Tra i titoli maggiormente attesi in corsa per l’ambitissimo Leone d’Oro a questa 83° edizione della Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia v’è indubbiamente Wild Horse Nine, ultima fatica del regista, sceneggiatore e drammaturgo irlandese-britannico Martin McDonagh, che proprio nella suggestiva cornice del Lido ha già ottenuto numerose soddisfazioni, vincendo per ben due volte il Premio Osella alla Miglior Sceneggiatura (nel 2017 per Tre Manifesti a Ebbing, Missouri e nel 2022 per Gli Spiriti dell’Isola).
Sarà riuscito anche questa volta a regalare al suo pubblico un prodotto di tutto rispetto? Presto detto.
Wild Horse Nine: la trama

La storia messa in scena in Wild Horse Nine, dunque, è quella degli agenti della CIA Chris (impersonato da uno straordinario John Malkovich) e Lee (Sam Rockwell, già vincitore, proprio grazie a Tre manifesti a Ebbing, Missouri, del Premio Oscar al Miglior Attore non Protagonista), i quali, poco prima del colpo di stato cileno del 1973, vengono mandati dal loro capo MJ (Steve Buscemi) sull’Isola di Pasqua. Qui i due uomini avranno modo di riflettere sul proprio presente e sul proprio passato, e l’incontro con due studentesse ribelli e sfrontate li porterà a vivere importanti imprevisti. Come andrà a finire?
Da una penna di talento…
Già dai primissimi minuti di Wild Horse Nine, dunque, ci rendiamo conto che quello che vedremo sul grande schermo ci regalerà circa due ore di sane, gustosissime risate (il personaggio di Chris è, in tal senso, particolarmente dissacrante e perfetto nelle sue interazioni con l’altrettanto riuscito personaggio di Lee). Eppure, da buon sceneggiatore che si rispetti, Martin McDonagh ci ha regalato con questa sua opera anche una profonda e mai banale riflessione sulla colpa, sul passato oscuro che ognuno di noi inevitabilmente ha alle proprie spalle, ma anche, più in generale, sulla natura stessa dell’essere umano e sul senso della vita. Il tutto, senza mai scadere in una pericolosa retorica.
Lontani dal mondo

Particolarmente azzeccate, in tal senso, sono le ambientazioni che il regista ha scelto per questo suo Wild Horse Nine. Proprio come era stato per Gli Spiriti dell’Isola, infatti, anche qui i nostri protagonisti si trovano su di un territorio apparentemente lontano dal caos delle grandi città, in una sorta di limbo, di non luogo che, sebbene molto meno cupo rispetto a quello mostratoci nel precedente lungometraggio, costringe i personaggi a un inevitabile confronto con sé stessi e con chi sta loro vicino e che con i suoi ampi spazi aperti e soleggiati e le sue leggendarie statue Moai (guai a chiamarle indigene!) sta inevitabilmente a trasmettere, talvolta, anche un forte senso di spaesamento e di agorafobia.
Ulteriori conferme
Forte di un cast robusto comprendente delle vere e proprie leggende della settima arte e, come già menzionato, di una sceneggiatura di ferro, dunque, Wild Horse Nine può essere a tutti gli effetti considerato un’ulteriore conferma dello straordinario talento di Martin McDonagh, il quale, a sua volta, pur attingendo per certi versi a piene mani da quanto realizzato in passato (impossibile non pensare, in determinati momenti, al cinema dei fratelli Coen, con tanto di scene dal grande effetto catartico che vanno a coronare la storia raccontataci), ha saputo mantenere molte delle caratteristiche tipiche del suo cinema, declinandole in una nuova opera che, in modo innovativo, ancora una volta ci racconta il complesso, imperfetto e affascinante genere umano.
FAQ su Wild horse nine

Quando è stato presentato Wild Horse Nine in anteprima mondiale?
Wild Horse Nine di Martin McDonagh è stato presentato in anteprima mondiale in concorso all’83° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia.
Quando e dove è ambientato Wild Horse Nine?
Wild Horse Nine è ambientato nel 1973, poco prima del colpo di stato cileno, sull’Isola di Pasqua.
Quante volte è stato alla Mostra del Cinema di Venezia Martin McDonagh?
Fino al 2026, Martin McDonagh è stato ben tre volte alla Mostra del Cinema di Venezia: nel 2017 con Tre Manifesti a Ebbing, Missouri, nel 2022 con Gli Spiriti dell’Isola e nel 2026 con Wild Horse Nine.
