Ce vo coraggio ad andà ad Amsterdam, ma ce vo coraggio pure a restà a Montesilvano

La guerra degli Anto’ è una commedia agrodolce del 1999 diretta da Riccardo Milani e ispirata al romanzo di Silvia Ballestra, Il disastro degli Anto’.
La storia è ambientata negli anni novanta e i protagonisti  sono  quattro amici del pescarese accomunati dalla passione per il punk e dal nome, Antonio, in dialetto Anto’.  

Per distinguersi, si son dati dei soprannomi bizzari: Lu Purk (Flavio Pistilli), Lu malatu (Federico Di Flauro), Lu Zombie (Danilo Mastracci) e Lu Zorru (Paolo Setta).
La pellicola è una delle più veritiere nella descrizione della scena punk italiana di quegli anni.

L’ abruzzesità dei personaggi e delle ambientazioni (con tanto di riferimenti dannunziani sparsi per il film) ha reso l’opera di Riccardo Milani molto amata nel Centro Italia.
Un vero e proprio cult di nicchia. Ma, al di là di questa connessione con la terra di Flaiano, la pellicola mette in scena alla perfezione le dinamiche di qualsiasi provincia remota italiana.

Mentalità chiusa, solita routine, paura del diverso. Sono tutti elementi che accomunano il quotidiano di chi vive in una piccola realtà e che, alla fin dei conti, è felice di passare i giorni senza uscire dalla propria zona di comfort.

Gli Antò sono le pecore nere della situazione. Non si omologano alla società. Hanno vent’anni, hanno le creste e sono borchiati. Sopravvivono in un posto che non li apprezza, ma che non ci prova nemmeno. A questi ragazzi alternativi la vita di provincia  sta stretta. Dividono le loro giornate tra frustrazione e disprezzo. Detestano l’accondiscendenza dei locali nei confronti di Treves, un palazzinaro molto potente nella cittadina in cui abitano, Montesilvano. Sono stufi marci. Sognano Amsterdam e Berlino, ma la sfortuna li affligge ovunque vadano e quel vuoto della provincia pescarese non li abbandonerà mai.

La trama de La guerra degli Anto

Gli Anto’ sono quattro ventenni punk che vivono a Montesilvano, si chiamano tutti Antonio e per distinguersi si sono scelti dei soprannomi: Antò lu Zombi che fa il postino, Antò lu Malatu che fa l’infermiere, Antò lu Zorru che fa il giornalista in un giornale locale e Antò lu Purk, il più grande del gruppo. I quattro passano le loro giornate al bar Zagabria o nel tentativo di rovinare le feste date dalle gemelle Treves nella loro villa.

Poi un giorno Antò lu Purk decide di andare a Bologna ad iscriversi al Dams, quindi a Amsterdam, terra promessa degli adepti del punk europeo.
A raggiungerlo sarà il suo amico Lu Zorru per evitare la leva nella Marina Militare. La fuga dei due ragazzi prenderà una piega inaspettata fino ad un epilogo tragicomico.

La guerra degli Anto’ è una commedia divertente e toccante che tra amarezza e sorrisi, racconta la deriva di un movimento ormai quasi sparito. Nel cuore resta l’illuso Anto’ Lu Purk , con il suo modo di parlare volgare e i suoi modi decisi. E’ lui a soffrire particolarmente la noia della quotidianità. A sentire il peso dei grigi palazzoni che si stagliano sul mare della costiera di Montesilvano.

Dopo aver fatto uno sgarbo al  poco pulito e tanto odiato imprenditore locale, Lu Purk va a Bologna e s’iscrive al DAMS. Nonostante il sostegno della sua concittadina studentessa fuori sede Sballestrera (Regina Orioli), la terra emiliana si rivela una delusione. Decide, così, di raggiungere una delle mete da lui più ambite: Amsterdam.

La capitale dei Paesi Bassi si rivela un altro fallimento. Le differenze culturali e linguistiche, insieme all’abuso di droghe, rendono difficili le relazioni umane. Così, Anto’ Lu Purk, da giovane irrequieto e in perenne  lotta contro la realtà di provincia, la famiglia, le istituzioni… si rende conto che deve riporre fiducia nei rapporti umani.
Dalla doppia delusione lontana dal pescarese, il ragazzo capisce che per restare a galla ha bisogno della solidarietà di chi ha vicino.

Riccardo Milani è maestro nel mettere in scena sia la vita grigia di Montesilvano che quella più colorata della Bologna dei fuori sede. Quella vita fatta di lezioni, divertimento, impegno politico e storie di letto, senza tralasciare l’immancabile nostalgia di casa.

Particolarmente divertenti gli episodi legati al “blitz” degli Anto’‘ alla festa organizzata dalle gemelle Treves e la chicca della puntata di Chi l’ha visto? dedicata ai due ragazzi del gruppo momentaneamente scomparsi. Uno dei pregi della pellicola è il cast azzecatissimo. Il regista ha scritturato  giovani abruzzesi non professionisti e le loro interpretazioni sono spontanee e genuine. Perfette per raccontare questa guerra.  

Una nota di merito va  anche alla colonna sonora de La guerra degli Anto’ curata dalla Piccola Orchestra Avion Travel e in cui non potevano mancare pure dei brani punk.

Questo piccolo cult generazionale mostra alla perfezione com’era la vita dei ventenni in quel mondo senza internet né smartphone. Un mondo che, con amarezza, malinconia e ironia, ci racconta Riccardo Milani; un film imperfetto che si fa amare per l’effetto nostalgia e per il racconto di una provincia poco vista sul grande schermo.