Presentato alla 17° edizione de L’Aquila Film Festival arriva Erasmus a Gaza, il documentario tutto nostrano che ripercorre i travagliati quattro mesi del primo studente in Europa il quale, come da titolo, ha partecipato al programma di scambi universitari nella striscia di Gaza dopo lo scoppio del conflitto nel 2023.

I giornalisti e registi Chiara Avesani e Matteo Delbò documentano, così, il viaggio di Riccardo, laureando in medicina a Siena, che si inoltra nel territorio palestinese per intraprendere l’Erasmus; ma tra nuove amicizie e giornate in laborato il (solitamente) tradizionale soggiorno è intorbidito e reso periglioso dalle tensioni e dall’escalation che tristemente hanno interessato la striscia di Gaza dopo l’attentato del 7 ottobre.

La semplicità di messinscena, che si concretizza sobriamente nel seguire il proprio protagonista nelle sue esperienze ricercandone i sentimenti nei gesti e nelle parole, è congeniale ad una storia che, nella sua spontaneità, è capace di indurre una profonda empatia.

Il distacco che aprioristicamente potrebbe esserci inizialmente tra la narrazione e lo spettatore si affievolisce man mano che il documentario, con una costruzione climatica eccellente, sposta lo spettro della guerra dallo sfondo fino a ingombrare concretamente il primo piano.

Il clima tipicamente festoso della combriccola di studenti nei primi mesi di Erasmus, infatti, si scontrerà rovinosamente poi con il precipitare della situazione in Medio Oriente, costringendo questi a mutare drasticamente la propria quotidianità.

In Erasmus a Gaza la storia di Riccardo è incredibile di per sé più di quanto non la renda tale il documentario, ma, nonostante ciò, riesce ugualmente a restituire un affresco empatico delle sofferenze nei territori israelo-palestinesi (per lo più privo di schieramenti) accendendo timidamente una speranza sui giovani come possibile congiunzione pacifica tra Occidente e Oriente.