“E pensare che all’inizio erano solo corse in tangenziale…”.
Questa battuta circola da anni ed anni tra il pubblico e la critica ed in fondo è un modo affettuoso per sottolineare come quella saga iniziata 20 anni fa, sia diventata col tempo qualcosa di assolutamente diverso e incredibilmente mastodontico rispetto agli inizi, quando al massimo si mostravano motori truccati, luci al neon sotto le macchine e birre Corona.
Le birre Corona (main sponsor a suo tempo) sono rimaste, il resto è cambiato quasi del tutto: alcuni personaggi se ne sono andati, altri si sono aggiunti, le macchine si sono fatte sempre più grandi e veloci, i nemici si sono moltiplicati, così come le linee narrative e la CGI.
Le premesse di Fast & furious 9 – The fast saga erano enormi: si parlava di superare addirittura i fasti e l’adrenalina offerta dagli ultimi due episodi, mettendo altra benzina nel motore grazie a John Cena, new entry fraterna di Toretto, nonché con la ricomparsa di Han e naturalmente il perdurare di Cipher, una delle villain tra le più azzeccate degli ultimi anni.
Vecchia squadra, nuove sfide, nuovi inseguimenti e mezzi, nuove battaglie….stessa energia? No.
La realtà è cheFast & furious 9 – The fast saga è senza ombra di dubbio il peggior film della saga fino ad oggi, sostanzialmente il materializzarsi in contemporanea di ogni possibile difetto che il franchise ha avuto.
I precedenti film su Toretto e soci erano stati additati a perfetto prodotto di intrattenimento, blockbuster nudo e crudo, “pecoreccio” ma con coscienza, auto-ironico e naturalmente pieno di ritmo spettacolare, capace di fondere assieme più generi, senza rinunciare a quel pizzico di retorica da buoni sentimenti.
Tradimenti, onore, la “famiglia” come scelta e non come sangue (non solo), amici che diventavano nemici, nemici non così malvagi e in mezzo il rifiuto, ma anche la nostalgia, per uno stile di vita borghese che i protagonisti hanno lasciato.

Gli anni visti in questoFast & furious 9 – The fast saga vanno dalla fine degli ’80 agli inizi del 2000 e fino ai giorni nostri, con la sfida di rendere plausibile il ricomparire sulla scena di chi non c’era più e il compito di spiegare allo spettatore l’odio profondo tra Dom e il “nuovo”fratello Jakob.
Tuttavia tale necessità narrativa, strangola ciò che rendeva Fast & Furious potabile: l’azione senza freni, l’adrenalina e la regia piena di verve ed azione dimenticando l’autoironia e una dimensione da videogame di genuina energia creativa.
Tutto questo scompare in favore di velleità retoriche e machista, incarnata da un Vin Diesel, che così goffo non lo era da tempo, concentrato solo nel voler raffigurare il suo Dom come una sorta di titano o di Ercole post-moderno, un Riddick dei motori privo però dell’umanità, dell’astuzia e del fascino tetro del suo personaggio più riuscito.
In Fast & furious 9 – The fast saga ci si dilunga in flashback a dir poco imbarazzanti, in dialoghi noiosissimi e “spiegoni” interminabili, che mettono a dura prova la pazienza dello spettatore che, alla fine dei 143 minuti, si rende conto di aver assistito al film come meno azione di sempre della saga.
A questo errore imperdonabile, si aggiunge una sceneggiatura (del regista Justin Lin e di Daniel Casey) pigra e svogliata che sfrutta malissimo un cattivo riusciuto come la Cipher di Charlize Theron (qui annoiatissima) e che propone un finale tra il prevedibile e il già visto.

Dopo il gigantismo narrativo e di spettacolo offerto dell’ottavo capitolo, l’unica soluzione per Fast & furious 9 – The fast saga era o superarlo (assolutamente difficoltoso, ma non impossibile) o ritornare alle origini cioè ai motori e all’asfalto. Justin Lin sceglie una via che non è nessuna delle due dirigendo un capitolo veramente poco riuscito, ma che non farà da tomba alla saga perchè si prevedono infatti un decimo ed undicesimo episodio.
L’unica speranza è che Vin Diesel & co. tornino alle origini e a vivere un quarto di miglio alla volta.

[…] mi piace particolarmente! Non ho un genere preferito, ma mi piacciono molto i film d’azione come Fast&Furious. Mi è piaciuto tanto Paul Walker, che purtroppo non c’è più, e l’attore Dwayne Johnson, che […]
[…] anche Jackie Chan (Splinter), Ayo Edebiri (April O’Neil), Maya Rudolph (Cynthia Utrom), John Cena (Rocksteady), Seth Rogen (Bebop), Rose Byrne (Leatherhead), Natasia Demetriou (Wingnut), Giancarlo […]