Tra Loach e Bresson, i legami affettivi e le scelte etiche secondo Kore’eda
Hirokazu Kore-eda è un nome da festival: uno di quei registi poco roboanti che in Occidente si incontrano a Cannes o a Venezia e, per i pochi che ancora le leggono, sulle riviste di settore. Ignorato per lo più anche dagli Oscar, è sempre stato etichettato come l’erede di Yasujirō Ozu, forse dimostrando che, in un’epoca dove tiene banco la discussione su un video IA con Brad Pitt e Tom Cruise che si scazzottano, non ci sarebbero molti applausi neanche per il leggendario cineasta giapponese.
Come Ozu, anche Kore-eda abbassa spesso ad altezza tatami la macchina da presa, adottando una postura rispettosa e contemplativa nei confronti di rapporti familiari in cui si addensa silenziosa una materia emotiva ribollente. In Un affare di famiglia questo dispositivo narrativo arriva a una completa sublimazione attraverso un ribaltamento tra Bresson e Loach che gli valse la Palma d’oro nel 2018.
La trama di Un affare di famiglia

Già la sequenza iniziale apre una traiettoria parzialmente inattesa.
Un bambino con fare sospetto si aggira tra gli scaffali di un supermercato, mentre il padre sembra analizzare i prodotti in cerca degli alimenti migliori da comprare. Poi la ritualità scaramantica di alcuni gesti, sguardi d’intesa e piccoli furti sembrano rimandare a Pickpocket, mutando l’arte del borseggio da gesto narcisistico di astrazione morale a collante familiare.
Una numerosa famiglia, non biologica, ma di elezione, vive così di espedienti ai margini della società di Tokyo, allargando il proprio nucleo quando si imbattono in una bambina visibilmente maltrattata e trascurata. L’equilibrio precario, tuttavia, inizia a sfaldarsi, portando alla luce segreti e verità opportunistiche, tanto da mettere in discussione anche i gesti più caritatevoli.
Famiglia d’elezione e decisioni etiche

La famiglia protagonista della pellicola di Kore-eda non giudica i propri membri e non tenta di elevarli, ma li elegge proprio in quanto ultimi tra gli ultimi. La dolcezza infusa in questa affinità li stringe attorno all’etica di fare ciò che in quel momento è necessario per la loro sopravvivenza. Una sopravvivenza al plurale che racchiude l’essenza di un affetto non genealogico, non di sangue, ma volontariamente comunitario.
Il film si sottrae però a ogni spicciola retorica grazie a un’amoralità speculare (anticipando quella di Parasite di un anno) che attraversa tutti i personaggi adulti. Un’ampia zona grigia fatta non solo di slanci autentici, ma anche di molti compromessi di dubbia etica, in cui i piccoli (eccezionale estro nel dirigere i bambini come dimostrerà, non da ultimo e soprattutto, lo splendido L’innocenza) divengono inconsapevole specchio rivelatore della loro ambiguità.
La tenerezza degli ultimi

Se l’autore nipponico si è spesso detto debitore di Ken Loach (piuttosto che di Ozu) – e qualcosa gli si può pur concedere al riguardo, soprattutto nell’attenzione ai microcosmi (più che) proletari e alle esistenze “marginali” che li abitano – Kore-eda mantiene un gusto della misura, un’atmosfera minimale profondamente giapponese che rifiuta la tensione rabbiosa di classe (presente anche in Bong Joon-ho).
Un affare di famiglia, come scriveva il compianto Goffredo Fofi, è infatti un film sulla tenerezza; una tenerezza non candida, ma contaminata piuttosto dalla necessità. Sembrando (forse solo in apparenza) privo di ideologie, il film non diviene mai una critica caustica, ma compie un dolce slittamento emotivo incentrato su un gruppo di persone a cui non riserva alcuna assoluzione, né condanna.
Lontano dal clamore e dallo shock ricercato, il cinema intimo di Kore-eda rivela spesso più in profondità l’irriducibile ambiguità dell’umano a partire dal suo nucleo fondamentale: la famiglia.
FAQ su Un affare di famiglia
Chi sono gli attori protagonisti del film?
Gli attori principali sono Lily Franky e Sakura Andō, i quali interpretano i genitori della famiglia.
Dove si può guardare Un affare di famiglia?
Un affare di famiglia è disponibile in streaming su MUBI.
Qual è l’ultimo progetto di Hirokazu Kore-eda?
L’ultimo film girato da Kore-eda è L’innocenza del 2023, ma nel 2025 è in uscita per Netflix la sua mini-serie Asura.
