Halloween kills è il dodicesimo film della saga di Michael Myers iniziata nel 1978 da John Carpenter con Halloween-La notte delle streghe, pellicola a bassissimo costo che tuttavia è rimasta come uno dei migliori horror di tutti i tempi sia a livello artistico che per quanto riguarda le innovazioni tecniche (per le riprese fu utilizzata una steadycam in via di perfezionamento).

David Gordon Green, dopo Halloween, il reboot di tre anni fa, è la seconda regia in questa serie cinematogrfica cult. Se col primo capitolo aveva realizzato un omaggio fedele al capostipite carpenteriano, con questa seconda parte, ricalcando l’andamento dei due film di Rob Zombie (Halloween – The biginning del 2007 e Halloween II del 2009) il regista di Stronger effettua quasi un’operazione di rottura personalizzando in maniera più evidente il film.

La storia riparte nella stessa notte in cui Michael Myers è tornato. Laurie Strode, la figlia Karen e la nipote Allyson sono convinte di aver finalmente sconfitto l’incubo: Michael Myers è intrappolato nello scantinato della casa di Laurie e sta per morire tra le fiamme, ma il mostro riesce a liberarsi e torna a chiedere il suo tributo di sangue. Come reagirà la comunità di Haddonfield?

David Gordon Green, con questa nuova apparizione di Michael Myers, si allontana dalla visione dell’incubo di Carpenter e va quasi a snaturare l’asse che per quarant’anni aveva retto le gesta del killer mascherato: il primo film di Carpenter era il racconto di una lotta individuale contro demoni, soprattutto interiori, dove il male si confondeva col bene in un intrecciarsi inquietante di punti di vista. La lotta al male, per Gordon Green, riguarda invece tutta la comunità che reagisce violentemente contro il potere, qui rappresentato con la maschera di Michael.

Halloween kills è dunque un’opera allegorica e politica.
I rimandi al cult del ’78 sono ricercati e costanti, anche se rimodernati sotto un punto di vista alternativo, tuttavia la sceneggiatura, dello stesso Green insieme a Scott Teems e Danny McBride, sembra relegare la lotta delle Strode contro Myers ad uno sfondo sbiadito in favore di una metaforica rappresentazione dell’America più populista ed aggressiva.

L’incubo non è più dentro di noi, siamo noi stessi, a Carpenter era bastata la prima leggendaria sequenza di Halloween-La notte delle streghe per mostrarci questo concetto, David Gordon Green costruisce un film decisamente ben girato e soprattutto montato, ma il suo punto di vista è troppo esterno alla vicenda e la rielaborazione del male inquieta meno rispetto all'”originale” Halloween perchè incarnata da una fetta della società e non insita in ognuno di noi.