Capelli a scodella e grinta da vendere, Fantaghirò è l’eroina coraggiosa e intraprendente interpretata da Alessandra Martines che dal 1991 allieta i salotti della case italiane durante le feste natalizie.
L’appuntamento con la miniserie è diventato una tradizione che passa da generazione in generazione. Natale, ormai, non è solo terreno di scontro tra team pandoro e team panettone…ma è quel periodo dell’anno in cui salta fuori la competizione tra fans di Tarabas e fans di Romualdo, con tanto di immancabili meme.

Se non avete idea di cosa stiamo parlando, probabilmente o siete molto molto giovani o venite da una galassia lontana lontana…Perchè è praticamente impossibile non aver mai sentito nominare Fantaghirò.

Questa serie è un fenomeno generazionale della televisione commerciale senza precedenti. Tra foreste incantante, regni lontani e prove da superare, la saga ci ha fatto sognare. Divertire. A tratti anche spaventare.

Prima di metterci sul divano a mangiare torroncini e a gustarci l’annuale rewatch natalizio della saga di questo dicembre 2023, noi di Cabiria  vi raccontiamo qualche aneddoto sul cult fantasy di Lamberto Bava. E, se ci fosse qualcuno in tutta la penisola che non sapesse dell’esistenza di Fantaghirò, siamo sicuri che cattureremo la sua curiosità.

Verso la vittoria! La voglio e l’otterrò!

Fantaghirò

Fantaghirò nasce  da un’idea di Lamberto Bava in collaborazione con lo sceneggiatore e produttore Gianni Romoli.
Si ispira alla fiaba Fanta-Ghirò, persona bella contenuta nelle Fiabe italiane raccolte da Italo Calvino, rielaborazione di una novella montalese inserita da Gherardo Nerucci nelle sessanta novelle popolari montalesi, edite nel 1880. La fiaba è lunga appena quattro pagine e lo sceneggiatore le ha utilizzate come spunto per la stesura del primo capitolo del franchise. Incredibile che da così poche parole, siano nati ben 5 film!  

Inizialmente doveva essere un unico lungometraggio, ma i costi di produzione furono eccessivi, così divenne una miniserie. Il titolo pensato originariamente era  La Grotta dalla Rosa d’oro.
In realtà, è così che si intitola nell’edizione inglese, The Cave of The Golden Rose e in quella francese, La Caverne de La Rose d’Or.

Fantaghirò detiene il record della serie televisiva più venduta al mondo (prima dell’avvento delle piattaforme streaming): 44 Paesi esteri hanno vissuto le avventure fantasy della principessa guerriera. Il segreto del successo è sicuramente quello di aver affrontato tematiche importanti e ancora attuali in chiave fantastica, ma soprattutto quello di avere una protagonista insolita, forte e temeraria che, per dimostrare il suo valore, deve fingersi uomo.
Fantaghirò è un’icona di emancipazione femminile.

La serie mescola elementi fiabeschi, magia e avventure epiche, con spettacolari scenografie e costumi. Il successo del primo film ha portato alla realizzazione di diverse continuazioni, tra cui Fantaghirò 2 (1992), Fantaghirò 3 (1993), Fantaghirò 4 (1994), e Fantaghirò 5 (1996).
La serie è diventata popolare per la sua combinazione di elementi fantastici, umorismo e avventura, rivolgendosi a un pubblico di tutte le età.

Le storie della principessa indipendente rappresentano un’esperienza cinematografica divertente e coinvolgente, particolarmente adatta a chi è alla ricerca di un viaggio incantato nel mondo delle fiabe con una nota di ribellione e determinazione.

