Nonostante – Feeling Better è il secondo film che vede l’attore Valerio Mastandrea nei panni di regista.
Il titolo è stato presentato come film d’apertura per la sezione Orizzonti dell’ottantunesima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Arriverà nelle sale cinematografiche a primavera 2025.

Come per il precedente film (Ride del 2018), Mastandrea riflette sul sentimento dell’amore: sulla capacità di sperimentarlo nonostante le condizioni avverse. Ricco di contraddizioni interne, è una costante lotta tra amore e morte, dove risulta vincitore chi alla fine apre il suo cuore all’attimo. È una critica all’abituale per sempre a cui tutti siamo abituati, cui tutti agogniamo, ma cui tutti sappiamo essere un’illusione perché niente dura all’infinito.
Questo aspetto sembra essere ribadito già da una lettura attenta del titolo: la congiunzione nonostante infatti, ci porta subito all’attenzione il fatto che anche con situazioni strazianti e difficili si può amare, sentendosi meglio.
Altro tema interconnesso con l’amore e che emerge dalla visione del film, è quello della memoria: nessuno vuole essere dimenticato e solo lasciando il segno nel cuore degli altri sembra rafforzarsi la speranza nel protagonista.
Mastandrea in Nonostante – Feeling Better si trova a vivere la propria esistenza sotto forma di spirito dentro a un reparto di una clinica che ospita i malati in coma o comunque impossibilitati a proseguire la loro vita se non in uno stato vegetativo. Per questo motivo, le anime escono dal corpo e sembrano vivere al di fuori di esso, osservando tutto ciò che accade loro, come fossero semplici spettatori. Riescono solo a interagire tra loro, ma non con gli altri al di fuori di quello stato. Il tutto è estremamente precario: o si diventa vento e si smette di esistere nella nostra dimensione, oppure ci si risveglia, dimenticandosi però tutto quello successo in precedenza durante lo stato fantasmico. In questo contesto emergono storie d’amicizia con i personaggi interpretati da Laura Morante e Lino Musella. Tuttavia, la solita e comoda routine di Mastandrea è destinata a cambiare con l’arrivo della giovane impersonificata da Dolores Fonzi.

Questo film però, non sembra arrivare fino in fondo nelle narrazioni che apre. Nonostante – Feeling Better a differenza di altri film che indagano questa precarietà, come Colpa delle stelle del 2014 di Josh Boone, Io prima di te del 2016 di Thea Sharrock e A un metro da te del 2018 di Justin Baldoni, risulta poco caratterizzato. In altre parole, sembra mancare quella struttura ossea su cui si dovrebbe reggere il film, evitando di sfociare in una successione di continui cliché e di scambi di battute ironiche di poco gusto.
Lo spettatore, nonostante poi si immedesimi nel contesto, sembra empatizzare negativamente soprattutto nelle scene in cui, per presentare la possibilità della morte o della rinascita, il protagonista sembra essere quasi dispiaciuto del fatto che i propri amici possano tornare indietro. Questo vale anche all’inizio quando entra in scena Fonzi. C’è un attaccamento morboso di Mastandrea alla propria stanza della clinica, non vuole lasciarla per nessun motivo. Essendoci stato per molto tempo, potrebbe essere una bella idea se lo si percepisse come una voglia di attaccarsi a tutti i costi alla realtà, al non volare via. Tuttavia, quando ho visto lo scambio di battute tra lui e Fonzi mi sono accorta della finzione cinematografica: quella gelosia così forte per una cosa di poco conto rispetto al contesto di dolore ha portato alla rottura di tutto il resto del racconto.
Non mancano in Nonostante – Feeling Better delle citazioni cui la cultura di massa risulta però abituata e a tratti satura. Un esempio evidente è la rivisitazione di Caronte, il traghettatore di anime del terzo canto dell’Inferno di Dante che, nell’era della tecnologia, viene presentato con un battello dalle porte scorrevoli. Una scelta simpatica per un film esclusivamente comico, ma che in questo caso, a mio avviso, allontana ancora una volta dalla storia facendola percepire come finta e inconsistente.
