Quelli che voi interrogherete sono nemici del socialismo.

Capitano Gerd Wiesler

Le vite degli altri è un film del 2006 del regista tedesco Florian Henckel von Donnersmarck. Ha ricevuto numerose nomination e nel 2007 l’Oscar come miglior film straniero.

Le vite degli altri: il contesto storico

La Barriera di difesa antifascista, meglio conosciuta con il nome del Muro di Berlino, fu una barriera costruita dal 1961 al 1989 dalla Germania dell’Est. Le vite degli altri si ambienta in questo preciso contesto storico e geografico.

La Repubblica Democratica Tedesca (DDR o Germania Est) ebbe una politica aderente agli Stati socialisti. Tutto era incentrato e controllato dal Partito Socialista Unificato di Germania (SED). Come si evince dal film in questione, il controllo era soverchiante e asfissiante. La libertà un’utopia.

Una trama lenta e affascinante

L’agente della STASI (Ministero per la Sicurezza dello Stato), Gerd Wiesler, si trova a indagare nella vita dello scrittore Georg Dreyman e della sua compagna, l’attrice teatrale di successo Christa-Maria Sieland.
Cosa riuscirà a comprendere su di sé e sugli altri due?

Le vite degli altri: sonata per uomini buoni

Le vite degli altri si apre con una scena che vede il Capitano Gerd Wiesler in procinto di insegnare alle nuove reclute come fare per avere un ottimo interrogatorio, smascherando i bugiardi. Appaiono subito chiare le fazioni: o contro il sistema o con. Vite non libere in ogni caso.

Solo chi è al vertice con i suoi umori decide davvero. Non sono accettabili fragilità e il sistema culturale non ne è esente, anzi. Nel corso del film questo sistema di potere sembra indebolirsi, in particolare in quei personaggi in grado di riflettere con la propria testa. Quella rigidità diventa una morbidezza che porterà il reale protagonista del film a mutare le proprie idee, nonostante resti sempre fedele al suo ruolo fino a esserne soffocato.

Lo spettatore fortunatamente, riesce a vivere in contemporanea con la narrazione questo cambiamento, riflettendo sia sulla Storia (troppo spesso all’ombra della macrocategoria della Guerra Fredda) sia sul fatto che ogni volta si parla de Le vite degli altri, non si tirano in ballo soggetti tanto distanti da noi oggi, con la propria interiorità e psicologia più o meno incline a essere reclusa in un regime.
In fondo il 9 novembre 1989, giorno della caduta del Muro, è stato solo 35 anni fa!