suo racconto non c’è nessun elemento legato al sovrannaturale o alle tenebre. Un po’ come in altri suoi romanzi con protagonisti dei ragazzini (uno su tutti, It) i veri mostri sono dentro le mura di casa, nei corridoi della scuola… I quattro amici di Castle Rock di The Body hanno vite segnate da abusi fisici e psicologici, genitori violenti, fratelli criminali.
Il loro piccolo mondo fatto da poco più di mille abitanti è chiaramente un mondo sbagliato. Come potrebbe non esserlo? Basta pensare al motore della storia. Un ragazzino innocente esce di casa per raccogliere mirtilli e finisce arrotato da un treno. Il suo corpo senza vita rimane a marcire in mezzo agli alberi nell’attesa di essere scoperto da qualcuno per essere esibito come un trofeo. Un cadavere diventa un riscatto sociale per dei perdenti.
Chi vive in un angolo di terra così, non può che avere il destino segnato. Infatti, da adulti tutti e quattro gli amici non solo si perderanno, ma finiranno male.

Nell’adattamento per il grande schermo, il pessimismo di cui è intriso il romanzo è meno presente. Ma gli autori della sceneggiatura e la regia classica di Reiner hanno mantenuto le atmosfere dell’età dell’innocenza del racconto.
Il film ha colto l’essenza della penna di Stephen King: la sospensione della storia tra humor e dramma. Ci sono momenti in cui l’ago della bilancia pende verso il lato divertente tra battute sboccate e scherzi dei ragazzini; altri in cui emerge il lato oscuro del loro quotidiano. Una realtà fatta di violenza, di bullismo, d’ ingiustizie.
Stand by me: trama
Gordon “Gordie” Lachance ( Richard Dreyfuss) legge su un giornale della morte di Chris Chambers, un suo amico d’infanzia, e ripensa a un’avventura accaduta nel 1959. Quell’estate, lui e i suoi inseparabili amici Chris (River Phoenix), Teddy Duchamp (Corey Fieldman) e Vern Tessio ( Jerry O’Connell) si preparavano a trascorrere gli ultimi mesi insieme prima di passare al ginnasio.
Un giorno Vern, ascolta per caso una conversazione tra suo fratello maggiore Billy (Casey Siemaszko) e un amico. Scopre che i due, dopo aver rubato una macchina per fare un giro fuori città, hanno trovato per caso il cadavere di un ragazzino, ma non ne hanno denunciato il ritrovamento alla polizia a causa del furto appena commesso.
Vern racconta della scoperta ai suoi amici che capiscono subito che si tratta di Ray Brower, un loro coetaneo scomparso tre giorni prima dopo essersi allontanato da Castle Rock per raccogliere mirtilli.
I quattro ragazzi spinti dal desiderio di riscattarsi e di diventare degli eroi agli occhi della comunità decidono di partire alla ricerca del corpo e si mettono in cammino lungo i binari della ferrovia. Dopo aver superato mille ostacoli, trovano il cadavere. Ma a quel punto si scontrano con i ragazzi più grandi che avevano originariamente trovato il cadavere, tra cui spicca il bullo Asso Merril ( Kiefer Sutherland).

Grazie al loro coraggio, i quattro amici riescono ad avere la meglio e ad allontanarli, ma durante il viaggio sono maturati a tal punto da pensare che una telefonata anonima alla polizia sia la cosa migliore per risolvere la questione.
Quest’ avventura permetterà loro di confrontarsi e di crescere interiormente. La narrazione ritorna all’inizio del film: Gordie, ormai adulto e con figli, decide di scrivere un nuovo romanzo, in cui narra la storia del viaggio che fece da ragazzino alla ricerca del corpo di Ray Brower.
Stand by me: un film di culto
La pellicola di Reiner è diventata un vero e proprio film di culto che ha segnato intere generazioni a partire dagli anni ottanta. Tanto che dal 2007 nella città di Brownsville, in Oregon, si tiene una celebrazione annuale del film, dal 2013 fissata al 23 luglio.

Probabilmente, il merito del successo del terzo lungometraggio di Rob Reiner è dovuto ai grandi valori che vengono rappresentati sul grande schermo.
Il primo su tutti, quello dell’amicizia.
La pellicola mostra quanto sia importante non abbattersi davanti agli ostacoli e andare avanti; fa capire che l’unione fa la forza. Anche quando non si può contare sulla propria famiglia, se ci si prende cura di altre persone e ci si rispetta a vicenda formando una vera e propria squadra, si diventa imbattibili.
Elementi drammaturgici come questi, sono eterni; resteranno sempre attuali ed emozionanti.
Uno dei meriti del regista è sicuramente quello di aver creato l’alchimia perfetta tra i membri del cast. I quattro attori scelti per i protagonisti sono semplicemente perfetti. Su tutti, brilla la sfortunata stella di River Phoenix.
Nota degna di merito va anche alla bellissima colonna sonora del film. Talmente azzeccata che la canzone di Ben.E. King Stand by me è diventata addirittura il titolo della pellicola.
Stand by me: differenze tra romanzo e film

