Sarebbe banale cominciare un articolo incentrato sul leggendario personaggio di Rossella O’Hara citando la frase “Domani è un altro giorno”. Però, diciamoci la verità, chi è che non ci ha pensato, nel momento in cui ha letto anche solo il titolo di questo testo?

Ad ogni modo, la nostra Rossella O’Hara (Scarlett O’Hara nella versione originale), straordinaria protagonista prima del romanzo di Margaret Mitchell Via col Vento (1936), poi dell’omonimo film di Victor Fleming del 1939 (dove per l’occasione è stata impersonata dall’attrice britannica Vivien Leigh), è entrata a tal punto nell’immaginario collettivo che persino chi non ha mai letto il romanzo della Mitchell o chi non ha mai visto il film di Fleming ha avuto modo di “conoscerla”, o comunque ha sentito diverse volte nel corso della vita pronunciare il suo nome.

Come mai il personaggio di Rossella O’Hara è passato alla storia?

Cos’ha di diverso questa donna rispetto alle numerose altre eroine del cinema e della letteratura che tanti lettori e altrettanti spettatori facevano sognare all’epoca? Presto detto.
La nostra Rossella, dunque, è (apparentemente) una classica giovane donna dei Sud degli Stati Uniti d’America, non immune alle numerose difficoltà derivate dalla Guerra di Secessione. Apparentemente, perché, a differenza di molte altre sue coetanee, la ragazza è molto più istruita, intraprendente e per nulla interessata ad adeguarsi alle convenzioni dell’epoca e a ciò che la società è sempre pronta ad aspettarsi da lei.

Inizialmente viziata, capricciosa e civettuola, Rossella O’Hara è follemente innamorata del suo vicino di casa Ashley Wilkes (nel film impersonato da Leslie Howard), già promesso sposo di sua cugina Melania Hamilton (Olivia de Havilland), e non si fa problemi a esternargli il suo amore.

Un amore impossibile, a quanto pare, dati i principi morali di Ashley. Eppure, tale esplicita dichiarazione – cosa assai inusuale per l’epoca – verrà inavvertitamente ascoltata dal ricco scapolo Rhett Butler (Clark Gable), che, notando l’intraprendenza della donna, si innamorerà di lei, finendo per diventare una figura a dir poco centrale nella sua vita per molti e molti anni a venire.

Interessante notare come il personaggio di Rossella O’Hara si sviluppi nel corso della storia: se, infatti, come già menzionato, la ragazza si presenta fin da subito come piuttosto vanitosa e frivola, ecco che ben presto, sia in seguito allo scoppio della guerra che in seguito a numerosi drammi personali, ella tira fuori un carattere e una personalità decisamente fuori dal comune, facendosi addirittura carico della sua famiglia e della loro tenuta Tara, senza paura di lavorare duramente, né di soffrire la fame e ogni tipo di indigenza.

Siamo d’accordo: la nostra Rossella O’Hara non è assolutamente un’eroina priva di macchia. Al contrario, nonostante il passare degli anni, la donna mantiene comunque la sua indole capricciosa e all’occorrenza opportunista, ostinandosi a rincorrere sogni impossibili, al punto da non riuscire più a vedere ciò che conta realmente nella propria vita o addirittura da ingannare persone che, in realtà, le vogliono bene (e a cui lei stessa vuole molto più bene di quanto possa credere). Dove la porterà questa sua indole? A chi non ha visto il film o non ha ancora letto il libro, il piacere di lasciarsi sorprendere.

In Via col Vento di Victor Fleming, Rossella O’Hara è stata magistralmente impersonata, come già menzionato, da Vivien Leigh (che per questa sua performance si è addirittura aggiudicata un Premio Oscar), e oggi ci sembra praticamente impossibile pensare alla nostra eroina con un volto diverso dal suo. Eppure, nonostante ciò, non si contano le attrici che inizialmente erano state pensate per il suo ruolo (alcune fra tutte, Katharine Hepburn, Bette Davis e Paulette Goddard). La grande Vivian, britannica, non era stata inizialmente considerata adatta al ruolo, proprio a causa delle sue origini. Eppure, in seguito a un provino avvenuto il 25 dicembre 1938, finalmente non v’è stato più bisogno di cercare altrove. Tutto il resto è Storia.