Fantaghirò: l’incipit

In un medioevo immaginario, due regni si contendono il potere da secoli in una guerra estenuante. Fantaghirò (Alessandra Martines) è la più giovane delle figlie del re (Mario Adorf) che tanto desiderava un erede maschio. Dopo la sua nascita tenta di ucciderla sacrificandola alla Sacra Bestia nella Grotta della Rosa d’Oro. Un fulmine scagliato dalla Strega Bianca, però, distrugge la spada con cui il re stava per eliminarla. La piccola viene ricondotta al castello e, crescendo, si rivela un maschiaccio testardo dall’indole ribelle. Vuole occuparsi di mansioni che di solito nel regno sono riservate alle figure maschili, come leggere e usare le armi. L’intemperanza di Fantaghirò torna a manifestarsi quando viene promessa sposa a un principe sconosciuto. Lei rifiuta l’anello e viene bandita dal castello. Si rifugia nella foresta dove incontra quello che sarà il suo maestro di scherma e di vita: il Cavaliere Bianco.

Grazie a lui sviluppa l’abilità nel maneggiare le armi e la destrezza di un’amazzone. Un giorno, istigata dal suo maestro, Fantaghirò scocca una freccia verso il sole, ma quasi colpisce Romualdo (Kim Rossi Stuart), il giovane re del regno nemico che per caso passava là vicino. Temendo un agguato, oltrepassa il confine per inseguire la ragazza. I due si rincorrono e in un gioco di sguardi in cui si intravedono a malapena, scocca il colpo di fulmine.

A seguito di quella freccia, inizieranno le avventure della principessa dalla spada veloce e il cuore grande. La serie può essere criticata per la sua semplicità narrativa e la tendenza a seguire schemi narrativi prevedibili tipici delle fiabe. Alcuni possono trovare la trama e i dialoghi troppo orientati a un pubblico giovane, mentre altri apprezzano proprio questo tono leggero e favolistico. Gli effetti speciali nella serie sfioravano la fantascienza per l’epoca e rendevano innovativo questo prodotto televisivo. Il talento del regista  Lamberto Bava (figlio del celebre Mario) emerge non solo nell’intuizione e creazione della trama, ma proprio per la messa in scena “artigianale” che scorre nel suo sangue.  

Prima di imparare a colpire, devi imparare a difenderti!

Il Cavaliere Bianco

Perché amiamo così tanto Fantaghirò?

Di questo scricciolo di donna dagli assurdi capelli amiamo e invidiamo diverse qualità:

1. Coraggio e Determinazione: Fantaghirò è nota per la sua grande determinazione e coraggio. Affronta avventure pericolose e situazioni difficili con un spirito indomito, dimostrando una forza interiore notevole.

2. Indipendenza: A differenza dei tradizionali stereotipi delle principesse, Fantaghirò è indipendente e spesso sfida le aspettative sociali. Non teme di prendere iniziative audaci per perseguire i suoi obiettivi.

3. Abilità Marziali: Fantaghirò è un’abile combattente e spadaccina. Le sue abilità marziali sono spesso cruciali per affrontare minacce e nemici, sottolineando il suo lato guerriero.

4. Amore per la Giustizia: Il personaggio è spesso motivato da un forte senso di giustizia. Combatte per il bene e si schiera dalla parte dei più deboli, diventando un simbolo di altruismo e nobiltà d’animo.

5. Trasformazioni: Nel corso della serie, Fantaghirò attraversa varie trasformazioni, aggiungendo un elemento magico alla sua storia. Questi cambiamenti contribuiscono a sviluppare ulteriormente il suo personaggio.

6. I suoi pretendenti: che si tratti di Romualdo, Tarabas o fantomatici pirati, Fantaghirò è indubbiamente corteggiata e amata da uomini interessanti!

7. Ci fa fare un salto indietro nel tempo: è un dato di fatto, riguardare questa serie è un’iniezione di nostalgia anni Novanta che ci catapulta ai tempi spensierati della nostra infanzia.

Fantaghirò: i villains

Gli antagonisti nella serie contribuiscono a creare una varietà di sfide Fantaghirò, aggiungendo dimensioni diverse alla trama e mantenendo l’interesse degli spettatori.
I villains della saga sono stravaganti e magnetici, tra cui nell’immaginario spicca la Strega Nera di Brigitte Nielsen dai costumi memorabili. Alcuni degli antagonisti principali sono:

– Il Maligno/Il Negromante, un nemico ricorrente nella serie, è spesso la forza oscura dietro le minacce che Fantaghirò deve affrontare. Maghi malvagi e creature oscure sono spesso legati a questo antagonista.

