Era il 1986 quando usciva nelle sale Top gun, diretto dal compianto Tony Scott, e destinato a diventare fin da subito un successo planetario, nonché, col tempo, cult cinematografico d’azione.

La macchina da presa, sulle note del celebre brano Danger zone di Kenny Loggins, si muove attraverso i jet della marina americana che decollano e atterrano senza sosta. Un inizio potente ed emozionante, entrato nell’immaginario collettivo e manifesto di un’epoca, che ritorna anche in Top gun: Maverik, il sequel diretto da Joseph Kosinski.

Prodotto da Jerry Bruckheimer, Tom Cruise, Christopher McQuarrie e David Ellison, uscirà nelle sale italiane il 25 maggio.

Sono passati trentasei anni, Pete “Maverick” Mitchell (Tom Cruise) è un Capitano di Vascello e Collaudatore di aerei per la Marina statunitense, nel deserto del Mojave.
Rispedito dai suoi superiori, per ordine di Tom “Iceman” Kazansky (Val Kilmer), alla Top Gun, Maverick dovrà addestrare una squadra di piloti col compito di svolgere un’importante missione.
Tornare in un vecchio luogo significa anche dover fare i conti col passato, ed è qui che Mavericks incontra il Tenente Bradley Bradshaw alias Rooster (Miles Teller) nonché figlio del suo grande amico e collega Goose. Il rapporto tra i due è burrascoso e Maverick fa di tutto per proteggerlo anche se Rooster, in un primo momento, non riesce a comprendere le buone intenzioni del suo superiore.

Senza dilungarci troppo nella trama, Top gun: Maverik è un film in cui i tratti nostalgici del cult di Tony Scott si ambientano perfettamente nel presente e straordinariamente conciliano vecchi e nuovi personaggi.

Anche stavolta Tom Cruise è l’eroe indiscusso, survivor ed icona anni ’80 che ritorna insieme ai suoi occhiali a goccia e al giubotto di pelle. Maverick non è cambiato, ma è costretto a scontrarsi col suo passato: la morte di Goose è stata molto legnante e traumatica e ancora sente su di sé il peso dell’assenza di un amico, nonostante il collega/rivale Iceman lo sproni a lasciar andare il passato.
Questo tratto più interiore e psicologico rende il protagonista molto più umano e calato nella contemporaneità, cucendogli addosso un senso di protezione quasi paterno.

In Top gun: Maverik tornano i temi dell’amicizia e dell’amore, arricchiti da legami generazionali e coscienza di sé, però con una dimensione emotivamente più stratificata, dove lo spettatore si trova incuriosito e catapultato in un crescendo di attesa.

Top gun: Maverik, ovviamente, si compone di numerose sequenze d’azione. La musica, sfruttata esattamente come nell’originale, scandisce ogni momento e la colonna sonora, a cui ha collaborato anche Lady Gaga, si bilancia tra i brani storici del primo Top gun, brani recenti e classici del rock, come il celebre brano Won’t get fooled again degli Who inserito nella sequenza dell’addestramento dei cadettii.

Gli effetti speciali giocano un ruolo preponderante e per gran parte del film ci si lascia trascinare da mirabolanti manovre aeree. L’esempio è il monumentale film originale, anche per questo ci sono parti che non devono essere modificate, Kosinski quindi riporta in vita tutti quegli iconici momenti tipici degli anni ’80 attualizzandoli e mantenendo lo stesso fascino.

Si ritorna a celebrare la forza e l’amicizia virile, questa volta direzionata su un protagonista, che fa da ponte tra passato e presente e che ritrova l’amore in una straordinaria Jennifer Connelly (nei panni di Penny).

Top gun: Maverik è la celebrazione di un mito cinematografico, che solca i cieli nella cabina di un jet e sfreccia al tramonto in sella alla moto; ogni spettatore nostalgico avrà sicuramente di che emozionarsi.