Negli anni ’70 e ’80 è vissuto a Roma
un falsario che ha incrociato
personaggi straordinari, poteri e segreti.
Questa è la sua storia.
O almeno una delle possibili.
Può un talento eccezionale diventare la sua stessa condanna?
Alla 20esima edizione della Festa del Cinema di Roma (link al programma), Pietro Castellitto dà il volto e voce a Il Falsario, protagonista di un racconto che mescola ambizione, furbizia e verità scomode.
Il Falsario: una trama, ma senza bugie

Toni è un giovane pittore dal talento straordinario e un sogno ben chiaro: farsi un nome nel mondo dell’arte. Arrivato a Roma nel 1976, pieni anni di piombo, si ritrova però coinvolto in un intreccio di occasioni ambigue e scelte rischiose.
Il suo dono lo trasforma nel falsario più abile della sua epoca. Ma si sa: dietro il successo, spesso, si nasconde un prezzo altissimo. E in questo caso, anche pericoloso.
Quando l’arte mente, chi paga il prezzo? Il Falsario: la recensione critica

Ispirato liberamente alla vita misteriosa di Antonio Chichiarelli, lo sceneggiatore Sandro Petraglia decide di partire dal libro Il falsario di Stato.
Uno spaccato noir della Roma degli anni di piombo di Nicola Biondo e Massimo Veneziani.
Al pari della narrazione Il Falsario si arricchisce di sfumature ironiche e momenti di tensione. Nel corso del film, emerge con forza il passaggio cruciale di Toni: dal bambino irrisolto, intrappolato nelle proprie fragilità e nel desiderio di successo, all’uomo costretto finalmente a confrontarsi con le conseguenze delle proprie azioni.
È in questo momento di resa e di consapevolezza che Il Falsario trova la sua dimensione più autentica, mettendo in scena non solo la fine dell’inganno, ma anche la nascita di una responsabilità adulta. Castellitto tratteggia questo percorso con sensibilità e misura, restituendo a Toni la complessità di chi, pur tardivamente, impara a riconoscere le proprie responsabilità. Il film quindi sembra dividersi in due parti: da un lato la costruzione del successo e del suo personaggio e dall’altra la presa di coscienza di quanto avesse barattato la sua libertà per questo.

La regia di Ludovichi accompagna questa trasformazione con un linguaggio visivo che alterna toni cupi e sprazzi di vivacità, riflettendo il dualismo del protagonista. Roma diventa una scenografia morale, specchio del suo labirinto interiore, dove il confine tra autenticità e falsificazione si fa sempre più sottile.
Gli anni di piombo non rappresentano solo uno sfondo temporale: attraverso i tre amici d’infanzia Toni, Fabione (Pierluigi Gigante) e Vittorio (Andrea Arcangeli), il film racconta le diverse traiettorie di chi cresce in un’epoca segnata da disincanto e ambizione.
Pur continuando a frequentarsi, i tre finiscono per rappresentare in modo nitido le molte direzioni che può prendere la maturità. In costante tensione tra passato e presente, il legame resta, ma non necessariamente le scelte future coincidono.
Un film di crescita, amicizia e cambiamento. Da vedere senza la pretesa di conoscere una biografia o un film storico.
FAQ su Il Falsario

Che cos’è Il Falsario?
Film drammatico ambientato nella Roma degli anni ’70, che racconta la storia di Toni, un giovane pittore. Tra arte, inganno e tensioni politiche, il film esplora il confine tra talento e oralità di un’epoca turbolenta.
Chi è Stefano Ludovichi?
Arriva alla regia in modo piratesco: da un lato la formazione accademica, dall’altro lato l’esperienza diretta sui set, dove negli anni ha ricoperto ruoli in tutti i reparti. L’esordio arriva con il primo lungometraggio nel 2013 dal titolo: Aquadro. Tra gli altri titoli: In fondo al bosco (2015) e La stanza (2021). Ha lavorato anche per serie tv come la serie horror Christian del 2021.
Di cosa parla Il Falsario?
Roma anni ’70: Toni della Duchessa è un abile artista che finisce per diventare il più abile falsario di sempre. Tra arte, inganno e politica, la sua ascesa lo porta a intrecciarsi con eventi storici cruciali e molto pericolosi…
Perché vale la pena vederlo?
Nonostante sia romanzata, racconta l’affascinante storia di un geniale truffatore. Una vita dove ogni scelta ha conseguenze pesanti e la linea tra eroe e criminale è molto sottile.
Il Falsario in due parole
Inganno e Astuzia
