Il lavoro come ciclo infinito di trauma e sopravvivenza nella serie con Jeremy Allen White
Perché The Bear, giunta alla quarta stagione, è riuscita a lanciare la carriera di Jeremy Allen White (numerosi premi e la recente occasione di interpretare Springsteen sul grande schermo), di Ayo Edebiri e di Ebon Moss-Bachrach (altrettante statuette per entrambi e l’una co-protagonista dell’ultimo Guadagnino, l’altro ne I Fantastici 4)?
Perché attori della levatura di Olivia Colman, Bob Odenkirk e Jamie Lee Curtis si sono prestati con passione come guest star ricorrenti? Ma soprattutto come una serie sulla traballante ascesa di un piccolo ristorante di Chicago è riuscita a conquistare tanti spettatori, mentre imperava agli antipodi la fantascienza teen di Stranger Things?
No, non è (solo) per la moda culinaria che da MasterChef ad Aragoste a Manhattan ha invaso gli schermi, ma è prevalentemente perché The Bear rimane una delle serie che meglio ha saputo rappresentare lo zeitgeist contemporaneo: l’ansia.
La trama di The Bear

Ci si sposta agitati, nevrotici nella tentacolare ruvidezza di una Chicago le cui tensioni emotive emergono con un realismo dal sapore cassavetesiano. Sfasamento disorientante tra il macro mondo della città e il micro ecosistema della paninoteca della famiglia Berzatto, riconvertita a ristorante dopo il suicidio del proprietario dal fratello Carmy (White con il ruolo fisicamente cucitogli addosso).
Il ragazzo, abbandonata la carriera da chef in prestigiosi ristoranti stellati, risolleva il fatiscente locale grazie all’aiuto di un’ambiziosa sous-chef (Edebiri) e dell’amico fraterno Richie (Moss-Bachrach). Ma il lavoro, con le sue nevrosi, diventa solamente un’ossessione per rifuggire l’accettazione di quell’inesplicabile lutto.
Ansia e iper-performatività

Quello che The Bear sembra portare sul piccolo schermo è l’inferno contemporaneo della società della prestazione. Un asfissiante limbo in cui sei vittima e carnefice, oggetto e soggetto del contrappasso nella ricerca di un nuovo inizio attraverso il successo lavorativo.
L’affannarsi iper-performativo (che dal lavoro contagia la sfera privata dei social) diviene quotidianamente un atto di sopravvivenza e di finta rigenerazione, un’altra forma di dipendenza, di oppio che la contemporaneità ha saputo sfruttare per offuscare una reale comprensione del presente.
The Bear (2×6) – Pesci

Così, il meraviglioso episodio Pesci rivela allo spettatore esattamente ciò che Carmy e la sua famiglia cercano di nascondere sotto le comande del ristorante: la complessità dei rapporti umani, una famiglia disfunzionale, un’assenza troppo dolorosa.Una decostruzione caustica del classico Christmas special in cui le grida familiari sono elemento viscerale del sound design.
Qui, in forma di ricordo più che di flashback, torna il rimosso, quelle tensioni più vere e profonde di quelle ai fornelli che mostrano quanto i personaggi siano per lo più esseri spezzati che sostituiscono ai fallimenti emotivi (legittimi, se non vengono negati) il successo lavorativo.
Il protagonista diviene perciò emblematico di un’ansiogena rincorsa iper-performativa che cerca le soddisfazioni lavorative alle quali soggiace, invece, il bisogno di costruire una propria identità, emancipata dalle nevrosi casalinghe.
Dopo l’Inferno, può esserci il Purgatorio?

Fin dalle prime puntate, The Bear ha saputo disarmare uno spettatore che veniva trascinato e imprigionato in quell’ansiogena ripetitività che, tra lavoro («Ogni secondo conta») e relazioni umane, aveva il sentore di una seduta di psicoanalisi collettiva.
Dopo quattro stagioni, però, siamo ancora lì, in quelle cucine da incubo in cui, come Carmy, restiamo paralizzati: incapaci di trovare una via d’uscita o un nuovo inizio. Nella speranza che la quinta annata non ritardi ulteriormente il necessario momento dell’insight emotivo (che la quarta sembra solo aver sfiorato), si sospende il giudizio.
FAQ su The Bear
A cosa fa riferimento il titolo?
The Bear è il nome che Carmy e la brigada danno quando ristrutturano la precedente paninoteca, The Original Beef of Chicagoland.
Quando uscirà la quinta stagione?
Non è ancora stata annunciata la data di uscita, ma la quinta stagione di The Bear è prevista per il 2026.
Dove si possono guardare tutte le stagioni?
Le stagioni di The Bear sono tutte disponibili nel catalogo di Disney+.
