Ultima incarnazione storica del Male Assoluto il nazismo è stato una fonte di ispirazione per il cinema horror che in esso ha trovato ghiotta materia per rappresentare inaudite crudeltà riferite ai soldati delle SS e quanto mai congeniali alla dimensione orrorifica propria del genere. Negli anni ’70 il nazismo è presente nel sottogenere “eros-svastika” a base di ragazze chiuse nei bordelli frequentati dai perversi ufficiali oppure prigioniere nei lager e sottoposte dai guardiani in divisa alle più atroci violenze, come si vede in numerosi titoli italiani dell’epoca quali La bestia in calore di Paolo Solvay e Le deportate della sezione speciale SS di Rino Di Silvestro,entrambi esemplari del mix sadismo-hard-lesbo-torture che connota il filone (e inseriti come altre opere simili dalla censura inglese nella lista dei video-nasties,cioè dei film “depravati e corrotti”).la bestia in cuore

Al nazi-movie a sfondo erotico si affianca in seguito il nazi-zombie, un filone che restituisce i soldati nazisti sotto forma di morti viventi in una ibridazione che fonde la crudeltà con il macabro. Ad anticipare tale variante è nel 1977 L’occhio nel triangolo diretto da Ken Wiederhorn, storia di un plotone di SS composto di soldati assemblati da uno scienziato con i corpi di quelli più crudeli morti e adattati a vivere sott’acqua che riemergono e fanno strage di alcuni incauti turisti, ma a certificare la nuova tendenza è Zombie Lake girato nel 1980 da Jean Rollin dove un gruppo di soldati nazisti uccisi e gettati in un lago dalla resistenza francese riemerge dopo anni dalle acque e assale una comitiva di belle ragazze che fanno il bagno nel lago.Tuttavia l’estetismo raffinato e la vena sentimentale che percorrono l’opera impediscono ad essa di imporsi presso i cultori dell’horror. In seguito,dopo il super-trash Oasis of the zombies diretto nel 1982 da Jesus Franco sulla ricerca da parte di alcuni giovani del tesoro di Rommel protetto nel deserto da orribili soldati nazisti resuscitati, bisogna aspettare il 2009 affinchè il nazi-zombi esploda in maniera potente e originale.Il merito di questa consacrazione è del regista norvegese Tommy Wirkola che con Dead Snow realizza uno splatter tra le nevi cruento e ironico che vede un gruppo di adolescenti vacanzieri alle prese con una insidiosa compagnia di nazisti risorti capeggiati da un simil –Hitler e refrattari ad ogni forma di morte.frankenstein army

Il successo arriso al film di Wirkola ( di cui è prossima l’uscita del sequel) ha reso popolare il filone anche presso il grande pubblico e ha aperto la strada a infinite variazioni nazizombiesche. L’ultima è Frankenstein’s Army girato nel 2013 da Richard Raaphorst dove nello stile del mockumentary si mostra come una pattuglia di soldati russi durante la seconda guerra mondiale scopre un laboratorio dentro il quale un esaltato discendente di Frankenstein costruisce soldati con i pezzi di quelli morti utilizzando tecnologie steampunk per dar vita a grottesche creature biomeccaniche dal grande potere distruttivo. Girato con la macchina a mano     secondo la regola del found footage ,il falso documentario è una follia totale che allinea momenti di gore estremo degni degli eccessi cruenti di Bad Taste e di Society e sul piano visivo accumula immagini assurde e bizzarre ( tipo uno zombi a forma di calderone che cammina e un altro munito di elica tagliente davanti al petto)che evocano le figurazioni tra orrido,macabro e surreale di un Bosch ( ed essendo il regista un olandese non poteva essere diversamente) .