La scelta di Barbara è un film drammatico del 2012. Il regista è il tedesco Christian Petzold, che grazie ad esso, ha vinto l’Oscar d’argento al Festival di Berlino.

La scelta di Barbara: la trama

È il 1980 nella Repubblica Democratica Tedesca, lo stesso contesto storico di Le vite degli altri. La dottoressa Barbara vorrebbe in tutti i modi ricongiungersi con il suo compagno Jörg all’Ovest. Tuttavia, viene trasferita in un piccolo ospedale di periferia dove viene controllata dalla Stasi e dal dottor André.

Nonostante provi a tenersi a distanza dalle varie situazioni che le si presentano, qualcosa va storto. Qualcosa matura dentro di lei, portandola alla scelta finale, che muterà per sempre i suoi piani e il suo futuro.

Lezione di anatomia del dottor Nicolaes Tulp: la scelta del dipinto di Rembrandt per veicolare un messaggio

Dopo circa venti minuti di film, lo spettatore si trova di fronte il dottor André che descrive questo quadro che, a suo dire, gli piace molto e che vorrebbe andare a vedere all’Aia.

Il regista da questa scena ne sembra introdurre alcune che verranno più tardi, quando l’interiorità dei personaggi verrà svelata.
Il dottor André vi vede come nonostante anche loro siano dei medici, chi osserva il dipinto è messo nella stessa condizione del paziente. Si insinua il messaggio che sarà pregnante dopo, cioè che, anche se si parla di “pazienti” sono comunque delle vite umane e che anche da medico si può essere tale.

La scelta di Barbara: lo scontro tra una scelta razionale e il desiderio

Senza incorrere nei tanto odiati spoiler, si può dire che nonostante il film resti prigioniero della routine di Barbara e della sua lotta interiore, fatto di molti e lunghi primi piani, gli ultimi minuti stravolgono totalmente quella che sarebbe stata la scelta più razionale e che probabilmente avrebbe potuto far rinnovare la vita della protagonista.

Tutto ruota attorno a questa scelta, più rapida nel ritmo. È inaspettata e racchiude il senso di una professione, di una vocazione e l’essenza della vita stessa fatta molto spesso di desideri personali, che si scontrano con contesti di forza maggiore.