A distanza di ventisei anni la commedia nera di Tim Burton mantiene il suo originale spazio dentro l’immaginario fantascientifico

Una serie di oggetti volanti non identificati prende di mira la Terra: sono i marziani!
il loro aspetto è raccapricciante, ricorda quello di tanti alieni visti al cinema, ma al tempo stesso non è identico a nessuno di questi.
Con questa premessa, nel 1996, il visionario Tim Burton portava nelle sale Mars Attacks! (oggi disponibile on demand su Apple Tv, Tim Vision e Google Play Film). Questa dark-comedy Sci-Fi condivise l’apocalittica distruzione della Terra con il suo “competitor di botteghino serioso”: Independence Day.

Mars Attacks!: rendere grottesca una storia troppo spesso sfruttata

Le masse impazziranno, è garantito! Stiamo per vivere un momento storico signori…

Presidente Usa Jim Dale (Jack Nicholson)

Una mandria di mucche coperte di fiamme corre su una strada di campagna americana. Intanto, durante un talk show in TV, la giornalista Nathalie Lake (Sarah Jessica Parker) intervista il professor Donald Kessler (Pierce Brosnan), all’improvviso i marziani bloccano le trasmissioni per lanciare il loro messaggio. Così il Presidente decide incontrarli creando un evento ad hoc nel deserto del Nevada.

L’invasione dei marziani ha inizio. Gli omini verdi pronti alla conquista non rappresentano per gli ignari umani una minaccia, ma dei pacifici visitatori. La Terra è in grave pericolo, l’umanità sta per soccombere quando il giovane Ritchie Norris (Lukas Haas) scopre grazie a sua nonna Florence (Sylvia Sidney) la possibilità di distruggere i marziani attraverso le note acute della canzone Indian Love Call di Slim Whitman. L’improbabile arma scaccia le creature aliene e gli umani, in mondo tra le macerie, sono pronti a ricostruirsi il proprio mondo così com’era.

Mars Attacks!: Burton ispiratissimo in un film pieno di trovate

A distanza di anni Mars Attacks! è considerato un “cult movie”, rappresenta con un il suo humor sinistro una finestra della fantascienza originale, almeno in un periodo come gli anni ’90 in cui il genere provava a rinnovarsi. Solo tre anni prima in televisione il pubblico conosceva Mulder e Scully, nel 1996 usciva al cinema prima Independence Day e poi Mars Attacks!.

Quest’ultimo, punta tutto sul black humor mostrando un mondo in cui gli alieni hanno l’aspetto vintage della fantascienza anni Cinquanta e anni Sessanta. Sono marziani e sono cattivissimi, hanno pistole laser che sembrano giocattoli, ma polverizzano persone in pochi attimi. Sono col cervello enorme, leggono la mente e uccidono con l’inganno (come in una famosa parentesi di Grattachecca e Fichetto per chi se lo ricorda nella stagione 6 episodio 1 dei Simpson), ma anche i marziani hanno un punto debole ed è la musica country.

Mars Attacks! elabora una storia che non punta su un’introduzione, ma inizia a calare lo spettatore nel vivo della vicenda. Il film inizia quasi subito con i rapporti tra la Terra e i Marziani e tutta la narrazione si esaurisce nella guerra che ne consegue. La trama non è particolarmente articolata, il vero punto di forza di Mars Attacks! è l’ironia mescolata al macabro, come il caso della testa di Nathalie trasferita sul corpo del suo chiuaua.

In un mondo in cui tutto è grottesco e i salvatori della Terra si rivelano essere nientemeno che un giovane e sua nonna. Mars Attacks! lascia che a trionfare sia la gente comune, a differenza di pellicole come Independence Day (campione di incassi). Non c’è grandezza nei poteri forti, essi rappresentano l’inettitudine e l’incapacità a trovare una soluzione.

Nonostante il film di Tim Burton non abbia guadagnato cifre astronomiche c’è da dire che offre numerosi spunti riflessivi anche per ciò che riguarda il tipo di look dato al film: gli effetti speciali sono il fulcro di un citazionismo della fantascienza anni ’50. Ogni cosa sembra artefatta, Tim Burton rimanda all’iper-realismo di Edward mani di forbice dandogli però una connotazione patinata anni ’50 vicina anche ai B-movie.

Mars Attacks! è un film che si pone controcorrente rispetto alla Hollywood del tempo e al suo interno è evidente la fervida vena creativa di Tim Burton, che ai tempi non è stata del tutto apprezzata.