Dopo aver debuttato nel 2020 con Falling-Storia di un padre, Viggo Mortensen torna in veste di autore, regista e attore protagonista in The Dead Don’t Hurt – I Morti non Soffrono.

Un drammatico e toccante western passato dal Toronto Film Festival nel settembre dello scorso anno e presentato alla Festa del Cinema di Roma nella sezione Grand Public.

Prodotto da Talipot Studio, Recorded Picture Company e Perceval Pictures, The Dead Don’t Hurt – I Morti non Soffrono arriverà nei nostri cinema dal 24 ottobre.

The Dead Don’t Hurt: Trama del film di Viggo Mortensen

Siamo nell’America del 1860, quando Vivienne Le Coudy (Vicky Krieps) e Holger Olsen (Viggo Mortensen) si incontrano per la prima volta: lei è una venditrice di fiori franco-canadese; lui, invece, è un ex soldato e falegname emigrato dalla Danimarca. Entrambi si innamorano in poco tempo e decidono di trasferirsi nella cittadina di Elk Flats in Nevada, per dare il via ad un nuovo capitolo della loro vita.

A contrastare l’idillio arriva la guerra civile, che porta Olsen ad arruolarsi come volontario e Vivienne che, rimasta sola, non può fare altro che andare avanti e fronteggiare le attenzioni sgradite del violento Weston Jeffries (Solly McLeod).

Il giovane è figlio del ricco ranchero Alfred Jeffries (Garrett Dillahunt) che, col benestare del sindaco Rudolph Schiller (Danny Huston), spadroneggia sulla città a colpi di pistola.
Al ritorno di Olsen, però, la situazione è cambiata.
Anche dopo aver ritrovato la tranquillità di un tempo, tutto sembra destinato a mutare ancora una volta…

The Dead Don’t Hurt: nel selvaggio west c’è spazio anche per l’amore

L’immagine di un cavaliere che si muove tra gli alberi in sella al suo destriero è la prima cosa che vediamo nel film, prima di essere catapultati all’interno della vera e propria storia.
Una breve parentesi che ritroveremo e che denota la fantasia di Vivienne che da bambina ascoltava storie su impavidi cavalieri.

Per l’immaginario cavalleresco della protagonista femminile, il regista ha affermato di essersi lasciato ispirare dagli stessi racconti che sua madre leggeva in tenera età inserendoli all’interno di un contesto più ampio e articolato. The Dead Don’t Hurt – I Morti non Soffrono è un film stratificato che affronta dramma, sentimenti, potere e vendetta con estrema dignità e umanità, tanto che le interpretazioni dell’intero cast sono rappresentate con la giusta naturalezza senza risultare eccessive – soprattutto nei momenti drammatici.

Viggo Mortensen ci racconta una storia d’amore moderna ai tempi del selvaggio west.
I due protagonisti sono accomunati dalla loro voglia di essere liberi e autonomi, in particolare Vivienne è fin troppo emancipata per le convenzioni sociali dell’epoca.

Lei è una donna artefice del suo destino che porta avanti la sua vita autonomamente senza alcun timore. Quello di Vivienne è certamente un personaggio complesso, carico di coraggio, resilienza e volontà, che dimostra la sua forza sia quando Olsen si arruola a combattere la Guerra di Secessione, che quando subisce l’aggressione da parte di Jeffries.
Dall’altra parte troviamo Olsen, che sembra avere un carattere solitario e talvolta pigro, ma che in fin dei conti si rivela un personaggio carico di valori positivi sia nel rapporto con Vivienne che nella comunità in cui vive.

Al di là della storia d’amore in chiave moderna, The Dead Don’t Hurt – I Morti non Soffrono affronta marginalmente il tema della vendetta senza risultare scontato, ma inserendo lo scontro protagonista vs. antagonista esclusivamente sul finale.
Una scelta – questa – non troppo invadente all’interno della trama, che lascia lo spettatore con un giusto epilogo dolceamaro.

Nonostante le tematiche trattate, Dead Don’t Hurt – I Morti non Soffrono è un western non convenzionale, in cui la violenza è dosata col contagocce, mentre uno spazio ben maggiore è riservato alla relazione amorosa tra Olsen e Vivienne e al ritratto di quest’ultima.

Il genere, però, non è l’unica scelta azzeccata che compie l’autore; infatti, ciò che ci fa mantenere l’attenzione per ben due ore è la struttura narrativa dell’intero film. Partendo dal presente con la dipartita di Vivienne, The Dead Don’t Hurt – I Morti non Soffrono riavvolge il racconto attraverso dei flashback che rivelano non solo la nascita e lo sviluppo della storia d’amore tra i due protagonisti, ma rappresentano anche scorci della società americana dell’epoca (ingiustizie comprese).

Nonostante il film si dilunghi nelle scene dedicate ai momenti più intrisi di sensibilità, anche servendosi di una musica fatta ad hoc, è innegabile che Mortensen è riuscito a raccontare una storia semplice e, allo stesso tempo, ricca di tematiche contemporanee senza cadere nella inutile retorica.