-Il Re Cattivo/Il Principe Nero: In alcune puntate, ci sono re malvagi o principi oscuri che cercano di conquistare regni o sottomettere la popolazione.

– Strega Nera/Regina Malvagia: una figura comune nelle storie fantasy, rappresenta spesso un’antagonista che usa la magia per ottenere il potere o per mettere in atto piani oscuri

-Nemici Locali: oltre ai nemici sovrannaturali, Fantaghirò affronta anche avversari umani. Questi possono essere signori della guerra, mercenari o altri personaggi con interessi contrari ai suoi.

– Creature Magiche:  draghi o creature mitologiche che si ergono come ostacoli per Fantaghirò.

Come finisce Fantaghirò?

La saga di Fantaghirò si conclude con il quarto film. Fantaghirò 5 è l’inizio di una trilogia che non è mai stata portata a termine, in cui la protagonista gira per diversi mondi paralleli per poi ritornare nel suo regno da Romualdo. In effetti, i veri fans del franchise odiano l’ultimo capitolo! Ma c’è un motivo dietro a tanta incompiutezza…ovvero la scelta di Kim Rossi Stuart di non voler più calarsi nei panni del re dopo il secondo film. Questo è uno dei motivi per cui nacque, dal terzo film, il personaggio di Tarabas (interpretato dall’affascinante e tenebroso modello australiano Nicholas Rogers).

Gli autori nel terzo capitolo chiesero a Kim Rossi Stuart di dare un incipit alla storia, per poi poterla proseguire senza la sua presenza. Lui accettò e in una settimana girarono le sue scene, ovvero l’inizio in cui si trasforma in pietra e il finale del risveglio con il bacio. Gli sceneggiatori si adeguarono alla volontà dell’attore e furono costretti a scrivere la tanto odiata pagina nera nella storia di Fantaghirò: il tradimento.

Romualdo non poteva morire, soprattutto se la sua dipartita non potesse essere mostrata al pubblico…perciò, si optò per una nuova trilogia di cui, però, abbiamo visto solo la prima parte, Fantaghirò 5.  La storia avrebbe dovuto avere un sesto e un settimo film.

Nel sesto, l’idea di Gianni Romoli era quella di far viaggiare Fantaghirò attraverso diversi mondi paralleli. Uno di questi, sarebbe stato il nostro negli anni duemila… scelta sicuramente interessante! Fantaghirò 7,  invece, sarebbe stato quello conclusivo con la protagonista che, finalmente, rientra nel suo regno. Però, si sarebbe ritrovata in una dimensione parallela: un regno medievale in cui i due regnanti, Fantaghirò e Romualdo, erano diventati malvagi facendo soffrire la popolazione.  La Fantaghirò-cattiva uccide Romualdo-cattivo e Fantaghirò-buona tenta di smascherare l’altra col fine di riportare il regno nella sua vera dimensione. Possiamo dirlo, un finale decisamente contorto, ma allo stesso tempo affascinante. Sicuramente migliore, comunque, della non-conclusione di Fantaghirò 5 che lascia sempre con l’amaro in bocca.

Negli ultimi anni si era parlato di un reboot della serie, ma fortunatamente il progetto è stato accantonato.
Quel che nasce negli anni novanta, deve restare negli anni novanta?
Forse…ma il nostro amore per Fantaghirò è legato a quella fotografia improbabile, a quei mostri artigianali, a quelle pietre-parlanti-boomerang che emozionavano come nessun effetto contemporaneo in visual fx potrebbe fare.
Ed è così tenero poter tornare a guardare quella paladina in calzamaglia con gli stessi occhi di quando eravamo bambini. Perchè per molti di noi, la magia del Natale è anche Fantaghirò!