Quattro vite, quattro donne, quattro storie. 
Con questo violento racconto Arnaud des Paillers ci mostra la vita di una donna, moltiplicandola durante la pellicola per poi ridurla nuovamente ad un’unica essenza che tormentosamente le racchiude tutte.
Orpheline, titolo originale del film francese del 2016 distribuito da Movies Inspidred, è ora al cinema, dal 27 agosto 2020.

Quattro vite: trama

Il drammatico lungometraggio di des Paillers, fa camminare lo spettatore a ritroso, dal presente al passato, per scoprire la realtà che si nasconde dietro un’apparente serenità. 
La prima delle quattro donne che ci viene presentata sullo schermo è Renée, un’insegnante realizzata, innamorata del suo compagno con il quale cerca di avere un figlio. A tradire e spezzare una felicità così precaria è un’altra donna, Tara, che torna dal passato di Renée per ricordarle che nulla può essere dimenticato.

Inizia quindi un violento e sconcertante viaggio nelle quattro vite della protagonista, ottimamente rese dal regista con quattro attrici diverse con altrettanti nomi diversi. La ventenne Sandra che si muove nel losco mondo delle scommesse, la giovanissima Karin che nonostante la sua età si accompagna con uomini sempre diversi e sempre più adulti, fino a Kiki, la bambina innocente ed inconsapevole che diventa spettatrice di un dramma che aprirà le porte della sua sofferenza.

Renèe porta tutte queste donne dentro di se, le nasconde e le custodisce. Quattro momenti diversi, quattro consapevolezze diverse, che permettono alla piccola Kiki di crescere e allontanarsi da tutto ciò che aveva visto e vissuto, se non fosse che, troppo spesso, il passato torna sempre a cercarci.

Quattro vite: recensione

Presto o tardi il conto arriva sempre, Quattro vite ci lasciaquesto messaggio che trascina lo spettatore, insieme alla protagonista, in un passato che non si può cancellare. 

La scelta del regista di utilizzare quattro attrici per interpretare la stessa donna risulta quanto mai azzeccata, riuscendo così a cogliere non solo quell’inevitabile cambiamento proprio di ogni persona ma anche, e soprattutto, quella voglia e necessità propria della protagonista di reinventarsi ogni volta, di fingersi un’altra, per scappare da un’esistenza fin troppo crudele.

La piccola Kiki da subito conosce il dolore, crescendo conoscerà la violenza, la paura e quanto un uomo possa essere spietato. Tutto questo però des Paillers ce lo mostra partendo dalla fine e aggiungendo ogni volta un particolare in più alla storia per farci capire il perché di quella vita così al di sopra delle righe.

L’ultima triste rivelazione quindi troverà il suo posto in un’età di ingenuità e spensieratezza, che la protagonista si vedrà strappata via troppo presto. 
Al pubblico non viene risparmiato nulla, la pellicola è più che esplicita, il racconto, seppur frammentato ed in alcuni momenti reso confuso dalla narrazione all’indietro, è chiaro grazie alla forza delle immagini che irrompono sulla scena con la stessa ferocia con cui entrano nella vita della protagonista.

La macchina da presa entra nelle quattro vite scandagliando ogni movimento, ogni gesto e fissando sullo schermo quello sguardo segnato delle protagoniste fin da subito. A tenere insieme tutti i pezzi dell’esistenza della donna infatti, oltre a violenza e maschilismo, sarà proprio quello sguardo, il fil rouge che collega tutte le attrici del film, dall’adulta Adèle Haenel, alla capacissima Adèle Exarchopoulos (che abbiamo già potuto apprezzare ne La vita di Adele).

Una visione cruda ma allo stesso tempo assurdamente tenera, Quattro Vite ci mostra quanto una persona possa soffrire e quanto, proprio per questo, abbia bisogno d’amore.

 

Scheda film

Quattro vite

Quattro_vite

Regia:
  • Arnaud des Paillers

Interpreti:
  • Adèle Haenel
  • Adèle Exarchopoulos
  • Solène Rigot
Distribuzione: Movies Inspired
Durata: 112 minuti min
Premiere: 27 agosto 2020

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