Monica Vitti oggi compie 90 anni. A lei, alla sua incredibile figura di donna ed attrice, a ciò che ha saputo significare per il cinema e la società italiana, il regista Fabrizio Corallo ha dedicato Vitti d’Arte, Vitti d’Amore, documentario che ripercorre la vita e la carriera di questa donna straordinaria.
Ciò che questa attrice capace di confrontarsi con ogni testo per più di quarant’anni di carriera è sicuramente uno dei volti più amati della nostra settima arte.

In Vitti d’arte, Vitti d’amore seguiamo Monica Vitti agli inizi da 14enne timida, impacciata e piena di dubbi che sul palco trovò la sua dimensione mentre l’Italia era scossa dai bombardamenti, poi eccola nei primi anni presso l’Accademia di Silvio D’Amico dove cominciò il suo percorso ed eccola cambiare il nome per necessità artistica…vi è tutto questo, vi è la sua fragilità e il suo sorriso.

A raccontarci il suo percorso artistico che la fece incrociare con un maestro del calibro di Sergio Tofano, per poi diventare la musa e compagna di un genio come Michelangelo Antonioni, non sono solo i filmati di cineteca, le interviste che concedeva con il sorriso generoso e ad un tempo timido, o le recensioni dell’epoca e i filmati di backstage dell’Italia che fu. Qui abbiamo le testimonianze di personaggi come Gigi Proietti, Alberto Sordi, Paola Cortellesi, Micaela Ramazzotti, Enrico Vanzina, Giancarlo Giannini, Michele Placido, Carlo Verdone, Gloria Satta, tutti uniti nel parlarci di una donna che oltre che bellissima in modo unico e particolare, fu anche capace di rompere ogni equilibrio.

Prima di Monica Vitti, le attrici italiane erano ex Miss Italia, erano donne fatali o procaci, sex symbol o regine di una dimensione attoriale che in fondo, forse solo la Magnani era riuscita a scalfire nella monotematicità maschilista e paternalistica.
Monica Vitti invece, dopo aver raccolto tanto successo con Antonioni fino a diventare il volto dei drammi esistenziali e borghesi che rivoluzionarono l’autorialità italiana, impresse una svolta totale alla sua carriera mettendo in mostra un talento comico incredibile.
La sua versatilità, la sua incredibile capacità di essere ad un tempo sopra le righe ma anche umanissima, di piacere al pubblico maschile e femminile, ne fecero la quinta colonna dei “colonnelli” del cinema italiano (gli altri quattro erano uomini: Sordi, Gassman, Tognazzi e Manfredi).

Insieme alla luminosa carriera, in Vitti d’arte, Vitti d’amore emerge il lato artistico più intimo e nascosto di Monica Vitti. Le piccole “furbizie da set”, il suo incredibile talento per il tempo comico, la professionalità che si univa ad una leggerezza ed umanità sconfinate.
Il documentario di Corallo, elegante, rispettoso e mai retorico, celebra la grande Monica, coniuga dimensione artistica e dimensione umana di quella che fu per tutti la ragazza con la pistola.