La famiglia Addams è sinonimo di sarcasmo spaventoso. Il capostipite originale (la serie tv del 1964), così come l’archetipo a fumetti (le vignette disegnate da Charles Addams dal 1938 per il New Yorker), erano un ribaltamento a tinte fosche della società tradizionale. Con queste ispirazioni, il regista canadese Greg Tiernan ha realizzato per MGM due lungometraggi d’animazione, il primo del 2019 e il secondo che sarà distribuito da Eagle Picture il prossimo 28 ottobre.

Javon Walton as the voice of Pugsley Addams in THE ADDAMS FAMILY 2, directed by Greg Tiernan and Conrad Vernon, a Metro Goldwyn Mayer Pictures film. Credit: Metro Goldwyn Mayer Pictures © 2021 Metro-Goldwyn-Mayer Pictures Inc. All Rights Reserved.

La famiglia Addams 2: trama

Questo secondo capitolo ruota tutto intorno alla primogenita degli Addams, Mercoledì (doppiata da Chloë Grace Moretz/Eleonora Gaggero), e alla sua inquieta pre-adolescenza.
La giovane Mercoledì partecipa a un concorso di scienze con un ambizioso e geniale progetto sul DNA che viene notato da uno stravagante genio dell’ingegneria genetica, Cyrus Strange.
Mercoledì rimane tuttavia delusa perché la scuola non le assegna il primo premio, preferendo far condividere un piccolo premio di partecipazione a tutti i bambini. In famiglia non trova il conforto necessario perché Mercoledì Addams –sin dai primi film– è la l’eterna incompresa, la personificazione della tristezza oscura della pubertà.
Per riunire e riappacificare gli spiriti famigliari, Gomez (Oscar Isaac/Pino Insegno) organizza una vacanza nei luoghi “più felici d’America” –che, per gli Addams sono Salem, la Death Valley, ecc. Mentre girovagano per i tristi States, si accorgono di essere seguiti da due biechi personaggi che vogliono strappare Mercoledì dalla famiglia Addams per portarla… dal padre biologico!

La Famiglia Addams 2 recensione: e se Mercoledì non fosse una Addams?

La famiglia Addams 2: recensione

Nonostante la storia sia abbastanza in linea con il film precedente, La famiglia Addams 2 è un po’ meno unita. Manca un po’ quella linea comune che amalgama tutti i personaggi bizzarri e ce li presenta come un clan affiatato. A tratti non sembrano neanche parenti. Certamente Gomez e Morticia (Charlize Theron/Virginia Raffaele) sono sempre diabolicamente uniti e perfetti, soprattutto il disegno e l’animazione di lei che risalta in tutto il film nella fisionomia scheletrica, ammaliante e spettrale, ma anche naturalmente materna.
Mercoledì e Pugsley invece non sembrano neanche fratelli. In particolare Mercoledì sembra proprio venire da un’altro pianeta: i profili, le espressioni e i movimenti sono davvero lontani dallo stile creepy/spooky della Famiglia. Questa connotazione visiva è un espediente tecnico in grado di ipnotizzare fino a far credere che la piccola possa davvero non essere una Addams. Dunque quello che stona, dal punto di vista della costruzione scenica, è in realtà il punto di forza che ancora il prodotto visivo al plot narrativo.

Portare i personaggi lontano dalla spettrale e affascinante casa di famiglia è un gesto decisamente ambizioso che contribuisce a snaturare la solidità del clan Addams, ma alla fine i registi Conrad Vernon e Greg Tiernan ci riesco senza tradirsi troppo. Il collante che tiene insieme il tutto è infatti il camper con cui girano l’America che appare del tutto conforme all’abitazione di famiglia e riserva le medesime nefaste sorprese.

In fin dei conti il film è un buon prodotto per Halloween che intrattiene i bambini con le sue immagini orripilanti e grottesche. Il coinvolgimento dei grandi è garantito da un citazionismo cinematografico e letterario (in particolare a L’Isola del Dottor Moreau di H. G. Wells) ispirato e godibile. La sceneggiatura è semplicissima, mai sorprendente, ma incredibilmente puntuale. La regia invece è di classe, con dei bei movimenti e con inquadrature suggestive nonostante si tratti di un cartone animato.