L’inesplorato è sempre stato pensiero fisso dell’uomo. Nei secoli si sono tramandate leggende di terre lontane e misteriose, nell’epoca moderna, l’immaginazione dell’uomo ha raggiunto delle inaspettate frontiere, portando scrittori, registi e produzioni a creare dei veri e propri universi narrativi.
La fantascienza diventa popolarissima intorno agli anni Venti del Novecento, anche grazie ad Asimov, scrittore considerato da molti il padre della fantascienza che con i suoi romanzi, soprattutto Il Ciclo della fondazione, ha offerto spunti a numerose altre opere tra cui la serie cult per antonomasia: Star Trek.

Il capitano Kirk e il signor Spock, sono soltanto alcuni tra i personaggi della TV che hanno viaggiato per le galassie. Ad alieni, mostri di vario genere e creature cibernetiche ultimamente stanno prendendo piede anche creature disegnate.
Abbiamo raccolto alcune serie d’animazione nello spazio che ci permetteranno di lasciare per un attimo il nostro pianeta.
Cowboy Bebop
Risalente al 1998, la si può considerare come un capolavoro dell’animazione. Perfettamente attuale. Diretta da Shin’ichirō Watanabe, Cowboy Bebop è la trascinante storia di un gruppo di cacciatori di taglie che viaggiano da un pianeta all’altro, guadagnandosi da vivere acciuffando e assicurando i ricercati alla giustizia.

A distanza di qualche anno dalla sua nascita è stato trasmesso prima sul canale televisivo MTV, in seguito nei primi anni Duemila è uscito il film, mentre oggi è disponibile su Netflix in cui è presente anche il live action a episodi del 2021.
Cowboy Bebop si bilancia su più generi unendo il western, il noir, la fantascienza e l’action. Un vero e proprio esempio di ibridazione che si declina attraverso le avventure di Spike, Jet, Faye ed Ed. Il continuo incrocio fa si che Cowboy Bebop possa essere definito come un noir fantascientifico, o addirittura uno space western.
Watanabe manifesta la sua grande capacità narrativa attraverso dei disegni dettagliati che, mediante la luce e le ombre, riescono a dare una grande percezione di profondità e realismo.
Metropoli lontane e navicelle diventano gli ambienti in cui interagiscono protagonisti solitari che, come molti personaggi noir, hanno un passato deludente da dimenticare (come nell’episodio 10 Ganymede Elegy).

Cowboy Bebop rappresenta un piccolo capolavoro di animazione. Lo stile narrativo richiama l’attenzione dello spettatore, mentre l’estetica si completa con un utilizzo della musica che attinge a più generi, e che fa pensare allo stile citazionista da cui ha preso Tarantino.
A differenza di molte serie animate in cui ci si concentra maggiormente sulla componente ironica e irriverente, Cowboy Bebop punta l’attenzione su tematiche dedicate alla vita, all’esistenza e alla solitudine rendendo la serie un prodotto orientato ad un pubblico adulto.
Futurama

Nel dodicesimo episodio della quinta stagione dei Simposon, Bart fa i conti con la propria celebrità immaginandosi nel futuro. È in un quiz del 2034 a cui Bart partecipa come meteora televisiva, ad un certo punto fa cadere in terra la testa di Kitty Carlisle contenuta in un cilindro di vetro. Le teste delle celebrità “in barattoli” è un’immagine che è rimasta nella mente di Matt Groening, tanto da farne una gag ricorrente nel capolavoro fantascientifico di Futurama! Era il 1998, l’anno successivo andava in onda su Fox e oggi gli episodi sono disponibili su Disney+.
Tutto ha inizio il 31 dicembre del 1999 quando il fattorino Philip J. Fry rimane chiuso in una capsula criogenica, mentre stava consegnando l’ultima pizza dell’anno. Si risveglia nella New York del 2999. Fry incontra Leela e Bender con cui si reca alla ditta di spedizioni del suo pro-nipote Professor Farnsworth. È alla Planet Express che il gruppo si completa – insieme ad Amy, Zoidberg ed Hermes – iniziando così numerose avventure.

All’interno di un futuro disordinato in cui le automobili volano e ci si sposta dentro dei tubi pneumatici, Futurama sfrutta cinismo e irriverenza con disinvoltura contagiando lo spettatore e lasciandolo a godersi una risata.
La serie riesce ad orientarsi anche verso tematiche più malinconiche e riflessive. Sono diversi gli episodi che strappano una sincera commozione, basti pensare all’episodio Cuore di Cane (su Disney+ è stagione 5, episodio 2) in cui Groening prende spunto da Hachikō per raccontare la storia di Fry e del suo cane del passato Seymour.
L’unicità di Futurama sta nel suo essere un prodotto sfaccettato in cui la società del futuro resta ancorata al passato. L’evoluzione di Fry e Leela è l’aspetto che conferisce alla serie
una continuità. I protagonisti di Futurama fanno i conti con i loro sentimenti restando sempre fedeli alla loro natura e mantenendo il comportamento che li caratterizza.
Così come I Simpson riescono ad essere graficamente riconoscibili, anche per Futurama vale lo stesso discorso: pur non essendo gialli, è possibile un’associazione osservando l’aspetto fisico dello stesso Fry.
Rick and Morty

