Sarebbe giusto chiedere al proprio criceto di prendere al volo un frisbee? Probabilmente no. Se le domande, ancor prima che le risposte, sono importanti, dunque anche a I Fantastici 4 – Gli Inizi (nelle sale italiane dal 23 luglio) sarà futile chiedere se narri le angosce di un momento familiare tanto nevralgico come la nascita di un figlio o se, piuttosto, metaforizzi un imminente bisogno di collaborazione internazionale per far fronte a un’apocalisse climatica che sembra sempre più imminente.
Le domande giuste sono più importanti delle risposte. Così, I Fantastici 4, tornati finalmente sotto l’egida dei Marvel Studios dopo tre film (uno più discutibile dell’altro), sono protagonisti del 37° film del Marvel Cinematic Universe e del primo della fantomatica “Fase Sei” che dovrebbe confluire in una conformazione inedita degli Avengers contro la minaccia di Dottor Destino.

I Fantastici 4 – Gli Inizi ripercorre velocemente proprio le primissime avventure della famiglia di supereroi la quale, però, non abita la Terra (616) sconquassata da Teschio Rosso, Ultron e compagnia, bensì si trova su Terra-828, in una New York retrofuturistica in cui è amata e rispettata da tutta la popolazione.
La (a)normalità delle vite di Reed Richards (Pedro Pascal), di sua moglie Sue Storm (Vanessa Kirby), di suo cognato Johnny Storm (Joseph Quinn) e del suo migliore amico Ben Grimm (Ebon Moss-Bachrac) viene perturbata dall’imminente arrivo di un quinto elemento del gruppo, Franklin il figlio della coppia di supereroi. Tra apprensioni paterne e premure del resto della famiglia la lieta attesa viene, però, interrotta dall’ancor più preoccupante arrivo di Silver Surfer (Julia Garner), araldo apocalittico di Galactus, che annuncia la venuta del divoratore di mondi.

Necessario, ancor prima che una sceneggiatura convincente, è il worldbuilding in cui calare i personaggi di calzamaglia di turno: in questo, il nuovo capitolo targato Marvel riesce a disegnare un’affascinante realtà retrofuturistica anni Sessanta che dalle sculture di Calder sembra prender vita (visibile non a caso anche nella sala da pranzo dei protagonisti).
In questo universo parallelo i protagonisti, grazie a un casting oculato (eccezionale Vanessa Kirby e sulla rampa di lancio gli altri interpreti prelevati non a caso da Stranger Things, da The Bear e, Pedro Pascal, da ogni angolo dell’audiovisivo) riescono a restituire per la prima volta il calore familiare che infondeva la controparte fumettistica.
Dopo numerosi flop e alcune turbolenze giudiziarie (il caso Jonathan Majors) che hanno messo a dura prova il prosieguo del Marvel Cinematic Universe, il rilancio del nuovo arco narrativo e probabilmente del nuovo assemblage supereroistico sembra essere tornato al sicuro tra gli abbracci della famiglia e soprattutto sulle spalle di gomma di un Mr. Fantastic titubante e riflessivo che, proprio nella sua simmetrica alterità nei confronti dell’Iron Man di Robert Downey Jr., può trovare la propria dimensione.

Nella tentacolare narrazione del MCU (ancora tra gli esperimenti transmediali più arditi della contemporaneità) I Fantastici 4 – Gli Inizi è, come da titolo, un buon prologo che, con più di un’ingenuità ma con una buona costruzione della messa in scena e del pathos, sembra essere il primo decisivo passo verso un futuro (nuovamente accattivante) della Saga del Multiverso.
I Fantastici 4 possono prendere al volo un frisbee? Probabilmente no, ma fanno tenere il fiato sospeso mentre sgranocchiano i loro semi di girasole.
