I know they say you crawl ‘fore your walk…

Runnin’ – Pharrel Williams

Il Diritto di Contare (Hidden Figures) è un film biografico del 2016 di Theodore Melfi che racconta la storia vera di Katherine Johnson, Dorothy Vaughan e Mary Jackson, tre brillanti matematiche afroamericane che lavorarono alla NASA negli anni Sessanta.

Nonostante le discriminazioni razziali e di genere, il loro talento fu determinante per il successo delle missioni spaziali, tra cui il lancio in orbita di John Glenn durante la corsa allo spazio.

Il film ricevette nel 2017 tre nomination agli Oscar come Miglior film, Miglior attrice non protagonista per Octavia Spencer (nei panni di Dorothy Vaughan) e Miglior sceneggiatura non originale.

Il Diritto di Contare: il retroscena

but in my mind I already jog…

Runnin’ – Pharrel Williams

È il 2016 quando l’autrice Margot Lee Shetterly pubblica il libro dal titolo Hidden Figures: the American Dream and the Untold Story of the Black Women Mathematicians Who Helped Win the Space Race (trad. in italiano con Il Diritto di Contare nel 2017). Libro da cui il film trae ispirazione.
In oltre trecentocinquanta pagine Lee Shetterly racconta la storia vera di un gruppo di afroamericane che hanno lavorato per la NASA (fino al 1958 NACA), contribuendo in modo cruciale per i programmi spaziali americani. L’autrice ha svolto un lavoro di ricerca meticoloso, basandosi su interviste dirette, documenti d’archivio, articoli di giornale dell’epoca e fonti bibliografiche. Tutto questo per dare voce a una “storia dimenticata”. Non risulta così solo una raccolta di biografie, ma un’opera che unisce la storia della scienza, la storia in generale e i diritti civili.

Di fronte a questo tipo di ricerche, sorge spontanea una domanda: come ha scoperto Margot Lee Shetterly queste storie? Suo padre, Howard Vaughan Lee, ha lavorato alla NASA, e lei è cresciuta a Hampton, Virginia, immersa in un ambiente popolato da scienziati, ingegneri e matematici. In questo contesto ha sentito parlare di queste figure straordinarie.

Rispetto al libro, il film “condensa” l’arco cronologico. Infatti, il tutto sembra svolgersi in maniera dinamica, nel pochissimo tempo di qualche mese. Una corsa al calcolo successivo nel lavoro, ma anche nella vita personale.

Tra realtà storica e finzione cinematografica

If I stand still I cannot get far…

Runnin’ – Pharrel Williams

Per la produzione del film è stato fatto un lavoro molto accurato, in particolare nella scelta delle attrici per i ruoli delle protagoniste e nei set. Taraji P. Henson (Katherine Johnson), Octavia Spencer (Dorothy Vaughan) e Janelle Monáe (Mary Jackson) infatti, hanno passato molto tempo a studiare le scienziate per poterle interpretare al meglio.

Per i set invece, alcune scene risultano girate in luoghi storici come il Langley Research Center. Comunque non mancano le finzioni narrative! Il personaggio di Kevin Costner (Ai Harrison) è inventato, anche se in realtà unisce nella sua figura tutti quei capi progressisti presenti al tempo nella NASA. Un’altra “messinscena” è quella del bagno lontano chilometri. La stessa scienziata Katherine Johnson ha raccontato come non fosse così drammatica la situazione, nonostante esistessero delle divisioni.

Anche se non rifletta completamente la realtà, credo sia un espediente da parte di Allison Schroeder e Theodore Melfi per drammatizzare il contesto storico in poco tempo. Non si può raccontare la difficoltà di quel periodo in una manciata di ore, perciò scene più forti e coinvolgenti emotivamente non rompono il flusso narrativo, anzi conducono lo spettatore verso sentimenti di empatia e di riflessione sulle contraddizioni presenti in uno stato che si proclama a gran voce “lo Stato portatore di pace“.

Discorso analogo per l’amicizia tra le tre scienziate. Katherine, Dorothy e Mary si conoscevano e si rispettavano professionalmente, ma il loro rapporto non era così unito come invece si vede nel film. Tra i fatti storici – giusto per citarne due – l’astronauta John Glenn si fidava di Katherine Johnson e le chiese veramente il controllo dei calcoli prima del lancio e quando Mary Jackson viene incoraggiata da un collega bianco a diventare ingegnere (di origini polacche con fede ebraica), non risulta del tutto vero. Infatti, è stata un’altra donna afroamericana a spronarla dal nome di Kaz Czarnecki.

Una curiosità su Il Diritto di Contare

They want the Moon, I’m on Mars

Runnin’ – Pharell Williams

La scienziata Katherine Johnson (1918-2020) ha avuto modo di vedere il film poco prima dell’uscita. Ha dichiarato in un’intervista come ne fosse rimasta entusiasta e divertita per le scene “finte” ma necessarie per il mezzo cinematografico, come la corsa al bagno.

Nel 2017 la matematica è stata invitata sul palco durante la cerimonia degli Oscar, Taraji P. Henson, Octavia Spencer e Janelle Monáe l’hanno accompagnata e l’intera sala si è alzata in piedi per applaudirla. Dal non avere la stessa caffettiera degli altri è diventata acclamata e rispettata dal mondo intero.

Nella foto dietro Katherine Johnson è presente anche l’astronauta della NASA Yvonne Cagle oltre le attrici del film