Un tripudio di fantascienza in cui regna il caos tra viaggi nel tempo e nell’Universo.
Creata da Justin Roiland e Dan Harmon, Rick and Morty è una serie nata nel 2013 che arriva in Italia solo tre anni più tardi e si afferma come serie graffiante e divertente allo stesso tempo. Disponibile su Netflix, Rick and Morty è arrivata alla sua quinta stagione raccontando le dinamiche comportamentali, caratteriali e famigliari tra lo scienziato Rick Sanchez e suo nipote Morty.
Prevalentemente incentrato sui due protagonisti, in Rick and Morty si sviluppano anche altri personaggi come Summer Smith, Jerry Smith, Beth Sanchez in Smith (rispettivamente sorella, padre e madre di Morty).
Con puntate che sono grosso modo auto-conclusive, la serie narra le differenti avventure di nonno e nipote che vagano nell’universo spostandosi tra differenti dimensioni e pianeti. Man mano che la storia avanza, Rick and Morty assume una connotazione action affiancata ad un dissacrante umorismo e ad un mix di citazioni.

Inseguimenti che ricordano Mad Max: Fury Road (come all’inizio della terza stagione), viaggi nel tempo con Rick più che mai somigliante a Doc Brown di Ritorno al futuro e spostamenti interplanetari come quelli della ciurma della Planet Express, Rick and Morty riesce ad essere un prodotto che affronta interessanti tematiche, non solo ad argomenti scientifici, ma anche filosofici.
Ecco che il rapporto famigliare, con i suoi contrasti e incomprensioni, si associa al “più scientifico” concetto di spazio/tempo e al meccanismo della rimozione del ricordo.
Star Trek: Lower Decks

Star Trek:Lower Decks è la figlia più moderna, in versione animata, della lunga serie televisiva creata da Gene Roddenberry negli anni Settanta. In realtà, per non farsi mancare nulla Roddenberry aveva creato una serie animata Star Trek – The Animated Series che è andata in onda nella prima metà degli anni Settanta e raccontava le dinamiche interne alla famosa Enterprise.
Star Trek:Lower Decks è una promettente serie animata, giunta ormai alla seconda stagione, che è stata trasmessa in Usa sulla piattaforma CBS All Access e in Italia è disponibile su Prime Video. I protagonisti sono quattro guardiamarina, nonché membri dell’equipaggio dei ponti inferiori: Beckett Mariner, Brad Boimler, D’Vana Tendi e Sam Rutherford.
La storia ha inizio nel ventiquattresimo secolo, periodo in cui il Pianeta Terra è membro della Federazione dei Pianeti Multi-Specie. All’interno della USS Cerritos, i protagonisti vivono la loro quotidianità di sottoposti tra amicizia, rapporti genitoriali, e trasferimenti sulla nave spaziale Titan (come accade per l’impacciato Boimler).

In mezzo ai quattro, Mariner è sicuramente la protagonista più coraggiosa e ribelle che spesso si scontra con sua madre il capitano Freeman. Star Trek:Lower Decks è una comedy si inserisce nel contesto fantascientifico per via delle sue ambientazioni e citazioni alla iconica serie di Roddenberry. Con dei disegni a due dimensioni e delle ambientazioni ricche di dettagli, Star Trek:Lower Decks sicuramente si inserisce tra le comedy per via dei toni leggeri e degli equivoci che spesso nascono tra i personaggi.
Si tratta di una serie che ripropone ambienti e avventure di uno storico fenomeno televisivo, affrontate dal punto di vista di personaggi che non hanno ruoli di rilievo ma sono comunque rilevanti come parte di un ingranaggio ben funzionante.
Final Space

All’interno della lunga lista relativa all’animazione fantascientifica esistono anche prodotti che giocano poco sui toni da commedia e puntano all’aspetto più drammatico. È il caso di Final Space, la serie del 2018 disponibile su Netflix, creata da Olan Rogers e David Sacks. Formata solo da tre stagioni, Final Space racconta le numerose vicende vissute dal giovane Gary Goodspeed costretto a scontare cinque anni sulla navicella Galaxy One.
La prigionia di Gary è la conseguenza per essersi spacciato come pilota e aver fatto saltare in aria dei caccia e un ristorante messicano, solo per fare colpo sulla guardia dell’infinito Quinn. Gary entra in contatto con una piccola creatura verde che chiama Mooncake con cui fa squadra per salvare l’universo, a cui si unirà anche il combattivo Avocato.

Il gruppo combatterà contro il malvagio Lord Commander. Final Space alterna l’umorismo al dramma giocando ad umanizzare i protagonisti. Sono proprio questi ultimi a instaurare un forte legame tra loro, nonostante alcuni membri subiscano delle modifiche. Tendenzialmente Final Space porta avanti una comicità costante, che non riesce ad essere sempre brillante.
In compenso la narrazione scorre abbastanza piacevolmente con un protagonista comicamente stravagante con l’ambizione di essere affascinante. Per quanto riguarda i momenti tragici, essi sono funzionali alla narrazione rendendo il tutto ben bilanciato. Con una grafica a due dimensioni fatta di colori intensi senza troppe ombreggiature, Final Space accresce la curiosità e si lascia guardare. Peccato sia finita con troppo anticipo.
