Recensione in anteprima di The Barefoot Emperor di Peter Brosens e Jessica Woodworth, presentato al TFF37 nella sezione After Hours.

«La storia si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa». Basterebbe questa celebre massima di Karl Marx per comprendere The Barefoot Emperor, insolito sequel di quel King of the Belgians (Un re allo sbando) applauditissimo a Venezia nel 2016, firmato di nuovo a quattro mani dai belgi Peter Brosens e Jessica Woodworth e già presentato a Toronto. Se Gavrilo Princip attentasse oggi alla vita dell’arciduca Francesco Ferdinando l’Europa non precipiterebbe in una guerra mondiale ma crollerebbe sotto le spinte di una più modesta e inverosimile deriva nazionalista a trazione belga. A guidarla un fantoccio di sangue blu pilotato da un’oscura internazionale di estrema destra: quel Nicolas III (Peter Van den Begin), già spodestato dal trono del Belgio dopo la scissione indipendentista della Vallonia, che nel primo capitolo si aggirava in incognito nei Balcani con il suo ristretto entourage tentando di fare ritorno in patria e di ripristinare l’ordine nel suo regno.

Missione fallita, a giudicare dal seguito. L’isolamento politico dell’ex-sovrano belga diventa internamento coatto quando, ferito all’orecchio durante una rievocazione storica dell’attentato di Sarajevo, si risveglia in un sanatorio di lusso su un’isola croata che una volta era la rinomata residenza estiva di Tito. Mentre i suoi fedelissimi – ancora una volta la PR di corte (Lucie Debay), il maestro del protocollo (Bruno Georis) e il valletto personale (Titus De Voogdt) – cercano di proteggerlo dalla notizia che la recente implosione del Belgio ha mandato in frantumi l’Unione Europea, Nicolas è condannato a un rigido regime di riposo e riabilitazione dal dottor Otto Kroll (Udo Kier), autoritario guru del benessere dai chiari metodi nazisti. In questo placido lager di cura disconnesso dai media ma sorvegliato dal Grande Fratello, i cui ospiti assumono l’identità delle celebrità internazionali che vi alloggiarono ai tempi di Tito – da Indira Ghandi a Liz Taylor, da Leonid Brežnev a Fidel Castro –, le giornate trascorrono monotone tra sfibranti allenamenti nel parco e bizzarre terapie di gruppo. L’immobilismo forzato di Nicolas e dei suoi verrà rotto soltanto quando una delegazione di Vienna guidata dall’illustre Ilse von Stroheim (Geraldine Chaplin), architetto di una “Nova Europa” di Stati-nazione, annuncerà al mondo la nomina dell’ultimo re dei belgi a primo imperatore d’Europa.

In The Barefoot Emperor il nostos di un fragile monarca alla ricerca di sé stesso e delle radici globaliste del popolo europeo si complica sul filo del surreale in una distopia politica che mette sotto accusa i rischi attualissimi del sovranismo nel Vecchio continente. Immaginando l’alba di una monarchia assoluta con base a Vienna, ideata a tavolino per difendere gli interessi degli europei e i confini degli Stati da un’immigrazione senza regole, Brosens & Woodworth scongiurano a colpi di satira il pericolo di un ritorno agli aggressivi nazionalismi del passato. Peccato che, rispetto a King of the Belgians, l’approccio elegantemente sovversivo dei due registi sia qui troppo eccessivo e frammentario per risultare efficace.

Intanto, la personalità incolore di Nicolas “il silenzioso” sembra aver beneficiato ben poco della recente avventura nei Balcani e dell’esperienza di pre-morte vissuta a Sarajevo. L’inerzia e il senso di inadeguatezza che gli impediscono di reagire al destino che gli altri hanno scritto per lui sono pressoché gli stessi, amplificati semmai dal ritiro sullo sfondo dei suoi consiglieri. L’acuta analogia fra un’Europa divisa a rischio dissoluzione e il fallimento della Jugoslavia multietnica di Tito perde poi spessore quando vengono tirati in ballo confusamente Mussolini e Che Guevara, lama che si credono zebre e indiani che fanno il parmigiano italiano. A dare mordente alla farsa non c’è nemmeno la cinepresa sbilenca di Duncan Lloyd, che nel primo film documentava i momenti più intimi del re restituendogli una leggerezza mai ridanciana. The Barefoot Emperor si rivela, insomma, un’occasione mancata per Brosens & Woodworth: un’operina garbata e poco ardita come il suo re senza corona, sceso dai tacchi per rimanere scalzo più per necessità che per reale convinzione.

Scheda film

The Barefoot Emperor


Regia:
  • Peter Brosens
  • Jessica Woodworth

Interpreti:
  • Peter Van den Begin
  • Lucie Debay
  • Udo Kier
  • Geraldine Chaplin
  • Bruno Georis
  • Titus De Voogdt
Durata: 98 min

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