Quando gli a-ha rivoluzionarono il genere del videoclip musicale con una perfetta canzone pop

Say after me
It’s no better to be safe than sorry

Take On Me, a-ha

“Non è tanto meglio prevenire che curare” canta Morten Harket, il frontman della band norvegese a-ha, in Take On Me, un sospiro pop sull’accorgersi che il partner non prova più dei sentimenti forti, senza però arrendersi del tutto.  Questo singolo del 1985 viene pubblicato ben due volte con tanto di videoclip e rischia il fallimento totale, prima che il falsetto su quel beat intramontabile riesce a catturare l’attenzione del direttore creativo Jeff Ayeroff, che subito intuisce che serve l’audiovisivo giusto. Così viene contattato il regista Steve Barron, e il resto è storia.

Take On Me, la sinossi del videoclip

Take On Me è una favola moderna, dove la protagonista, interpretata da Bunty Bailey, è a metà tra Alice Nel Paese delle Meraviglie e una classica donzella da salvare. La ragazza si trova in un diner e sta leggendo un fumetto su una corsa motociclistica, quando il protagonista del fumetto, il ruolo di Morten Harket, rompe la quarta parete con un occhiolino e con una mano la invita ad entrare in quel portale di carta. Tra il bianco e nero e la realtà, in un gioco di specchi, i due si ritrovano in un’ adrenalica corsa contro i cattivi.

Perché questo videoclip fa la storia


Non sorprende l’esistenza di un documentario su YouTube dedicato a Take On Me, diviso in due parti di cui uno tutto concentrato prettamente sul video musicale: da Ed Sheeran a Nile Rodgers, in tanti apprezzano la sinergia che prende piede in questo progetto tra arte manuale, linguaggi cinematografici, musica pop e persino il fotoromanzo, che tanto va di moda in Europa (soprattutto in Italia) in quegli anni. 

Gli eighties sono proficui per i MV, grazie alla diffusione della registrazione audio su nastro magnetico e del montaggio digitale, che permettono di sperimentare con il prodotto filmico, avviando così una vera e propria primavera della videoarte. Momento iconico è l’inizio di MTV, che apre al pubblico, ironicamente, con Video Kills The Radio Star dei The Buggles nel 1981.

Take On Me, con la tecnica animata mista e una storyline coinvolgente, ottiene il suo posto nell’olimpo dei video in poco tempo, tenendo incollate intere generazioni al piccolo schermo, arrivando a ritagliarsi una sua fetta anche nel virtuale in 4K su YouTube.

Il rotoscopio di Take On Me

Il videoclip di Take On Me si sviluppa grazie all’idea di unire il live-action con l’animazione, in particolare il 2D e la vignettatura tipica dei fumetti. Lo scopo è quello di rompere la quarta parete ben due volte, all’interno della storyline e attraverso lo schermo che separa lo spettatore al di là. 

La tecnica utilizzata è il rotoscopio, inventata da Max Fleischer, animatore statunitense e polacco, che permette di ricalcare i fotogrammi di riprese reali per trasformarli in animazione. 

Gli animatori di Take On me sono Mike Patterson e Candice Reckinger scelti dopo che il direttore creativo Ayeroff vede un loro film studentesco intitolato Commuter.

Steve Barron dirige e fa montare tutto il girato, per poi proiettarlo su un supporto trasparente. Così facendo, gli animatori possono ricalcare le scene prescelte e realizzano a mano libera oltre 10.000 disegni, per un totale di 16 settimane di lavoro. 

Take On Me, la malinconia di un tempo ridisegna l’ amore 

Il significato della canzone, esposto qualche paragrafo più su, si concentra tutto sul rendersi conto che il partner sta scivolando via dalle proprie mani. Peró l’intesa, la relazione si può continuare a scrivere, e in questo caso disegnare. Il videoclip di Take On Me può essere letto come questa voglia di riscrivere il tempo di una storia, che potrebbe essere già predestinata. Ma se non è questa l’essenza di una relazione funzionante, di qualsiasi tipo essa sia, ovvero capace di accettare cambiamenti, che evita stagnazione perpetua. A volte bisogna fare compromessi, come la ragazza che deve fidarsi ad entrare in un mondo bidimensionale e come Morten, che per materializzarsi nel mondo reale, deve lottare contro le pareti di carta che lo intrappolano. 

FAQ – Take On Me


Che premi ha vinto il videoclip di Take On Me?
Incetta di premi per Take On Me: agli MTV Video Music Awards del 1986, il video ottiene i Best New Artist in a Video, Best Concept Video, Most Experimental Video, Best Direction, Best Special Effects e Viewer’s Choice.

Ci sono delle opere che si ispirano a Take On Me?
Senza ombra di dubbio, la canzone e il videoclip fanno parte dell’immaginario collettivo e rimarranno in esso per sempre. Le citazioni lo dimostrano, come la cover della band statunitense Weezer, che ricreano il videoclip con tecnica mista in pieno stile anni’80, nel quale recita Finn Wolfhard, e come il tributo nel videogioco The Last of Us, dove la protagonista Ellie canta e suona in acustico la canzone, un dolce momento immortalato anche nella serie tv omonima grazie a Bella Ramsey.

La storia del videoclip di Take On Me ha un seguito?
C’è un sequel di Take On Me, ovvero The Sun Always Shines on TV : seppur questo brano non ottiene lo stesso successo del precedente, la canzone si piazza nei primi posti in diverse classifiche e il videoclip, diretto anche questo da Steve Barron, vince agli MTV Video Music Awards Best Editing in a Video per David Yardley e Best Cinematography in a Video per il direttore della fotografia Oliver Stapleton. 

Il video è ambientato ad Udney Hall Gardens e nella chiesa gotica vittoriana di Saint Alban the Martyr e rivede i due protagonisti di Take On Me, ovvero Morten Harket e Bunty Bailey, continuare il calvario tra il mondo reale e quello in 2D. Il giovane cantante inizia a regredire fisicamente al suo stato originale di animazione e la ragazza si rende conto che lui non può restare nel suo mondo. La sequenza principale del video mostra gli a-ha mentre suonano, nella chiesa precedentemente citata, davanti una fitta folla di manichini, sia svestiti e sia con indosso abiti formali. 

Ma The Sun Always Shines on TV non è l’unico pezzo del puzzle, infatti si è davanti una trilogia: c’è anche Train Of Thought, diretto dagli animatori Reckinger e Patterson. Il video in realtà è un prequel di Take On Me, dove viene messo su schermo vecchio materiale d’animazione intervallato dai filmati di una pausa del tour degli a-ha. 

Quali altri videoclip ha girato Steve Barron?

Steve Barron è un top player dei video musicali: Billie Jean di Michael Jackson, Africa e Rosanna dei Toto, Burning Up di Madonna e diversi videoclip per Bryan Adams, sono solo alcuni dei progetti di rilievo del regista. 

Barron è un regista intrigante anche per i suoi lavori televisivi come la miniserie di successo come Merlino e i film iconici Tartarughe Ninja alla riscossa e Le straordinarie avventure di Pinocchio