Come soventemente accade in molti adattamenti cinematografici da romanzo a film, ci sono delle piccole differenze tra le pagine del racconto e quelle della sceneggiatura.
- Castle Rock è una cittadina immaginaria inventata da Stephen King e presente in molti suoi romanzi. Lo scrittore la localizza nel Maine, lo Stato americano in cui lui è nato e vive. Nel film si trova in Oregon.
- La storia originale de Il corpo avviene nel 1960. Il film è ambientato nel 1959
- Il protagonista del racconto è Chris Chambers, mentre Gordie è il narratore della storia. Nel film è il protagonista è Gordie che racconta la storia dal suo punto di vista.
- Nel film muore solo Chris, una volta diventato adulto, durante un tentativo di sedare una rissa all’interno di un fastfood. Nel racconto gli ex-amici da adulti muoiono nel corso degli anni a causa di vari incidenti.
- Alcuni dialoghi ed eventi, avvengono in momenti cronologicamente differenti tra film e racconto. Ad esempio, il dialogo tra Chris e Gordie sul futuro; la scena in cui Chris racconta a Gordie la verità sui soldi rubati e la storia di Sacco di Lardo di Gordie.
Stand by me: 12 curiosità sul film cult

- La produzione del film era saltata a due giorni dall’inizio delle riprese.
Norman Lear, che aveva lavorato per anni con Rob Reiner era uno dei tre proprietari di Embassy prima della sua vendita. Credeva abbastanza nel progetto da accettare di sborsare personalmente il budget di 8 milioni di dollari del film. Ed è solo grazie a lui se il film è stato realizzato. - David Dukes è stato originariamente scelto per il ruolo del protagonista da adulto. Ma nonostante le sue scene vennero girate, la produzione optò per un cambio attore.
Venne scelto Richard Dreyfuss e le scene vennero girate nuovamente con lui.
Però l’attore scelto inizialmente è rimasto comunque in un’inquadratura del film. E’ lui, infatti, il Lachance adulto seduto in macchina. - Subito dopo il provino, River Phoenix venne ingaggiato per far parte del film. Ma inizialmente fu scelto per interpretare Gordie Lachance.
Rob Reiner, però, pensava che sarebbe stato più adatto per il personaggio Chris Chambers. E mai scelta fu più azzeccata. - Il ruolo di Gordie Lachance era uno dei più gettonati. Sean Astin, Stephen Dorff ed Ethan Hawke hanno fatto il provino, ma alla fine la parte andò a Will Wheaton.
- Teddy Duchamp nel racconto di King è dotato di una risata molto particolare. Corey Feldman per trovare quella che fosse il più simile possibile alla descrizione dello scrittore, provò insieme al regista Rob Reiner 30 tipi di risate differenti prima di trovare quella giusta.
- Per realizzare la famosa scena del treno, sono stati usati dei teleobiettivi appositi con delle lenti che riuscissero comprimere l’immagine in maniera tale che il treno sembrasse alle spalle dei ragazzi, mentre gli attori si trovavano all’estremità opposta rispetto al treno. Quando stavano girando la scena in cui Gordie e Vern stanno per essere investiti dal treno, gli interpreti non sembravano abbastanza spaventati. Così, Reiner strizzò l’occhio a Vittorio De Sica. Urlò contro i ragazzi, tanto da farli scoppiare in lacrime. A quel punto, fu possibile filmare la scena con la giusta intensità emotiva.
- Una delle scene più memorabili del film è quella delle sanguisughe. Leggende metropolitane narrano che fossero vere, ma in realtà, non era affatto così.
Erano state realizzate in lattice modellato e incollate con un cemento gommoso, irritante per la pelle dei ragazzini. Mentre, Stephen King ha raccontato che l’episodio descritto nel romanzo è accaduto a lui da bambino. - Le musiche originali del film sono di Jack Nitzsche anche autore delle colonne sonore di Qualcuno volò sul nido del cuculo, L’esorcista, Starman, 9 settimane e ½ e Ufficiale e gentiluomo che è valso al compositore un Premio Oscar per la miglior canzone originale (Up Where We Belong cantata da Joe Cocker e Jennifer Warnes).
- Michael Jackson voleva fare una cover di Stand By Me realizzata da Ben E. King. Ma Rob Reiner, pur restando in dubbio, preferì utilizzare la canzone della sua versione originale.
- Questo film ha segnato l’inizio del sodalizio tra Rob Reiner e Stephen King. Il regista ha anche chiamato la sua società di produzione in suo onore: la Castle Rock Entertainment, che ha prodotto diversi adattamenti dello scrittore del Maine.
- Quando nel film i ragazzi sommano tutti i loro soldi, ottengono $2,37. Il numero 237 è un numero ricorrente di molte storie di Stephen King.
- Wil Wheaton (Gordie da bambino) e Jerry O’Connell (Vern) sono apparsi entrambi nella sitcom The Big Bang Theory in ruoli ricorrenti: Wheaton nei panni di se stesso, O’Connell nei panni del fratello di Sheldon
