Quando pensiamo a un film che ha dato il via a un vero e proprio genere cinematografico a sé, ossia il noir americano, non possiamo non pensare a Il Mistero del Falco, lungometraggio d’esordio del regista, sceneggiatore e attore John Huston.
Già, perché, di fatto, coraggioso, fortemente desideroso di sperimentare e gran conoscitore della storia del cinema, il regista di Nevada ha saputo cogliere appieno tutte le potenzialità che determinati elementi potevano portare dentro di sé, affinché lo spettatore potesse successivamente “affezionarsi” a determinati pattern, al punto da volerne sempre e sempre di più.
Ma se quando ci siamo concentrati sul già citato Il Mistero del Falco abbiamo principalmente osservato le caratteristiche e gli archetipi di tale genere, ciò che oggi ci interessa maggiormente sono proprio i personaggi maschili delle sue opere, eroi (spesso e volentieri involontari) o antieroi con debolezze e scelte morali non sempre condivisibili, tutti destinati, a loro modo, a fare la storia.

E così, dunque, quando parliamo di personaggi maschili particolarmente degni di nota nel cinema di John Huston, non può che venirci in mente un grande attore, nello specifico. Chi? Ma Humphrey Bogart, naturalmente! Proprio lui, con quella sua espressione tra lo scontroso e il malinconico, con quel suo ormai iconico impermeabile, insieme alla classica fedora a completare il tutto, con quella sua sigaretta perennemente accesa, con quel suo ruvido cinismo e quella sorta di romanticismo di fondo atta a conferirgli uno spessore ancora maggiore.
Grazie a John Huston, dunque, Humphrey Bogart ha per la prima volta impersonato il personaggio di Sam Spade, un cinico detective privato (in Il Mistero del Falco, appunto) destinato a divenire immediatamente leggenda (e riapparendo, con un’altra identità, naturalmente) in molte altre pellicole a venire. Con Huston, Bogart ha collaborato in altri quattro lungometraggi: Il Tesoro della Sierra Madre (realizzato nel 1948 e vincitore di ben tre Premi Oscar, tra cui Miglior Regia e Miglior Sceneggiatura), L’Isola di Corallo (1948), La Regina d’Africa (1951) e Il Tesoro dell’Africa (1953). E ripensando proprio a questo loro “percorso” insieme, ecco che possiamo avere una panoramica piuttosto esaustiva degli eroi (ma anche antagonisti) a cui il nostro John Huston ha dato vita.
Non ci soffermeremo ulteriormente, dunque, sul personaggio di Sam Spade, ma ciò che a questo punto ci interessa maggiormente è proprio Fred Dobbs, protagonista di Il Tesoro della Sierra Madre. Egli, dunque, è un perfetto esempio di villain, vittima più che altro delle sue stesse debolezze. Ex soldato in difficoltà economiche, proveniente direttamente dagli Stati Uniti d’America, egli, una volta giunto in Messico per fare fortuna e scoperto l’oro nella Sierra Madre, diviene immediatamente paranoico, spietato, un assassino totalmente senza scrupoli. Si tratta, dunque, di un vero e proprio antagonista che, pur contrapponendosi nel ruolo al suddetto Spade, presenta comunque interessanti caratteristiche che possono in qualche modo farci pensare a lui.

Ed ecco che, tenendo in conto queste due figure essenziali all’interno della vasta filmografia di John Huston, abbiamo già due personaggi particolarmente simbolici che hanno contribuito a rendere grande il suo cinema. Nessuno dei due è privo di macchia, non esiste più un “salvatore” in grado di risolvere ogni genere di problema senza mai avere dubbi sul come agire, entrambi hanno le loro debolezze e le loro vulnerabilità, entrambi non sempre agiscono come converrebbe. Ma se il primo, vero e proprio eroe involontario che, inizialmente potrebbe addirittura essere classificato come un perdente esistenziale, rivela comunque un animo tendenzialmente buono e una morale solida, ecco che il secondo, antagonista per antonomasia, diviene vittima delle proprie debolezze, finendo per dimenticare cosa sia giusto e cosa no. Lui, dunque, è da considerarsi un vero e proprio perdente.
E chi se non Humphrey Bogart, dunque, poteva rappresentare entrambi al meglio? Sulla sua leggendaria collaborazione con John Huston è stato realizzato addirittura un breve documentario televisivo, Humphrey Bogart and John Huston (Laurent Preyale, 2003). Ma questa, naturalmente, è un’altra storia.
