Ken Loach ha più di 50 film alle spalle. Autore profondamente sociale, di successo e inglesissimo che con la sua filmografia ha dilapidato l’immagine comune della Gran Bretagna più formale, attentando continuamente a quello stereotipo, consumato all’estero, rappresentato dalla Received Pronunciation (ovvero il queen’s english, quello che i non britannici avvertono come il tipico accento britannico). I suoi personaggi parlano con lo slang del popolo, anzi con le innumerevoli sfaccettature dei substrati culturali. E il suo cinema si impernia proprio sulle implicazioni esistenziali delle classi subalterne, ma non si tratta di semplici riflessioni morali. Anzi, al contrario, al pubblico vengono mostrati i dilemmi e i nodi quotidiani di quell’Inghilterra popolare che è in costante scambio (o polemica) con l’autorità, con le istituzioni. Questo dialogo nei film di Ken Loach è multidirezionale: dal basso verso l’alto, dal punto di vista del regista verso la società rappresentata, fino a partire dalle emanazioni dei singoli personaggi per andare in direzione dello spettatore di ogni luogo e paese. Lo scopo dell’indagine di Ken Loach è sempre lo stesso: tratteggiare la realtà (britannica) e le vessazioni del sistema nei confronti di anime rese misere.

Sorry we missed you: trama del film 

Ricky Turner lavora sodo. Dopo un lungo periodo di disoccupazione, ha deciso di investire nell’acquisto di un furgone e svolgere consegne per una ditta leader del settore. È quasi una schiavitù. Prese in carico, consegne e destinatari pazzi pesano più di qualsiasi pacco in transito. Ogni supporto professionale ha un costo, in denaro; ogni consegna è schedulata e tracciata dal GPS, i pasti si consumano sul furgone. Men for the sake of getting a living forget to live/Gli uomini per guadagnarsi da vivere dimenticano di vivere diceva Margaret Fuller, ma oggi è peggio! Le condizioni di lavoro di Ricky diventano un dilagante malessere famigliare. La moglie Abbie ha una situazione analoga, affrontata diversamente, ma sempre caratterizzata dalla scarsa tutela contrattuale. Fa l’infermiera a domicilio e – in quelli che difficilmente si possono definire ”momenti liberi”– corre dietro alle bravate adolescenziali di Seb, il figlio ribelle e geniale, compreso soltanto dalla piccola Katie, la figlia più piccola, quella che probabilmente risente di più dei terremoti famigliari. 

Sorry we missed you: recensione del film 

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Sorry we missed you 
potrebbe far riflettere sulle scelte elettorali degli inglesi, in realtà esporta uno spaccato sociale comune a tante realtà contemporanee, filmando esattamente qual è il prezzo da pagare dei lavoratori sulla soglia della povertà. Ken Loach traspone tutto con il suo mezzo, la sua cinematografia pura, essenziale e drammaticamente realista e hard left.
La vocazione proletaria di Loach è intellegibile a chiunque e in Sorry we missed you si articola in sequenze drammaticamente ironiche, pregne di iniquità e di divertenti attacchi a tutto ciò che gli inglesi fanno, che gli inglesi pensano, in stile Ken Loach insomma.
Anche con questo film il regista continua a dilapidare l’immagine più stereotipata dell’Inghilterra: la menzogna nera di una società equa, forte e florida… e alla fine il film finisce come i classici di Ken Loach: il protagonista si alza e fa quello che deve fare. Guida verso un destino imposto, dolorosamente. Guida il suo furgone. Guida perché non ha scampo. 

Non si può che amarlo. Sorry We Missed You pone in luce ancora una volta il manifesto di Ken Loach, la sua gentilezza verso gli ultimi e la sua violentissima critica anti-borghese. Questo meraviglioso, ilare, poetico e drastico lungometraggio ci proietta verso l’insubordinazione, anche cinematografica. Ci ricorda quali sono i termini dell’arte e della comunicazione per immagini che, in una parola, è la più alta definizione di Cinema. 
L’immagine più incoraggiante di Ken Loach rimane la sua foto mentre ritira la Palma d’Oro a Cannes per Io, Daniel Blakeintenso e ostinato nei suoi pugni chiusi. Nei suoi DUE pugni chiusi… 

Scheda film

Sorry we missed you

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Regia:
  • Ken Loach

Interpreti:
  • Kris Hitchen
  • Debbie Honeywood
  • Rhys Stone
  • Katie Proctor
  • Ross Brewster
Distribuzione: Lucky Red
Durata: 100 minuti min
Premiere: 2 gennaio 2020

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