Sembrerebbe difficile immaginare Lipsia nel 1989 diventare un luogo di una favola a lieto fine, eppure è questa l’idea dietro il libro Fritzi war dabei scritto da Hanna Schott e illustrato da Gerda Raidt, che diventa poi il film d’animazione Fritzi – Amicizia oltre i confini (Fritzi – A revolutionary Tale) grazie alle mani dei registi Ralf Kukula e Matthias Bruhn. 

Pubblicato nel 2019 in occasione del trentesimo anniversario dal crollo del Muro di Berlino, il film è composto da 86 minuti di Storia Moderna vista attraverso gli occhi di una bambina, che semplifica ciò che gli adulti complicano in nome di regole austere e immotivate.  

La trama, infatti, porta lo spettatore nella Germania dell’Est dell’89, in particolare a Lipsia, luogo che si porta dietro gli strascichi della Seconda Guerra Mondiale e che diviene teatro delle “manifestazioni del lunedì”, proteste politiche pacifiche contro il governo della Repubblica Democratica Tedesca e la abusante polizia Stasi.
Queste marce pacifiche, hanno come lo slogan è Wir sind das Volk! (Siamo il popolo!), motto riportato anche in Fritzi – Amicizia oltre i confini.

Nel brusio che pian piano i manifestanti accrescono, ci sono due ragazzine dodicenni che passano l’estate su una casa sull’albero, giocando in compagnia del cagnolino Sputnik: sono Fritzi e Sophie, due ragazze molto legate.

Le bambine ignorano completamente che il Muro di Berlino stia per crollare e sono all’oscuro dei vari contrasti tra la Stasi e i disertori della patria, soprattutto quando Sophie parte per una vacanza in Ungheria con sua madre e lascia il suo amato cagnolino Sputnik nelle mani di Fritzi e della sua famiglia.

I giorni passano e di Sophie nessuna notizia e, quando la scuola riapre e l’amica del cuore non fa ritorno, Fritzi scopre la verità sul viaggio in Ungheria e da quel momento, tra i vari conflitti con la classe scolastica, la professoressa e i genitori, prova a raggiungere l’Ovest insieme a Sputnik con la complicità del nuovo compagno di classe Bela, che la introduce nei ritrovi dei pacifici protestanti nella Chiesa di San Nicola. 

Fritzi – Amicizia oltre i confini: un gioiello cosmopolita

Un racconto intrigante ed emozionante sulla caduta del Muro e sulle persone che hanno avuto il coraggio di cambiare il mondo

Così si presenta ufficialmente il film e non si può non essere d’accordo, poiché lo sceneggiatore Beate Völcker e il co-autore Péter Pálátsik sono stati magistrali nel creare una pellicola storicamente accurata, che parla di temi come la morte e governi opprimenti in termini sicuramente comprensibili, ma senza comunicare il tutto in maniera semplicistica. 

In Fritzi c’è una trasposizione di diversi traumi e le sue diverse risposte, dall’elaborazione del lutto, dal sentirsi emarginati allo sconforto per essersi scontrato con qualcosa di più forte e incomprensibile. 

Anche riportare la leggerezza del pensiero dei ragazzi, in maniera positiva con Bela e Fritzi e i loro manierismi, e in maniera negativa con i bulli della classe. è un racconto a 360 gradi che non santifica del tutto l’esperienza di adolescente in tempi di crisi come quella della Guerra Fredda. 

Come ogni film d’animazione che si rispetti, Fritzi rientra di diritto nel campo della media education perché ha una chiave di lettura adatta ad adulti e bambini, senza dimenticare di far emozionare. È proprio una favola, con gli archetipi del protagonista, dell’ombre, dell’aiutante e del saggio.  

Interessantissima è l’animazione scelta dalla produzione internazionale. La componente cosmopolita rispecchia il desiderio rappresentato dal film di collegare vari paesi, dunque vede collaborare Balance Film, TrickStudio Lutterbeck GmbH, Doghouse Films, Artémis Productions, MAUR film, MDR, KiKA, NDR, WDR, ARTE, RTBF (Télévision belge), VOO & Be tv, Shelter Prod e DEMA CREATIVE PRODUCTION. 

Lo stile del cartone animato, è il trionfo della naturalezza del 2D con l’integrazione degli elementi in movimento (come i mezzi di trasporto) in 3D, scelta estetica preferibile perché replica al meglio i dettagli e le movenze dei personaggi. 

Per tutta la pellicola, inoltre, vengono incorporati filmati e fotografie reali, ma con un filtro che ne altera la percezione.

La musica di André Dziezuk è un delicato accompagnamento per tutto il film. Ad eccezione, forse, per la primissima scena in cui introduce il paesaggio e risulta troppo allegra per quel contesto. Infatti, la melodia viene interrotta da un poliziotto che spara al confine e poi viene ripresa creando un contrasto (probabilmente voluto) di emozioni non indifferente. Ma anche su questa scelta ci si può ricamare sopra: non è un po’ come la vita che continua ad andare avanti anche quando per qualcuno si ferma? Non è un po’ come lo spettatore che continua a seguire lo schermo anche dopo aver visto qualcosa di doloroso?

Siamo davanti un film d’animazione che vale la pena guardare: Fritzi – Amicizia oltre i confini è disponibile su Rai Play.