A Quiet Place 2 è finalmente arrivato nelle sale, ed ha ancora più da dire nell’era della pandemia.
Scritto e diretto da John Krasinski, con Emily Blunt e Cillian Murphy sullo schermo, il sequel silent-scare è pieno di suspense e tensione, anche se non dipende tanto dal primo film del 2018 quanto si potrebbe pensare.

Originariamente programmato per marzo 2020, A Quiet Place 2 era a pochi giorni dall’uscita nelle sale americane quando il covid ha fatto saltare tutti i piani. Più di un anno dopo, il seguito di uno degli horror più apprezzati degli ultimi anni riporta le persone nelle sale, con la speranza di poterci ritornare sempre più sereni man mano che il tempo passa.

Il film ci proietta ancora in un mondo dove gli alieni, al contrario di molti umani, sono ottimi ascoltatori, rendendo letale persino il suono più esile. Emily Blunt ritorna sulla scena, ammaccata e tremante come una mamma post-parto, in difficoltà persino nel camminare. Lo si legge nei suoi occhi il dolore straziante, così come la forte determinazione di sopravvivere e di mantenere i suoi figli al sicuro. Millicent Simmonds veste nuovamente i panni della figlia sorda, volenterosa nel trasformare il suo svantaggio in un punto di forza, accompagnata da Noah Jupe che invece interpreta il piccolo fratellino. In una scelta di casting a dir poco azzeccata, Cillian Murphy sostituisce John Krasinski come nuova figura paterna. Sarà l’aura di fascino che Peaky Blinders ha donato a quest’attore, ma Murphy porta sulla scena un’enorme quantità di tensione solo facendosi vedere. L’aspetto enigmatico e di difficile lettura lo pone all’esatto opposto di Krasinski, padre più canonico che ispira fiducia.

Come nel primo film, il sound design è fondamentale e sviluppato in modo brillante. A partire dall’apertura caotica, il film oscilla abilmente tra rumorosa carneficina e silenzio pungente. Trattandosi di un film che fa del suono (e della sua assenza) un punto chiave, l’attenzione dedicatagli è notevole. La fotografia di Polly Morgan si sposa perfettamente con il suono ambientale e la musica, infilandosi con le inquadrature di una regia spregiudicata anche nei punti più tetri.

Sebbene concepiti ben prima della pandemia, il primo ed il secondo capitolo di A Quiet Place hanno assunto una nuova risonanza nell’era covid. Anche in questo caso, un cataclisma non meglio identificato ha inginocchiato tutto il mondo, travolgendo e trasformando le vite di miliardi di persone. Abituata ad essere rinchiusa nella sua bolla, la famiglia protagonista compie i suoi primi timidi passi avventurandosi fuori, strisciando in un mondo affetto dalla presenza di mostri pericolosi, ben visibili ad occhio nudo nel caso del film.

Questo film, rispetto al primo, fa uso di una più ampia gamma di ambienti e d’idee per alimentare la tensione. L’epilogo è tale da lasciar persino intravedere la possibilità di un A Quiet Place 3, magari con creature ben più spaventose e mutate. Alla fine dei conti, è un sequel che rispetta le attese, approfondendo l’universo presentato nel primo film in modo divertente. Al netto di un film meno spaventoso del precedente, Krasinski riesce comunque ad intrattenere con uno spettacolo ben congeniato, avvincente e a tratti toccante. Un sequel per nulla silenzioso che non può fare a meno d’incuriosirci sul futuro della saga.