Commedia assurda del 2001 di David Wain, Wet Hot American Summer è diventata, nel tempo, un cult tutto americano

Wet Hot American Summer: 1981, ultimo giorno al campeggio estivo di Firewood che si traduce in ultima possibilità per fare tutto quello che non si è riusciti a fare; che sia un primo bacio, un matrimonio gay, un goffo tentativo di salvare il campeggio da un pezzo dello Skylab diretto sulla terra o semplicemente fare sesso per la prima volta, questo è il momento.

La commedia di Wain è la parodia delle classiche commedie adolescenziali, tanto in voga negli anni ’70 ’80, portate all’eccesso fino a sprofondare nel più demenziale degli spettacoli tra risate e momenti più che grotteschi.
Insomma, la classica americanata che vuol far ridere a tutti i costi.

Il Firewood Camp è unicamente lo sfondo per l’assurda messa in scena di un gruppo di fuori di testa affamati di qualsiasi esperienza a cui non lasceresti mai in mano tuo figlio. I bambini però ci sono, e pure tanti, a parte quel paio lanciati giù dal furgoncino perché era meglio che non venissero trovati, e sono loro i veri adulti della situazione.

Il nonsense la fa da padrone in una commedia demenziale tutta made in USA dove ci si droga e si scippano le vecchiette, ma solo dopo averle picchiate per bene.
La pellicola, inedita in Italia, nel 2015 è stata ripescata da Netflix per farne una miniserie prequel intitolata Wet Hot American Summer: First Day of Camp e una sequel dal titolo Wet Hot American Summer: Ten Years Later.

Wet Hot America Summer: parodia di un genere

Il film, accolto non benissimo dalla critica del tempo, per il suo modo demenziale di voler far ridere e con una trama pressoché inesistente, se non l’ultimo giorno di campeggio di una manciata di ragazzi fuori di testa, oggi è invecchiato molto bene, almeno in America.

Diventato un piccolo cult per i fan del genere nonsense, o per chi da adolescente ha particolarmente apprezzato l’irriverenza della commedia e per cui, quindi, entra in gioco l’effetto nostalgia, oggi Wet Hot American Summer è riuscito a ritagliarsi un suo spazio tra le pellicole comiche degli States.

In mezzo al folto mucchio di ragazzi c’è la qualunque, dal belloccio senza cervello al reduce di guerra attratto sessualmente da un frigorifero, dalla donna adulta che annuncia le sue nozze con un bambino fino al ragazzo che per non restare ancora vergine corre per chilometri arrivando al Camp pieno di sangue.

C’è da dire, ancora, che la commedia di David Wain è volutamente una parodia di un genere tanto in voga tra gli anni ’70 e ’80, tutto incentrato su adolescenti disinibiti e pronti a tutto come Meatballs (Polpette), Animal House, Porky’s o il più “recente” La vita è un sogno. Anche la colonna sonora, che fa da spalla alla narrazione, è completamente calata nel mood anni ’80 con pezzi dei KISS, Rick Springfield e i Jefferson Starship che si sposano benissimo con i look datati dei protagonisti.

Un cast di futuri volti noti

In ultima battuta, ma non certo per importanza, c’è il cast che popola la folle visione del regista, da Bradley Cooper e Amy Poehler che organizzano il musical finale del campeggio a Paul Rudd che slinguazza la bellissima Elizabeth Banks e ancora Joe Lo Truglio e Molly Shannon, passando per tanti altri attori al tempo quasi esordienti e oggi conosciutissimi, chi più chi meno.
Un consiglio per chi ha intenzione di recuperare il film: guardate i titoli di coda fino alla fine.