All’interno del carcere di San Michele viene applicata una legge che non ha niente a che fare con lo Stato, ma segue i dettami di un direttore che ha una sua personale idea di giustizia.
Su questa base si fonda Il Re, primo prison drama tutto italiano diretto da Giuseppe Gagliardi e sceneggiato da Stefano Bises, Peppe Fiore, Bernardo Pellegrini, Massimo Reale e Davide Serino.
La serie Il Re è disponibile su Sky Atlantic e NOW dal 18 marzo, prodotta da Sky Studios, Lorenzo Mieli per The Apartment e Wildside in collaborazione con Zocotoco.

Bruno Testori (Luca Zingaretti) è il direttore del carcere San Michele, un luogo di frontiera in cui egli applica le sue regole decidendo a chi rendere più facile la detenzione e a chi, invece, riservare perenne sofferenza. Bruno è un uomo separato, ex marito di Gloria (Barbara Bobulova) e padre di Adele (Alida Baldari Calabria).
Due morti all’interno del carcere scuotono il direttore e il suo regno: vengono trovati assassinati l’ergastolano Miroslav Lackovic (Ivan Franek) e il comandante Nicola Iaccarino (Giorgio Colangeli). Il duplice omicidio dà inizio alle indagini del Pubblico Ministero Laura Lombardo (Anna Bonaiuto) che porterà alla rivelazione di pericoli ben più grandi…
Il Re è una serie in cui il bisogno di controllo del protagonista diventa un filo conduttore della storia a cui collegare dei risvolti più nascosti – e di cui il protagonista non è a conoscenza.
Il male è ciò che governa il regno di Testori e Il Re esplica bene la necessità del protagonista di voler mantenere la propria supremazia.

Come dice lo stesso Zingaretti:
Bruno Testori è un uomo che ha perso la strada, un po’ come il colonnello Kurtz in Apocalypse Now che, partito per una missione chiara e sapendosi schierato da una parte, intraprende la sua missione diventata ossessione e perde se stesso strada facendo.
Il protagonista è sfaccettato per ciò che riguarda le sue modalità d’azione ed è tormentato dopo aver guardato il male per molto tempo. Sono le sue decisioni – a tratti discutibili – a mantenere un equilibrio seppur precario all’interno del “suo” carcere.
D’altronde «il male è contagioso» dice l’agente Sonia (Isabella Ragonese) e anche tutti gli altri personaggi sono soggetti al contesto che li circonda.
Un prison drama carico di dinamismo che sembra attingere molto dalla realtà.
Il Re getta da subito le premesse di una storia che vale la pena seguire, se non altro anche per scoprire dove e come andranno a snodarsi le vite e le vicende dei personaggi – Bruno/Zingaretti su tutti.
Quale guerra attende il sovrano e contro chi dovrà combattere?
