Channing Tatum ritorna al cinema scrivendo e dirigendo, al fianco dello sceneggiatore Reid Carolin (Magic Mike, La Truffa dei Logan), il loro film d’esordio Io e Lulù, una fortissima storia di eccezionale amicizia all’interno della quale trova spazio una sana ironia..
Prodotto dalla MGM e distribuito in Italia da Notorious Pictures, previsto nelle sale dal 12 maggio.

Jackson Briggs (Channing Tatum) è un soldato dell’esercito degli Stati Uniti congedato per un problema di salute. Convive con un forte disturbo da stress post traumatico.
Nella speranza di essere reintegrato nell’esercito, chiede aiuto al suo superiore, che è disposto ad aiutarlo solo in cambio di una piccola missione. Jackson deve portare Lulù, un cane militarmente addestrato e compagno di missioni, al funerale del suo ex padrone e sergente Riley Rodriguez che si terrà in Arizona. Durante un viaggio – di circa tre giorni – Jackson e Lulù si troveranno a condividere l’auto, ma anche le loro ansie iniziando una grande amicizia destinata a durare.

Io e Lulù è un film dalla forte carica emotiva e dall’alto grado di fruibilità.
Fortunatamente il cane non muore – come è stato specificato già dalla locandina – a differenza di ciò che era successo in altre famose pellicole (basti pensare al tristissimo Io & Marley).

In Io e Lulù il forte senso di inquietudine trova spazio all’interno della psicologia dei protagonisti per via dei loro traumi, scaturiti dal combattimento sul campo. Nei suoi aspetti più emotivamente drammatici, Io e Lulù riesce a mantenere una vena ironica che ben si bilancia con la narrazione gettando la basi dell’amicizia tra Jackson e Lulù. Complice del legame è il libro su Lulù in cui sono raccolti ricordi, fotografie e lettere di Rodriguez.
Malgrado i due protagonisti partano con un rapporto estremamente conflittuale, pieno di aggressività, sembrano quasi destinati a comprendersi nei loro “alti e bassi”.

Io e Lulù intenerisce lo spettatore e lo fa ben sperare fino alla fine, adoperando anche sequenze ricche di humor, come quella in cui Briggs che si finge cieco per dare un letto comodo a Lulù e, inevitabilmente, la situazione finisce per degenerare nel caos.

Il film non è fatto solo di sentimentalismo, in esso convivono anche problematiche fisiche e psicologiche che Tatum rappresenta bene.
Io e Lulù attinge dal dramma e dalla commedia restando fedele al road movie, ma prende spunto da un precedente lavoro di Tatum (War dog: A soldier’s best friend) riguardante il ruolo dei cani all’interno delle forze militari.

Io e Lulù è un film che nella sua semplicità racchiude alcuni spunti di riflessione importanti. Tatum riesce a creare qualcosa di estremamente gradevole, anche se mantiene una certa superficialità. Probabilmente non è quest’ultima l’intenzione del film, ma intrattenere e lasciare nello spettatore una bella nota di positività.