Avevo voglia di raccontare una storia d’amore, anche se in fondo la vicenda si chiude con un velo di tristezza. Nessuno dei protagonisti è felice, ognuno vorrebbe qualcosa che non ha, ognuno continua a nutrire rimpianti e insoddisfazioni. Insomma, gli aspetti drammatici ci sono, nonostante il tono sia da commedia. Ho pensato a certi film di Vittorio De Sica, di Pietro Germi e di Federico Fellini, ma anche a Godard e a Truffaut. Nella vita reale è molto difficile che queste relazioni possano esistere e soprattutto proseguire tranquillamente nel tempo. Non ci si riesce in due, figuriamoci in tre. Al cinema, però, è diverso, si può immaginare una situazione in cui una coppia tenta di trovare il proprio equilibrio proprio grazie a una terza persona.

Woody Allen, intervistato da Fulvia Caprara per La Stampa

Trentanovesima pellicola e quarta consecutiva girata da Woody Allen al di fuori degli Stati Uniti,  Vicky Cristina Barcelona racconta l’irrazionalità dell’amore in situazioni sorprendenti e bizzarre. E’ un film sulle contraddizioni dell’animo umano e sulle passioni che mettono alla prova caratteri molto differenti tra loro.

E’ la prima volta che il regista newyorkese dirige in terra spagnola e, nonostante non dipinga Barcellona con la stessa mano sapiente con cui ritrae la Grande Mela, porta sul grande schermo tutta l’arte, la musica e i colori della città iberica che omaggia a partire dal titolo della sua opera.  

La carta vincente di  questa commedia drammatica è il cast. Penelope Cruz, Scarlett Johansson e Javier Bardem  incarnano superbamente i personaggi ideati da Woody Allen e ci donano delle performance straordinarie, tanto che l’attrice spagnola si è aggiudicata l’ Oscar come miglior attrice non protagonista nel 2008.  

Tutto in questi novanta minuti funziona alla perfezione. La penna sapiente del regista americano descrive i vari aspetti della vita senza banalità e con l’ironia che lo contraddistingue. La sua scrittura dolce amara stizza l’occhio a Truffaut con l’utilizzo della voce fuori campo che accompagna lo spettatore in questo viaggio a Barcellona.  Nonostante a volte possa risultare un po’ didascalica e troppo presente, insieme alla a colonna sonora è una trovata fondamentale per dare fluidità al racconto e un ritmo caliente.

Vicky Cristina Barcelona: trama

Un pittore spagnolo, Juan Antonio (Javier Bardem) conosce due turiste americane, Vicky (Rebecca Hall) e Cristina (Scarlett Johansson). La prima è una ragazza tranquilla in procinto di sposarsi, la seconda in cerca di avventure. Quando Vicky si trova costretta a passare del tempo da sola con Juan Antonio, scopre dei sentimenti che credeva impossibili. Nel frattempo, Cristina si lancia in una relazione molto passionale con l’artista, ma tutto viene stravolto dall’arrivo inaspettato di Maria Elena (Penélope Cruz), la ex di Juan Antonio.
La donna soffre di evidenti problemi di depressione e disturbi mentali. Dopo aver tentato il suicidio cerca  conforto nel pittore, impegnato però con Cristina. La gelosia la porterà a scenate e azioni estreme, prima di intraprendere una strana relazione a tre.

Amore, gelosia, trasgressione e follia: questi sono gli elementi chiave della ballata degli stereotipi diretta da Woody Allen.  
L’eterno incontro-scontro tra uomo e donna viene messo in scena con una regia ricca di primi piani, brevi dissolvenze e da stacchi improvvisi; tecniche inusuali per il premio Oscar che ci mostra come tutte le certezze della vita possono crollare e le attitudini possono mutare.

Si diverte a insinuare il dubbio, astenendosi da esprimere giudizi morali a suon di colpi di scena. Come al solito, l’umorista americano mescola divertimento e malinconia e descrive il rapporto tra i due sessi con un certo tocco di freddezza. Così come l’amore tra i personaggi del film è accattivante e deludente, la pellicola è allo stesso tempo vivace e sconfortante.

Quest’opera è figlia del pessimismo cosmico di Woody Allen, ma anche della sua maturità umana e registica. L’irrazionalità dell’amore viene messa in scena con una serie di imprevedibili folli eventi. L’alchimia d’amore dei protagonisti è stata brillantemente scritta dal re della commedia. Ma è grazie alla sua macchina da presa che viene esaltata. I volti e le azioni dei personaggi vengono ripresi in primo piano, da vicino; al  massimo con piani americani.

A queste immagini intime, il regista alterna inquadrature ampie che mostrano i paesaggi e l’urbanizzazione spagnola. Allen ci descrive le sfumature dell’animo umano e, la fotografia alterna chiaro-scuri funzionali alla storia. Degni di nota sicuramente anche i costumi, in particolare quelli di Maria Elena, che enfatizzano il suo carattere sopra le righe.

Vicky Cristina Barcellona, in fondo, tratta dei temi largamente esplorati sia dalla cinematografia mondiale che dallo stesso Woody Allen. Ma quello che lo rende un grande film è il mix tra scrittura sapiente e cast eccellente.  In bilico tra commedia romantica e dramma, la pellicola è stata uno dei migliori successi al botteghino del regista. Certamente il merito va anche al tema dell’eros che, da sempre, attira curiosità e scalpore. Il bollente bacio saffico tra Penelope Cruz e Scarlett Johansson avrà sicuramente avuto il suo peso nel gradimento da parte del pubblico della trentanovesima opera del genio della commedia.  Ma ciò che rende amabili questi novanta minuti sono i personaggi e le situazioni mai ripetitive e pesanti.

Inizialmente il film doveva essere girato a San Francisco, ma la città di Barcellona mise a disposizione due milioni di euro per pagare i costi di produzione, e così  Woody Allen decise di girare quasi l’intero film in Spagna. Il regista ha affermato che Javier Bardem è stato la sua prima e unica scelta. Aveva pensato a lui già in fase di scrittura.

L’attore, in compenso, ha dovuto prendere la patente per poter realizzare le scene in auto di Vicky Cristina Barcellona.  E, a proposito di qualche curiosità sulla pellicola, lo storico doppiatore spagnolo di Woody Allen,  Joan Pera, appare in un breve cameo. Invece, i bellissimi dipinti che appaiono nel film, sono del pittore catalano Augusti Puig.

Con Vicky Cristina Barcellona Woody Allen ci dice che per lui l’amore fedele ed eterno non esiste. Tranne che quello per il cinema. Nonostante abbia quasi quaranta film alle spalle, non si stanca mai di stupire e di raccontare nuove storie e nuove terre, con il suo occhio critico e l’humor che lo hanno reso il maestro di cinema che è.